Dabija Nicolae

Compito Per Domani

Questo romanzo mi è stato presentato come “il libro più letto nella Repubblica di Moldavia negli ultimi cinquant’anni” e allo stesso tempo come “un classico della letteratura romena”. Conoscere quali sono le opere letterarie alla base di una cultura popolare è sempre interessante e permette d’imparare molto sulla sua storia passata e presente ed ecco perché ho accettato di leggerlo senza praticamente sapere nulla della trama. La storia comincia dal punto di vista di un bambino: racconta della sua vita in un orfanotrofio siberiano in un periodo compreso tra gli anni ’40 e ‘50. Lui e qualche altra centinaia di suoi compagni sono figli degli internati nei campi di lavoro, vengono chiamati “figli...CONTINUA...

Gross Jan Tomasz, Grudzinska Gross Irena

Un raccolto d’oro. Il saccheggio dei beni ebraici

A prima vista sembra solo una vecchia foto: un gruppo di persone, forse contadini, con delle vanghe in mano in cima a un cumulo di terra sbiadita infestata dalle erbacce. Appena dopo si può notare la presenza di alcune donne col capo coperto da un fazzoletto. Poi, probabilmente, si rileva, alla sinistra del gruppo, la presenza di soldati armati. Solo alla fine ci si rende conto che, sul suolo, ai piedi della gente immortalata in questo scatto ci sono dei crani umani e delle ossa ricomposte in forma di croce. Dopo aver rilevato la presenza di tali raccapriccianti dettagli non si può non ravvisare una profonda apprensione e un altrettanto profondo turbamento. Chi sono costoro? Cosa stanno facendo?...CONTINUA...

Mikhail Dunya

Le Regine Rubate del Sinjar

A quattro anni di distanza dal quel tragico agosto 2014 in cui si compì il genocidio degli Yazidi, non sono molte le pubblicazioni che possiamo trovare sugli scaffali italiani per capire cosa accadde in quei giorni e qual è lo strascico ominoso che ancora tormenta questa piccola popolazione di lingua curda e di religione yazida. Ci aiutano l’ottimo Il genocidio degli Yazidi (Guerini e Associati) di Simone Zoppellaro o la traduzione della testimonianza di Nadia Murad, divenuta simbolo e ambasciatrice nel mondo del destino infame toccato alle giovani donne di questo popolo: L’Ultima Ragazza (Mondadori). Nel giugno del 2018 è arrivato a dar man forte sugli scaffali questo prezioso...CONTINUA...

Stelladoro Maria

Vita di santa Marina, la monaca vestita da uomo

Conoscevo qualcosa della vita di santa Marina, sapevo che c’erano in realtà più sante con questo nome, ma non mi ero mai imbattuta in un saggio così dettagliato e preciso su questa figura, appartenente soprattutto alla Chiesa Orientale. Esistono due modelli agiografici di riferimento per santa Marina: quello della monaca travestita da uomo e quello della martire. Il primo è certamente il più intrigante e presenta diverse versioni, tra le quali due risultano maggiormente accreditate: Marina del Libano in Asia Occidentale, vissuta nei secc. V-VI, e Marina di Bitinia, in Asia Minore. La sua vicenda merita di essere rapidamente riassunta. Marina di Bitinia rimase presto orfana di madre e...CONTINUA...

Finizio Valerio

Il morbo del terrore

Il riconoscimento del valore di un’opera letteraria a partire dai suoi referenti illustri (resi più o meno espliciti dall’autore) è innegabilmente un dovere del lettore. Se questa, però, fosse l’unica condizione di partenza, il confine tra ‘ispirazione’ e ‘plagio’ si farebbe molto sottile, giacché la «riproducibilità tecnica di un’opera d’arte» (Walter Benjamin) risulterebbe imprescindibile dal tempo presente: dal momento che tutto è già stato detto, fatto o tracciato, potrebbe apparire piuttosto arduo scremare l’unicità di un prodotto creativo dalla necessità quasi vitale di questo di impiantarsi sulla solidità di certi «rizomi» (Giles Deleuze) radicati a terra, proprio come bulbi. Ci...CONTINUA...

Jodorowsky Alejandro

Poesia senza fine

Lavoro da un po’ all’idea di una cineterapia efficace, per catalogare i film in base a quesiti emotivi di peso. Non parlo ovviamente di quelli semplici da identificare, rapidi da trovare quanto una parola chiave su Google. Piuttosto di necessità che richiedono più di un clic. Avrei sicuramente apprezzato il suggerimento di vedere ‘Edward Mani di Forbice’, per cogliere nell’ accanito odio verso un essere quasi uguale ma non del tutto, una lezione impareggiabile sul valore della tolleranza. O penso anche a quanto ‘Le Invasioni Barbariche’ sia riuscito a farmi comprendere che, dietro le critiche di un padre inarrivabile, può celarsi semplicemente l’incapacità di riconoscere...CONTINUA...

Debicke Van der Noot Patrizia

L’oro dei Medici

Sarà stato il successo della tetralogia de “I Medici” di Matteo Strukul, sarà stata la serie tv “Medici: Masters of Florence” ad ispirare autori ed editori alla produzione di un particolare filone narrativo, ma è dato di fatto che attualmente i  granduchi di Toscana rivivono in innumerevoli romanzi, spesso proprio tra ricostruzione storica e thriller. Legittime furbizie editoriali che però non sembrano aver coinvolto più di tanto Patrizia Debicke Van der Noot, se non per il recupero del suo “Oro dei Medici”, romanzo edito per la prima volta nel 2007 da Corbaccio. L’autrice, che a dispetto del nome è nata a Firenze e quindi aveva più di altri interesse ad approfondire vita e costumi della casata...CONTINUA...

Totaro Carmen

Le piene di grazia

Palma ammazza Nunziata e questo lo sappiamo fin da subito. "Il primo settembre del 1980, alle nove e trenta, si trovava quindi in un'aula del tribunale di Foggia davanti al giudice Agostino Imparato. L'accusa che le veniva rivolta era stata da poco esposta dal pubblico ministero e riassunta nella comune definizione di omicidio volontario". Sembrano non esserci dubbi in merito ai fatti avvenuti e Palma non nega niente. Ha ucciso Nunziata, la donna che otto anni prima aveva torturato e assassinato sua sorella Maria Rosaria. Possiamo chiamarla vendetta e possiamo chiamarla riparazione. Palma non ce l'ha fatta a sopportare una normalità a cui, col tempo, tutti erano tornati a sottomettersi...CONTINUA...

Giacobbe Maria

Diario di una maestrina

"Diario di una maestrina" è stato pubblicato per la prima volta nel 1957 da Laterza e ha rappresentato l'esordio letterario di Maria Giacobbe. Un libro in cui sono incappata per caso e che ritengo possa essere considerato un'autentica perla. Il "Diario" racconta uno spaccato di vita sarda e italiana degli anni quaranta e cinquanta, una lucida e mai patetica cronaca della quotidianità di un'insegnante elementare che, nata e cresciuta in una "buona famiglia" nuorese, è divenuta maestra quasi per darsi uno scopo e un'identità: "In seconda liceo mi ammalai e con sollievo lasciai la scuola. Due anni di noia e di malinconia. Mi dispiaceva esser "figlia di famiglia" e tentai di impiegarmi. Ma per...CONTINUA...

Niffoi Salvatore

La leggenda di Redenta Tiria

"Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, fiutando la fine imminente, si slegano i calzoni come per andare a fare i bisogni, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune. Qualcuno si spara, si svena, si annega, ma pochi, molto pochi, rispetto agli impiccati. Nelle tanche di Abacrasta non c'è albero che non sia diventato una croce". Il nome di Abacrasta è tristemente noto nei villaggi della Barbagia, Abacrasta è chiamato da tutti "il paese delle cinghie". La gente muore solo seguendo il proprio arbitrio. Si sa che c'è una voce che arriva e dice "Ajò! Preparati...CONTINUA...