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Fuschetto Max
Se andiamo a leggere le interviste più recenti rilasciate da Max Fuschetto, bravissimo artista campano, non sembra essere molto presente la parola cross-over; che forse neppure è stata pronunciata. Sarà un caso ma non c’è dubbio che questo termine “usato per descrivere materiale preso in prestito da più generi differenti”, caratterizzato da una “popolarità che supera i confini convenzionali della musica e dei suoi stili”, ha spesso suscitato perplessità, critiche magari degli ascoltatori più ortodossi. Valutazioni non proprio favorevoli che hanno voluto evidenziare approcci troppo commerciali ed...CONTINUA...
“La verità è che la vera musica non è mai difficile. Questo è soltanto un termine che funge da schermo, che viene usato per nascondere la povertà della cattiva musica”. Queste parole, attribuite a Claude Debussy, ci sono tornate alla mente quando anni fa tra le recensioni all’album “Popular Games” di Max Fuschetto, si poteva leggere, pur tra mille apprezzamenti, che quella non era musica facile e non era musica per tutti. Un giudizio che di primo acchito può lasciare perplessi, soprattutto dopo aver ascoltato i brani di Fuschetto, spesso caratterizzati da una notevole comprensibilità, che qualcuno...CONTINUA...
“L'arte è una similitudine della creazione. Essa è sempre un esempio, come il terrestre è un esempio cosmico. La liberazione degli elementi, il loro raggruppamento in sottoclassi composte, lo smembramento e la ricomposizione in un tutto da più parti contemporaneamente, la polifonia figurativa, il raggiungimento della quiete mediante la compensazione dei movimenti: sono tutti alti problemi formali, fondamentali per la conoscenza della forma, ma non ancora arte della cerchia superna. Nella cerchia superna, dietro la pluralità delle interpretazioni possibili, resta pur sempre un ultimo segreto - e...CONTINUA...
“Chi pensa che l’innovazione, o la complessità, o anche una nuova sensibilità al suono, che può rimanere lo stesso mentre a cambiare sono gli uomini che lo usano, sia appannaggio di un dominio stilistico in particolare, si rivela piuttosto miope. Considero i dogmi in arte, come nella vita, poco interessanti, il caso non ne prevede, e mi piace avventurarmi verso mondi poco conosciuti”. Le parole di Max Fuschetto, intervistato da Guido Michelone per doppiojazz, anche se non direttamente riferite a “Sniper Alley. To my brother”, dicono moltissimo del quinto album dell’artista campano. Innanzitutto...CONTINUA...
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