Szabó Magda

Ditelo a Sofia

Pubblicato il: 27 agosto 2014

“Ditelo a Sofia”, queste le ultime parole del dottor Nagy. Il messaggio che l’uomo desidera lasciare alla figlia, però, rimane sospeso sulle sue labbra perché la morte lo porta via con sé in maniera repentina e brutale. Sofia ha solo undici anni ma sa che se riuscisse a rintracciare l’ultimo paziente di suo padre, l’unico ad aver ascoltato e visto tutto, potrebbe capire il senso di quelle parole e conoscere l’ultima frase pronunciata da suo padre. Sofia è una bambina impacciata, timida e molto introversa. Sua madre la considera poco intelligente e poco capace anche alla luce del fatto che a scuola ottiene costantemente risultati mediocri. Eppure Judit Papp, la vedova Nagy, da quella figlia si sarebbe aspettata qualcosa di meglio considerando che lei, illustre pedagoga, conosce alla perfezione le teorie sull’educazione e sulla psicologia infantile. Ma con Sofia sembra non funzionare nessuno dei principi tanto lucidamente messi per iscritto all’interno dei vari saggi e dei numerosi studi condotti come ricercatrice presso l’Istituto di Pedagogia Sperimentale di Budapest.

Siamo nel 1957, è un’estate particolarmente calda e Sofia ha appena perso suo padre, la persona che, più di chiunque altro al mondo, era in grado di capirla, ascoltarla e prevedere i suoi desideri. La bambina e sua madre lasciano la vecchia casa e si trasferiscono in un’abitazione più piccola: devono ridurre le spese e vivere solo con quello che guadagna la mamma. Ma l’urgenza che ossessiona Sofia è una sola: cosa voleva dirle il papà pochi istanti prima di morire? La bambina si fa coraggio e, contravvenendo ad alcune regole e lottando contro la sua proverbiale timidezza, si imbarca in un’avventura molto più grande e molto più seria di quanto avrebbe mai immaginato. Sarà costretta a dire qualche bugia e a muoversi con estrema circospezione ma, alla fine, riesce a capire che l’uomo con la sciatica, l’ultimo paziente di suo padre, altri non è che il vecchio signor Pista, il burbero ed antipatico usciere della scuola di piazza János Apaczai Csere (I distretto), quella che lei stessa frequenta.

L’anziano è immobilizzato per via di una gamba fratturata e vive nel seminterrato dell’edificio scolastico. Sofia si ritrova suo malgrado a fargli da “badante” ma spera di riuscire a trovare la forza per raccontargli la verità e chiedergli le ultime parole pronunciate da suo padre. Un’impresa tutt’altro che facile anche perché i movimenti di Sofia diventano sospetti ed attirano anche l’attenzione dell’insegnante Márta Szabó, una donna che dedica interamente il suo tempo alle sue studentesse e al loro percorso di crescita scolastica ed umana. La professoressa Szabó conosce Sofia e sa che quella bambina sensibile, silenziosa ed educata è anche ricca di potenzialità, quelle che però sua madre continua a non rilevare.

Magda Szabó ha insegnato per parecchi anni ed, evidentemente, conosce bene la scienza dell’educazione. “Ditelo a Sofia”, infatti, oltre ad essere un romanzo delicato e profondo, oltre a raccontare una vicenda semplice e toccante, contiene anche una critica rivolta a chi crede di poter capire i bambini e le loro richieste d’affetto solo grazie alla conoscenza di tesi e teorie. Il confronto tra le intuizioni e le riflessioni di una semplice insegnante che vive ogni giorno a contatto con i più piccoli e una madre indottrinata e colta a cui però sfuggono fin troppi dettagli relativi alla vita e all’anima della sua stessa bambina, è quasi imbarazzante. La bravura della scrittrice ungherese sta anche nell’essere riuscita a costruire un romanzo intero cumulando i flussi di coscienza di vari personaggi. Tutti sono impegnati in lunghi ed approfonditi monologhi interiori ma hanno forse la brutta abitudine di non parlare abbastanza con gli altri.

“Ditelo a Sofia” potrebbe essere considerata una fiaba moderna e, alla fine, sarebbe possibile trarne persino una morale: se le persone avessero il coraggio di parlare, di confessare le loro paure e i loro sentimenti, di raccontare la verità fin da subito e di non temere il giudizio altrui probabilmente la vita sarebbe più semplice e forse meno dolorosa. Infatti nell’intera vicenda descritta nel romanzo, i malintesi e gli equivoci sono alla base di piccole catastrofi e qualche groviglio di troppo. Fortunatamente tutto si risolve per il meglio, proprio come si addice ad ogni buona fiaba. “Ditelo a Sofia” è un’ottima lettura da suggerire vivamente ai lettori più giovani ma adatta a chiunque conosca o voglia conoscere Magda Szabó e il suo indiscutibile talento.

Edizione esaminata e brevi note

Magda Szabó è nata in a Debrecen, in Ungheria, il 5 ottobre del 1917. Si laurea in latino, ungherese e storia presso l’Università della città natale ed inizia a lavorare come insegnante. A partire dal 1945 opera per il Ministero della Religione e dell’Educazione ma nel 1949, con l’avvento del regime comunista, viene licenziata. Alla fine degli anni ’40 scrive dei poemi ma i suoi primi libri vengono pubblicati solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente, per ragioni politiche, la Szabó è costretta al silenzio ma continua il suo lavoro di insegnante e traduttrice. Il riconoscimento del suo talento letterario giunge solamente alla fine degli anni ’50 ed ora è ormai considerata una delle più importanti e talentuose scrittrici ungheresi contemporanee. Pur essendo autrice di molti romanzi, raccolte di poesie, saggi, opere teatrali e sceneggiature, in Italia è inspiegabilmente ancora poco nota. Di lei, nelle collane Einaudi, possiamo trovare “La porta”, “La ballata di Iza”, “Via Katalin”, “L’altra Eszter” e “Il vecchio pozzo”. La casa editrice Anfora ha pubblicato “Lolò, il principe delle fate”, “Abigail”, “Il Momento”, “Per Elisa” e “La Notte dell’Uccisione del Maiale”. Nel 2013 Salani ha pubblicato “Ditelo a Sofia”. Magda Szabó è morta a Kerepes, sempre in Ungheria, il 9 novembre 2007.

Magda Szabó, “Ditelo a Sofia“, Salani Editore, Milano 2013. Traduzione dall’ungherese di Antonio Sciacovelli. Titolo originale “Mondják meg Zsófikának“.

Pagine Internet su Magda Szabó: Wikipedia / Enciclopedia Treccani / Sito dedicato