Categoria: storia

de Vigan Delphine

Le gratitudini

C'è una dolcezza amara in questo romanzo. È forse la dolcezza dell'inevitabile, del finale che si conosce fin dal principio e non può essere lieto. "Le gratitudini" è il mio primo accostamento a Delphine de Vigan e alla sua scrittura scarna, filiforme, lieve. Uno stile che sembra quasi stridere con la mestizia di quel che viene raccontato. La delicatezza di una scrittura tanto femminile e tanto premurosa sembra prendersi cura di ciò che si descrive ma anche di chi lo sta leggendo. "Le gratitudini" è una storia senza rancori e senza...CONTINUA...

Burton Jessie

La musa

Una sorta di giallo tra arte, storia e sentimenti, ecco come si potrebbe definire "La musa" di Jessie Burton. Uscito in Italia per La Nave di Teseo nel 2017, "La musa" è l'opera seconda della Burton, arrivata un paio di anni dopo "Il miniaturista", il suo romanzo d'esordio. "La musa" intreccia due epoche da noi comunque distanti poiché la vicenda si sviluppa tra un presente che è il 1967 e un passato che è il 1936. In prima istanza le due storie,...CONTINUA...

Baldanzi Simona

Maldifiume

Maldifiume. La prima associazione che mi viene è con parole simili, come malditesta e maldimare, ma a differenza di queste mi porta verso un qualcosa di non ben definito che somiglia più a nostalgia. Sarà un effetto dovuto anche alla copertina di questo libro (illustrata da Fabio Consoli), dai colori tenui, in cui una donna dai capelli lunghi, legati, con una maglia a righe bianche e rosse cammina semi-immersa in un corso d’acqua e sembra perdere, via via che procede...CONTINUA...

Spizzichino Giulia

La farfalla impazzita. Dalle Fosse Ardeatine al Processo Priebke

Quando ho visitato il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, qualche anno fa, c'era un sole splendente. Sembrava tutto nella norma, prima di entrare. Poi, una volta arrivata all'interno degli spazi che ricordano e accolgono i resti delle vittime di quell'eccidio efferato, dopo aver camminato lungo le gallerie delle Fosse, dopo essere rimasta in raccoglimento di fronte all'incavo nel quale sono state trucidati e nascosti i corpi di 335 persone,...CONTINUA...

Axelsson Majgull

La tua vita è la mia

Questo libro, "La tua vita è la mia", è rimasto appoggiato su un ripiano del mio soggiorno per molto tempo. L'ho ricevuto in regalo dall'amico Andrea Consonni poco meno di un anno fa ma, non so perché, ho deciso di prenderlo tra le mani solo adesso. Della Axelsson avevo letto e amato "Io non mi chiamo Miriam", uscito sempre per Iberborea nel 2016. Due romanzi che, per certi versi, si somigliano. In entrambi i testi, infatti, Majgull Axelsson ha deciso di trattare argomenti storicamente e sociologicamente complessi...CONTINUA...

Lerchenwald Johann

H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi

Preceduto da un'acuta prefazione di Franco Cardini che pone l'accento sull'approccio del tutto nuovo che ci viene proposto, che mira ad offrirci l'immagine inusuale di un Hitler "umanamente comprensibile" e vero (che non vuol dire che vada assolto e perdonato per ciò che ha fatto ma che la forma narrativa può forse renderlo meglio decifrabile), questo breve romanzo di Johann Lerchenwald (J. Lerchenwald, H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi, pp. 245, Editoriale Jouvence, 2020) infrange a veder bene più di un tabù: innanzitutto...CONTINUA...

Armeni Ritanna

Mara. Una donna del Novecento

Con "Di questo amore non si deve sapere. La storia di Inessa e Lenin" Ritanna Armeni ci ha descritto la figura di Inessa Armand, amante e stretta collaboratrice di Lenin. Qualche anno più tardi, con "Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte" la Armeni ha recuperato le vite e le missioni di una flotta di giovani aviatrici russe attive durante la Seconda Guerra Mondiale. Libri dedicati a donne che la Storia ha rapidamente scelto di dimenticare...CONTINUA...

Barbarani Emilio

La via dei topi. Sulle tracce dei nazisti in Argentina

Devo anticipare che "La via dei topi. Sulle tracce dei nazisti in Argentina" non rientra esattamente nelle mie corde. Non amo questo genere di romanzi ma sono perfettamente consapevole che, al di là di me, ci siano moltissimi lettori interessati a una storia, complessa e ben costruita, che coinvolge consoli, servizi segreti, militari, massoni, personaggi in incognito, nazisti scampati alla loro stessa fine e altre strane figure storicamente esistite. Appena sotto il titolo, in copertina, è riportata la dicitura "romanzo storico". Sicuramente questo è...CONTINUA...

Cotto Massimo

Decamerock

Non è raro trovare “libri raccolta”, contenenti fatti curiosi su un certo argomento, classifiche, liste o simili. L’idea di base non è originale, ma esattamente come quei famosi quattro accordi di chitarra con i quali si possono suonare una miriade di canzoni famosissime, quello che cambia è l’arrangiamento, i dettagli, il contorno che evita accuse di plagio. In questo caso, l’autore riprende l’idea di un libro che sicuramente può essere considerato “rock” per i suoi tempi, il Decameron, e ci porta in dieci differenti notti costellate da cento capitoli o storie di artisti, musica, droghe, follie...CONTINUA...

Bettauer Hugo

La città senza ebrei

"La città senza ebrei" è stato pubblicato, per la prima volta, nel 1922. Circa un secolo fa, per intenderci. Un secolo che somiglia a un giorno, più o meno. Perché se questo romanzo, con i dovuti adattamenti etnici, venisse pubblicato domani o "dopodomani", come dice il sottotitolo voluto da Bettauer, nessuno noterebbe la differenza. "La città senza ebrei", che l'autore austriaco racconta qui con sferzante arguzia, è Vienna. In molti definiscono profetico questo romanzo poiché Hugo Bettaeur, prima che la Storia arrivasse realmente a realizzarlo, aveva immaginato un tempo...CONTINUA...