Finelli Riccardo

Coi binari fra le nuvole (cronache dalla Transiberiana d’Italia)

Pubblicato il: 4 ottobre 2012

Il libro di Riccardo Finelli è un diario di viaggio ma è anche un testo di denuncia a cui fa da corollario l’amarissima constatazione dell’ennesimo italico scempio. A tutto si mescola la malinconica traccia di un passato glorioso, e cancellato fin troppo semplicisticamente, che ha accompagnato per più di un secolo la linea ferroviaria che dal baricentro d’Abruzzo, dopo essersi abbarbicata tra gli altipiani della Maiella, discendeva attraverso l’antica terra sannita, costeggiando appena l’alto Molise, fino a conquistare, poco più tardi, il cuore di Napoli. La gloriosa “Napoletana” (linea Pescara-Napoli), infatti, non esiste più. L’11 dicembre 2011 l’ultimo treno ha percorso il tragitto che conduce da Sulmona a Carpinone. Poi più nulla. Binari morti. E ora come si fa? “Da Sulmona, l’antica Capitale del Regno Borbonico, in treno, adesso si raggiunge così. Prima con un regionale che impiega circa due ore e mezza per Roma. Poi con un trasferimento urbano, da Roma Tiburtina a Roma Termini. E da lì, infine, con la Ferrari delle ferrovie [Frecciarossa, ndr]. Sprofondati in poltroncine avvolgenti a velocità siderale. Due cambi, quasi cinque ore…“. Ecco come si fa.

Riccardo Finelli e il suo amico Stefano Cipriani (autore dell’introduzione del libro), nell’aprile del 2012, decidono di compiere una piccola impresa: percorrere a piedi i 120 chilometri che separano Sulmona da Carpinone calpestando le 320.000 traversine (una più, una meno) collocate sui binari di una linea morta. Anzi, moribonda. Perché anche se ormai da parecchio tempo nessun treno calchi quelle rotaie, la linea viene mantenuta ed “aggiornata” con tanto di ripetitori GSM collocati ad ogni galleria e con la presenza di operai del Tronco Lavori di Castel di Sangro che fanno manutenzione costante e che Riccardo e Stefano non potranno non incontrare nel corso del loro viaggio.

Il primo giorno si va da Sulmona a Campo di Giove, il secondo giorno da Campo di Giove ad Alfedena, il terzo giorno da Alfedena a Cerreto di Vastogirardi, il quarto ed ultimo giorno da Cerreto di Vastogirardi a Carpinone. E’ questa la mappa del “trekking paradossale” (come scrive Cipriani) di questi due strani viaggiatori. Riccardo chiarisce, in più punti e con radicata passione, il triste epilogo a cui amministratori poco capaci, interessi economici quasi impercettibili ma abbastanza eloquenti e l’indifferenza di molti hanno destinato questa linea ferroviaria che, come si evince dalle pagine di “Coi binari fra le nuvole”, offre ancora parecchie opportunità soprattutto se qualcuno avesse il buon senso di cambiarne leggermente lo scopo ed utilizzarla, per il futuro, con funzioni prevalentemente di tipo turistico.

Camminare (da semplice lettrice) accanto a Riccardo e Stefano, saltuariamente affiancati da un paio di compagni d’avventura, è un’esperienza molto particolare. Da abruzzese doc non ho potuto fare a meno di soffermarmi sui tanti momenti in cui lo scrittore-giornalista modenese si scioglie nella descrizione dei luoghi che percorre, nella forza poderosa e magnifica della natura. Dai boschi smisurati alle creste rocciose, dai richiami degli animali alle nebbie che spuntano quasi all’improvviso, dai lamenti primordiali dell’acqua nella roccia agli altipiani desolati che sembrano Luna. Panorami e territori che la “Napoletana” ha percorso per anni portando con sé le storie di paesi e di uomini. Storie che costellano anche questo libro, testimonianze raccolte con semplicità durante i quattro giorni di viaggio e che raccontano di un vuoto assordante, quello lasciato da una ferrovia inaugurata esattamente il 18 settembre 1892 e che, ormai, non vive più.

Edizione esaminata e brevi note

Riccardo Finelli è nato a Modena il 12 settembre del 1973. Ha lavorato come giornalista presso la “Gazzetta di Modena”, “Telemodena”, “Uomini e trasporti”. Ha all’attivo diverse pubblicazioni: “Storie d’Italia” (2007), “C’è di mezzo il mare” (2008) e “150 anni dopo” (2010), “Coi binari fra le nuvole (cronache dalla Transiberiana d’Italia)” (2012). Attualmente Finelli lavora come capo ufficio stampa di una multiutility.

Riccardo Finelli, “Coi binari fra le nuvole (cronache dalla Transiberiana d’Italia)”, Neo Edizioni, Castel di Sangro, 2012.

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