Young George M.

I cosmisti russi. Il futurismo esoterico di Nikolaj Fëdorov e dei suoi seguaci

Pubblicato il: 8 settembre 2017

Da quello che abbiamo potuto capire, anche leggendo attentamente l’ampia bibliografia presente del libro edito da Tre Editori, l’opera di George M. Young sui cosiddetti cosmisti rappresenta il contributo più completo e più organico che fino ad ora sia stato pubblicato nei paesi occidentali. In poco meno di trecento pagine Young è riuscito infatti a delineare, con grande chiarezza e con uno stile accessibile anche ai non esperti, le origini remote e lo sviluppo diversificato di un movimento che non è possibile comprendere davvero se non immergendosi in quella che viene definita la “geografia spirituale” della Russia. Salvo aver sempre presente un contesto religioso, spirituale, esoterico che ha origini remote, il fondatore del cosmismo è possibile individuarlo in un personaggio assolutamente sui generis, un oscuro bibliotecario e filosofo, Nikolaj Fëdorov (1829-1903), votato all’idea di superare la morte attraverso la resurrezione degli antenati. Un pensiero che ha partorito generazioni di “futuristi esoterici”: di fatto gli ispiratori del programma spaziale sovietico, considerati una vera e propria forza occulta che ha contribuito allo sviluppo del pensiero russo dalla fine dell’Ottocento a oggi. Non che le idee Fëdorov si siano tramandate tali e quali: i cosiddetti cosmisti, come ci racconta George M. Young, hanno spesso sviluppato posizioni divergenti, talvolta opposte rispetto il precursore di questo pensiero scientifico ed esoterico; ma la “forza occulta” rimase comunque inalterata: “la conoscenza, spirituale o scientifica, deve essere attiva”. Inoltre tutti “hanno accettato il concetto di totalità: la visione secondo cui l’uomo e il cosmo sono correlati; l’individuo e la comunità si completano reciprocamente: la vita è in un modo o nell’altro presente in tutto il cosmo: una fonte suprema, sostegno di vita e di energia, chiamata Dio o etere o con altri nomi, è presente in tutto il cosmo: e noi e il nostro pianeta non siamo soli. Tutti condividono la sensazione che in tutto il cosmo vi sia più di sconosciuto che di conosciuto; che le attuali conoscenze siano inadeguate; e che cercando nel passato saperi applicabili al futuro, si possa scoprire che le scienze attualmente disprezzate o inimmaginate, cioè le scienze alternative, le “parascienze” o le “pseudoscienze”, possono contribuire alla scoperta di ciò che ci occorre sapere. Dunque nulla dovrebbe essere scartato semplicemente perché è stato ignorato o respinto dal sapere riconosciuto del nostro tempo” […] Inoltre “tutti hanno tratto almeno in parte idee o ispirazione dalle fonti solitamente etichettate come esoteriche o occultiste [..] ed erano profondamente consapevoli della specificità e dell’essenza russe delle loro idee e attività” (pp.281).

Sono alcuni punti fermi che hanno molto a che fare con la letteratura, l’arte, la scienza e il futurismo esoterico e che hanno permesso quindi di ricondurre al cosmismo il pensiero e le opere di personaggi geniali, “interessati a tutti i rami dello scibile” e, come ricordavamo, molto diversi tra loro. Infatti, dopo aver raccontato le vicissitudini di coloro che possono essere considerati i precursori del cosmismo – parliamo di Vasily Nazarovich Karazin, Aleksandr Nikolaevič Radiščev, Michail Vasil’evič Lomonosov, Gavriil Romanovič Deržavin, Vladimir Fëdorovič Odoevskij, Aleksandr Vasilyevich Sukhovo-Kobylin – del cosiddetto contesto esoterico, religioso e spirituale russo, George M. Young ha dedicato la seconda parte della sua opera all’analisi delle linee di pensiero che possono aver tratto ispirazione dall’originale filosofia di Nikolaj Fëdorovič Fëdorov. Se nella Russia contemporanea prevale un’idea di spazio transumanista e transpecista, le principali correnti che hanno seguito l’opera di Fëdorov sono state individuate nel cosmismo religioso (Vladimir Sergeevič Solov’ëv, Sergej Nikolaevič Bulgàkov, Pavel Aleksandrovič Florenskij, Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev), nel cosmismo scientifico (Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij, Vladimir Ivanovič Vernadskij, Alexander Chizhevsky, Vasilii Feofilovich Kuprevich), nelle varie propaggini del XX secolo (dai biocosmisti a Vasilij Nikolaevic Cekrygin, da Lev Nikolaevič Gumilëv, agli iperborei e agli immortalisti). Non soltanto correnti diverse ma anche studiosi che sono stati oggetto di una considerazione pubblica spesso contrapposta: “in epoca sovietica i più eminenti cosmisti religiosi hanno operato in esilio, perseguitati ed infine liquidati. Al contrario i cosmisti scientifici sono stati onorati per il loro lavoro in campi che non contraddicevano il materialismo ortodosso” (pp.263).

Ancora oggi la politica non risulta estranea al movimento cosmista. Young ricorda le teorie di Gumilëv che “si sono dimostrate particolarmente utili in Russia ai neonazionalisti, ai neoeurasioatici ed altri antioccidentali e antiatlantici, il più eminente dei quali è l’ideologo Aleksandr Dugin,a cui si potrebbe aggiungere Vladimir Putin” (pp.273). Quello che però ci sembra necessario ricordare a termine di questo viaggio tra scienza, esoterismo e spazio cosmico, ricordando il “progettivismo” di Fëdorov, “ponte tra idealismo e materialismo”, è l’efficace sintesi dell’autore a conclusione della sua ricerca: “forse il contributo più importante offerto dai cosmisti russi alla moderna vita intellettuale è tuttavia quello di una visione che offre un fulcro, un orientamento, una positività, in un’epoca caratterizzata in gran parte da mancanza di fondamenti, disorientamento, negatività” (pp.288).

Edizione esaminata e brevi note

George M. Young, ha insegnato Letteratura russa e comparata in diversi atenei americani ed è attualmente research fellow presso il Center for Global Humanities dell’Università del New England. Il suo libro precedente, “Nikolaj Fëdorov: an introduction”, che la presente opera aggiorna ed espande, è servito come testo fondamentale in inglese per gli studi sul filosofo russo.

George M. Young, “I cosmisti russi. Il futurismo esoterico di Nikolaj Fëdorov e dei suoi seguaci”, Tre Editori (collana “Tre Sotterranei”), Roma 2017, pp. 350.

Luca Menichetti.  Lankenauta, settembre 2017