Croy Barker Emily

L’anello dei Faitoren

Pubblicato il: 29 maggio 2015

A quanto pare l’esordio di Emily Croy Barker nel romanzo, in particolare con “L’anello dei Faitoren”, ha riscosso subito un bel po’ di critiche positive, malgrado la presentazione di “fantasy al femminile per adulti e ragazzi” possa forse suscitare delle perplessità presso il nuovo pubblico di lettori ormai affezionato al cosiddetto “grimdark” . Si pensi al successo del “Trono di Spade” di George R. Martin e di altre saghe che mostrano situazioni a dir poco tetre, brutali, “diversamente realistiche” e che di certo non mettono in primo piano personaggi alle prese con sentimenti e magia.  Di sicuro – e qui ci accodiamo alle osservazioni di chi ci ha preceduto in veste di critico e recensore – “L’anello dei Faitoren” si caratterizza per una vicenda dove invece l’elemento magico è predominante e dove in qualche modo, di pagina in pagina, si assiste ad  un mutamento di genere letterario: prima l’ambientazione contemporanea e le vicissitudini sentimentali e professionali di una giovane donna, tanto da far parlare di una sorta di chick lit (un “rosa” più moderno ed evoluto), poi almeno quattro capitoli dove l’eroina si ritrova immersa in un contesto a dir poco fiabesco, ed infine lo svelamento delle illusioni di fronte ad una realtà parallela che diventa fantasy classico a tutti gli effetti. Per essere più precisi la protagonista del romanzo, che si chiama Nora Fischer, è una ragazza dei nostri giorni, impelagata malamente con una tesi di dottorato e da poco scaricata dal fidanzato: il momento è quindi di totale sconforto sia sul versante professionale che personale. Tutte premesse perché presto siano archiviate le aspirazioni di un tempo. E difatti, ospite di amici in una casa di campagna, la ragazza si ritrova da sola nei pressi di un vecchio cimitero e poi a leggere alcune frasi enigmatiche presenti su di una lapide. Da lì a poco le appare una villa abitata dalla fascinosa Ilissa. Nora Fischer, letteralmente rivestita e rimessa a nuovo, viene subito ospitata dalla gentilissima signora che si premura di coinvolgerla per un tempo indefinito in un turbiniodi lussuose feste a tema, di persone fisicamente stupende, e che sopratutto le farà conoscere il suo prestante figlio Raclin. Questi la chiederà in sposa, e fin qui tutto sembra l’epilogo di una bellissima e fin troppo scontata fiaba contemporanea. E’ chiaro che così non è, e Nora Fischer, sopratutto dopo un confuso incontro con degli strani figuri vestiti di abiti medievali e la trasformazione fisica di uno dei suoi nuovi amici, inizia a chiedersi dove realmente sia capitata. Da lì a poco un altro drastico cambiamento di prospettiva, ed ecco che il novello sposo Raclin, una volta infilatole al dito l’anello dei Faitoren, svela un volto del tutto inaspettato. Per di più il mondo luccicante in cui Nora fino  a quel momento era stata coinvolta, ormai sempre più dalle sembianze oniriche, inizia a sparire insieme agli sfarzi del jet set e delle feste che le aveva offerto la premurosa padrona di casa: dall’America del XXI secolo a luoghi e tempi che ricordano l’Alto medioevo. I bellissimi volti degli ospiti di Ilissa iniziano a mostrare qualcosa di raccapricciante e crudele. L’epilogo sarebbe drammatico se non fosse per l’intervento salvifico del mago Aruendiel, un personaggio solitario che abita nei pressi dei territori governati da Ilissa, ora svelatasi quale regina dei cosiddetti Faitoren, creature in realtà mostruose e votate ad un uso maligno degli incantesimi. Tutto quanto vissuto fino a quel momento dall’ingenua Nora Fischer non era quindi altro che un’illusione indotta da arti magiche. E difatti l’esistenza della protagonista cambia ancora in maniera radicale, una volta preso atto di dover abitare in un mondo desolato e medievale, governato pesantemente dalla magia, oltretutto in compagnia dello spigoloso mago Aruendiel (e di quell’anello Faitoren che proprio non riuscirà a togliersi).

Una nuova vita che vedrà Nora alle prese con i disagi di usi e costumi preindustriali e medievali; ed alle prese con i pericoli ancora incombenti dei Faitoren, di Ilissa e del suo mostruoso Raclin. Una via di salvezza, in un mondo dove la magia è  normalità, potrà essere rappresentata appunto dall’ imparare le arti magiche. A tal fine Nora avrà come insegnante riottoso proprio Aruendiel, personaggio probabilmente vecchissimo, con un passato controverso ma pure dotato di una personalità che, vista la lunga astinenza sessuale e sentimentale della ragazza, la renderà molto sensibile e reattiva. L’epilogo della vicenda, caratterizzata da un coinvolgimento sempre più intenso di incantesimi, come spesso capita nei romanzi fantasy, lascia inevasi molti interrogativi e c’è da pensare che anche nel caso dei “Faitoren” si prospetti un seguito. Insomma, è probabile che l’eroina Nora Fischer torni nuovamente in quel mondo medievale a scornarsi con il suo Aruendiel e a chiudere i conti con Ilisa e il suo crudele Raclin. “L’anello dei Faitoren” è costruito infatti in maniera tale da accontentare un ampio target di lettori, sia in virtù di una grande varietà di temi morali e sociali che inseguono le vicende dei protagonisti, sia, come spesso accade nella cosiddetta letteratura di genere, in virtù di uno stile lineare che rifugge particolari raffinatezze linguistiche. Certamente non tutto funziona, a cominciare da qualche precisazione e ripetizione superflua, forse frutto di qualche distrazione in sede di revisione di bozze (vedi a pagina 144: “a quel punto la ragazza si pentì di non aver ascoltato il suo consiglio di non sposare quel Faitoren”); e – questione di gusti – molti di noi potranno trovare fin troppo inflazionate le pagine dedicate quasi interamente ai maghi e alle magie. Più interessante semmai il pretesto narrativo del passaggio tra mondi e dei varchi che Nora Fischer, suo malgrado, ha attraversato: nel romanzo di Emily Croy Barker di fatto si rispolvera e si applica al fantasy l’ipotesi scientifica del multiverso, ovvero immaginare l’esistenza di universi coesistenti e alternativi. Più interessante perché stiamo comunque parlando di un romanzo  fantasy, mentre è nelle opere di fantascienza che in genere troviamo più presente l’idea esplicita dell’esistenza di varchi spazio- temporali e di possibili scambi di abitanti tra mondi paralleli. Varchi spazio temporali che sono già promessa di un nuovo romanzo: “Sono già passata due volte da un mondo all’altro. Conosco un po’ di magia. Troverò il modo di tornare al castello” (pp. 617).

Edizione esaminata e brevi note

Emily Croy Barker, vive nel New Jersey e si è laureata a Harvard. Dopo un’esperienza di vent’anni nel campo del giornalismo, ha esordito con “L’anello dei Faitoren”. Oltre all’attività di scrittrice, Emily Croy Barker dirige la rivista “The American Lawyer”.

Emily Croy Barker, “L’anello dei Faitoren”, Giunti (collana Extra), Firenze 2015, pag. 624 Traduzione di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti.

Luca Menichetti. Lankelot, maggio 2015