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Ricordare il gulag. Immagini e immaginazione

Pubblicato il: 25 dicembre 2016

Sull’Espresso del 24 dicembre 2016 è stato pubblicato un reportage a cura di Lucia Sgueglia, “Voglio un selfie con Stalin. Nella Russia di Putin il passato è più presente che mai”. Cosa scrive la giornalista? In soldoni risulta che più della metà della popolazione russa guarda positivamente alla figura del despota georgiano; tanto che, attualmente, a Stalin vengono dedicati nuovi monumenti, centri culturali, concorsi e premi. Coloro poi che azzardano critiche ai presunti successi della defunta Unione Sovietica vengono bollati come antipatriottici. Sembra quindi che il sistema della democratura putiniana abbia dato i suoi frutti; al punto da far dubitare che “Essere Vladimir Putin”, un pezzo pubblicato pochi anni fa dal settimanale “Internazionale”, sia stata soltanto un’ironica provocazione: “1. Quando vai a cavallo, via la maglietta. 2 Ogni giorno è buono per creare una nuova repubblica nel Caucaso. 3 Non ridere mai. 4 Prima di organizzarti l’estate, senti cosa fa Silvio. 5 L’economia non va bene? Una caccia al gay fa miracoli per distrarre l’opinione pubblica. 6 Ricorda: l’Unione Sovietica non si è sciolta, si è solo presa una pausa di riflessione”.

Allora si comprende quanto le riflessioni e le ricerche contenute in “Ricordare il gulag” siano  importanti, visto che Stalin –  di sicuro nella Russia nazionalista di Putin –  ormai viene spacciato per uomo “severo ma giusto”. Il progetto “AGE – Amnesia Gulag in Europe”, finanziato dal programma europeo “Europe for Citizens”, che chiaramente guarda a tutta l’esperienza dell’Urss e del cosiddetto socialismo reale, concentra appunto la propria attenzione al “vuoto di memoria che, per decenni, in Italia e in Europa, ha caratterizzato la storia delle persecuzioni e degli stermini compiuti nei campi sovietici”. In particolare “Ricordare il gulag” è un volume che intende fornire un “approfondimento dei meccanismi di produzione del disumano propri del totalitarismo di matrice staliniana. L’obiettivo è di contribuire ad arrestare quel processo di rimozione collettiva di crimini che, ancora oggi, investe molti paesi europei, offrendo una bussola orientativa critica in grado di riconoscere e rispettare le differenze, specie dinanzi a nuovi fenomeni di discriminazione e razzismo” (dalla quarta di copertina).

I capitoli, a cura di diversi studiosi ed accademici, riportano un quadro decisamente fosco di quanto è stato dimenticato e poi reinterpretato in chiave nazionalista: Natascia Mattucci, “Il passato come segnavia”; Tomasz Kizny, “Fotografie del Gulag: immagine e memoria”; Costantino Di Sante, “La via del Gulag. Cronistoria del sistema concentrazionario sovietico”; Natascia Mattucci, “La forza dell’immaginazione. Letterature del disumano”; Lanfranco Di Genio, “La subdola utopia”; Gianluca Vagnarelli, “Il totalitarismo come ideocrazia”; Darius Juodis, “I partigiani lituani e ucraini nella lotta e nella prigionia”; Filippina Calafati, “Lo spazio della memoria. Riflessioni sulla didattica del Gulag”; Silvia Casilio, “I conti con il passato tra memoria, storia e oblio”.

In particolare Natascia Mattucci ricorda come vi sia uno stretto legame tra letteratura, immaginazione ed eventi storici, soprattutto tragici: “Il fardello che la storia di eventi drammatici fa gravare su di noi può essere sopportato, secondo H. Arendt, in virtù del dono di un cuore comprensivo, che ci permette di continuare a vivere con gli altri in uno stesso modo” (pp.49). Eventi tragici legati, come sottolinea Gianluca Vagnareli, alla moderna divaricazione tra due tradizioni di pensiero: “L’una pensa il corpo sociale come comunità, l’altra come aggregato di individui che perseguono i propri interessi egoistici; la prima considera i cittadini uniti gli uni agli altri nella totalità dello Stato e della nazione, l’altra li assume come soggetti privati che collaborano per ragioni prettamente egoistiche; l’una è orientata alla tutela dei diritti individuali e assertrice di processi di riforma graduale, l’altra sostiene la necessità di rifondare la società politica secondo la logica della tabula rasa. E’ nella degenerazione di questa seconda tradizioni che andrebbero individuati i prodromi di quelle che Terestchenko ha definito le violenze dell’astrazione” (pp.82).

Una degenerazione responsabile di milioni di vittime ma che – ecco il ruolo della memoria – ormai viene negata dopo la “pesante riabilitazione della tradizione, consolidatasi col governo di Putin”. Così Filippina Calafati: “La vergogna connessa alla presa di coscienza di ciò che fu lo stalinismo ha lasciato il passo all’orgoglio per la storia patria, a cui appartengono sia gli Zar che Stalin”. E, difatti, “oggi, ad oltre vent’anni dallo sgretolamento dell’Urss, la memoria continua ad essere avversata e ridimensionata da un sistematico lavoro di censura non necessariamente esercitato attraverso forme repressive, ma con clamorosi tentativi di diffamazione” (pp.96).

Peraltro tentativi di diffamazione, e quindi di minimizzazione di quanto avvenuto nel “paradiso sovietico”, li abbiamo conosciuti anche nella nostra Italia, come ben ricorda Silvia Casilio. La studiosa, giustamente, aggiunge che “Memoria, Amnesia, Storia, Ricordo e Oblio sono termini o se vogliamo concetti con cui lo storico si trova a dover fare i conti quando deve mettere mano ala sua cassetta degli attrezzi per raccontare il passato” (pp.118). Figuriamoci poi quando si devono fare i conti con il presente di una politica autoritaria che il passato lo vuole stravolgere al fine di consolidare il proprio potere.

Edizione esaminata e brevi note

Natascia Mattucci, professore associato di filosofia politica, è coordinatrice scientifica del progetto europeo “Amnesia Gulag in Europe”. Tra le sue pubblicazioni: “L’universale plurale. Saggio sul pensiero politico di Immanuel Kant” (2006)“La politica esemplare. Sul pensiero di Hannah Arendt” (2012).

“Ricordare il gulag. Immagini e immaginazione”, a cura di Natascia Mattucci, eum (Collana “il tempo, la storia e la memoria), Macerata 2015, pp. 124.

Luca Menichetti. Lankenauta dicembre 2016