“Chi si avventurava in montagna, specialmente nelle Alpi Giulie, doveva sopportare delle scomodità non indifferenti e correre dei rischi che si ritenevano insuperabili dalle ragazze. Già sulle brevi e meno faticose rocce della Val Rosanda c’era ancora chi non vedeva di buon occhio una ragazza in cordata. Eugenio Grandi fu forse il primo dei giovani di quei tempi a volere la donna in montagna e aveva dovuto sopportare non poche critiche da parte dei suoi coetanei, tanto che li aveva abbandonati per andarsene tutto solo con quelle tre giovani, e quel giorno era fiero di averle guidate fin sulla più importante vetta dello Jaluz” (p.13).
Quanto ha scritto Lino Torossi nelle prime pagine de “La...CONTINUA... La sfinge del Montasio
“Chi si avventurava in montagna, specialmente nelle Alpi Giulie, doveva sopportare delle scomodità non indifferenti e correre dei rischi che si ritenevano insuperabili dalle ragazze. Già sulle brevi e meno faticose rocce della Val Rosanda c’era ancora chi non vedeva di buon occhio una ragazza in cordata. Eugenio Grandi fu forse il primo dei giovani di quei tempi a volere la donna in montagna e aveva dovuto sopportare non poche critiche da parte dei suoi coetanei, tanto che li aveva abbandonati per andarsene tutto solo con quelle tre giovani, e quel giorno era fiero di averle guidate fin sulla più importante vetta dello Jaluz” (p.13).
Quanto ha scritto Lino Torossi nelle prime pagine de “La...CONTINUA...









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