Manuppelli Nicola

Gatsby – Lezioni fuori rotta su un classico americano

Questo libro potrebbe sembrare un saggio accademico, ma l’autore, Nicola Manuppelli ci tiene a specificare che si tratta di una “lettera d’amore intellettuale” diretta a Il grande Gatsby di Fitzgerald. Una sorta d’invito a non fermarci alla sola lettura del romanzo, ma ad andare oltre per scoprirne i retroscena e i fatti che hanno portato alla sua stesura. Lo scopo del libro è quindi trovare lo spirito dell’opera, e l’autore lo fa con una prosa che ci fa quasi sentire guidati in una sorta di museo, sala dopo sala scopriamo un aspetto diverso della stessa tematica, in quello che potremmo definire un vero e proprio percorso culturale. Questo percorso ci porta attraverso delle prospettive...CONTINUA...

Benforte Antonio

La band del Supersantos

Da molti lettori e recensori, “La ragazza della fontana” di Antonio Benforte era stato definito come una sorta di romanzo di formazione, arricchito da diverse tematiche non soltanto adolescenziali. Anche il suo terzo romanzo, “La  band del Supersantos” potremmo inquadrarlo come romanzo di formazione, visti i giovanissimi protagonisti e le loro avventure nel corso degli anni. Ma il tempo passa e probabilmente anche l’idea di bildungsroman di Benforte si è fatta più matura; e difatti possiamo dire che questa volta parlare di “favola urbana” appare un po’ riduttivo: in realtà, proprio per il legame dei protagonisti col territorio napoletano e con tutti i suoi annosi problemi, c’è molto più “urbano”...CONTINUA...

San Guedoro Lodovica

Il giardino chiuso

Scrivendo delle precedente opera di Lodovica San Guedoro, “La vita è un sogno” avevamo scritto frasi come “un gran bel romanzo, o dramma che dir si voglia”, “nelle pieghe di un linguaggio particolarmente raffinato”. Tutto quello che potremmo ripetere, od addirittura enfatizzare, per quanto contenuto ne “Il giardino chiuso”, l’ultima uscita editoriale della scrittrice “inattuale per elezione”. Sì, perché la bellissima inattualità dello stile di Lodovica San Guedoro ha molto a che fare con l’evidente contaminazione tra romanzo e teatro che troviamo nel “giardino chiuso”. Come leggiamo nell’introduzione al romanzo breve, o come lo si voglia chiamare, il pretesto dello scritto nasce da una riscoperta...CONTINUA...

Macioci Enrico

Il grande buio

“E’ difficile spiegare tutto del tutto, argomentò. La vita è un’isola circondata del buio, da un grande buio, e nel buio accadono fatti al di là della nostra comprensione” (p.102); “Il grande buio c’è sempre, non scappa mica. Il grande buio c’è sempre ma noi non ce ne accorgiamo, e questo è uno dei motivi per cui rimaniamo sani di mente nell’arco della nostra misteriosa e, per molti versi, assurda esistenza” (p.171). Nella sua raccolta di racconti Enrico Macioci cita il “grande buio” solo due volte, ma quel tanto da farci capire come questo “buio” rappresenti qualcosa di molto reale, proprio di ognuno di noi. Una realtà  incerta, sfuggente ed enigmatica piuttosto che complessa, tale da provocare...CONTINUA...

Gurrieri Pietro

Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini

“Cronistoria di una riforma da bocciare” poteva essere il titolo alternativo – o per meglio dire più aggressivo e polemico - della poderosa opera dell’avvocato Pietro Gurrieri “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini”. Cronistoria perché gran parte del libro è incentrato su un amplissimo e meticolosissimo approfondimento storico del dibattito politico e dottrinale della cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati. A partire dal periodo preunitario, passando per i lavori durante la Costituente, per poi giungere ai giorni nostri, con tutto l’iter del disegno di legge Nordio e relative posizioni dei partiti, pareri di costituzionalisti, del CSM...CONTINUA...

Pontiggia Giuseppe

Scrittori non si nasce

Si è sempre detto che in Italia ci sono più scrittori o aspiranti scrittori che lettori. Sarà questo uno dei motivi per cui le cosiddette “scuole di scrittura” spesso sono considerate delle scuole di ambizioni personali che, alla fin fine, rischiano di diventare scuole di omologazione di stile. Oltretutto di stili neanche troppo apprezzabili. Da questo punto di vista Pontiggia, con le sue lezioni di scrittura, risalenti al 1986 e al 1988 – “Scrivere: modi, problemi, aspetti” e “Il linguaggio della narrativa” – puntualmente riprodotte in “Scrittori non si nasce”, si propone diversamente, come sottolinea Daniela Marcheschi nell’ampia e colta introduzione: “educare a una militanza quotidiana di...CONTINUA...

Seedorf Thomas

Le voci degli eroi nell’opera in musica. Da Monteverdi a Wagner

SeedorfIl libro di Thomas Seedorf, pubblicato da Astrolabio col titolo Le voci degli eroi nell’opera in musica. Da Monteverdi a Wagner, si inserisce in un filone forse poco frequentato dal grande pubblico, e tuttavia ricco di suggestioni: la storia delle voci — in particolare delle voci eroiche — nel teatro d’opera, dall’alba del melodramma italiano fino all’età wagneriana. Vi si trova una concezione della voce come atto drammatico, come corpo che parla e che, prima ancora delle parole, veicola...CONTINUA...

Mugno Salvatore

Nascita della mafia

“Il nome di Pietro Calà Ulloa ormai da molti decenni passa di bocca in bocca e di pagina in pagina tra quanti si occupano delle vicende storiche della mafia. Se relativamente numerosi sono gli studiosi che lo citano nei loro saggi, nonché gli scrittori e i narratori che ne usano il nome, spesso in funzione puramente esornativa, vi sono pure noti e diffusi volumi di Storia della mafia che lo ignorano del tutto […] Anche gli autori più apprezzati e quotati in questo ambito di studi spesso hanno destinato poche righe a questa figura e, in qualche caso, sminuendone o travisandone immotivamente il ruolo” (p.53). Le parole di Salvatore Mugno ci fanno capire che il suo “Nascita della mafia” non rappresenta...CONTINUA...

Pacchioni Gianfranco

Scienza chiara, scienza oscura. Ricerca pura, ricerca militare, Big Tech

Gianfranco PacchioniE se la scienza non fosse (più) un unico fiume che scorre verso il bene pubblico, ma un delta di acque chiare e torbide che si intrecciano, si confondono, a volte si nascondono? È la domanda che attraversa Scienza chiara, scienza oscura. Ricerca pura, ricerca militare, Big Tech di Gianfranco Pacchioni (Il Mulino, 2025), un saggio compatto e incalzante che interroga la trasformazione recente dell’ecosistema della ricerca: dall’accademia finanziata dal pubblico all’egemonia dei colossi tecnologici...CONTINUA...

Fuschetto Max

Sniper Alley. To my brother

“Chi pensa che l’innovazione, o la complessità, o anche una nuova sensibilità al suono, che può rimanere lo stesso mentre a cambiare sono gli uomini che lo usano, sia appannaggio di un dominio stilistico in particolare, si rivela piuttosto miope. Considero i dogmi in arte, come nella vita, poco interessanti, il caso non ne prevede, e mi piace avventurarmi verso mondi poco conosciuti”. Le parole di Max Fuschetto, intervistato da Guido Michelone per doppiojazz, anche se non direttamente riferite a “Sniper Alley. To my brother”, dicono moltissimo del quinto album dell’artista campano. Innanzitutto perché possiamo ascoltare Max Fuschetto non più soltanto come sassofonista od oboista, ma anche come...CONTINUA...