Gori Leonardo

Danza macabra

Pubblicato il: 20 gennaio 2013

Bisogna subito chiarire che “Danza macabra”, l’ultima opera di Leonardo Gori, pubblicata nel 2012, è proprio un racconto e neanche definibile come racconto lungo o romanzo breve. Dimensioni quindi coerenti per essere inserito nella nuova collana “Smart” della Felici editore, così presentata: “per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al piacere di una buona lettura. Una sorta di libri in tasca da tirare fuori in ogni momento della giornata”. Qualcosa che potrebbe ricordare le Millelire di Marcello Baraghini. In realtà di mille lire c’è poco e difatti la critica comune nelle ormai numerose recensioni di “Danza macabra” è rivolta al prezzo di quasi cinque euro, francamente esagerato, che ha oscurato i meriti di questo piccolo racconto di Leonardo Gori. Ed anche l’oggettiva differenza con le citate “millelire” perché la “Smart”, malgrado il prezzo, propone comunque una brossura ed una veste grafica di tutto rispetto. Passando ad aspetti meno prosaici l’opera – e qui ancora mi permetto di accodarmi a quanto possiamo leggere nei portali dedicati alla letteratura poliziesca –  con ragione è stata definita “divertissement”, in virtù delle dimensioni e degli intenti forse un po’sperimentali.

“Danza macabra” vede protagonista Fred Astaire, ormai maturo, probabilmente sul viale del tramonto (è l’anno 1951), che, di notte negli studi della Metro, al termine delle prove di ballo di “Royal wedding” (in italiano “Sua altezza di sposa”), condotte in solitaria per migliorarsi ed ovviare ad un’agilità sempre meno brillante, all’interno del set rotante dove si esercita trova impiccato lo strozzino più odiato di Hollywood; entrato lì non si sa da dove. Sospettato in prima persona da un poliziotto non molto acuto, il nostro ballerino-attore si dovrà inventare detective e darsi da fare per scovare il vero assassino: “Aveva cinquantadue anni, ma si sentiva ancora un ragazzo, col fisico asciutto e scattante. Non ne poteva più di quell’interrogatorio e solo la sua rara educazione mitteleuropea lo tratteneva dal mandare al diavolo lo sbirro” (pag. 6). Inutile aggiungere che l’epilogo vedrà Fred Astaire vincitore su tutta linea, tanto abile da scoprire il mistero di quel cadavere comparso dentro un luogo chiuso e senza sapere il perché.

Il racconto di Gori l’ho definito in qualche modo sperimentale. Il motivo è presto detto: l’autore, in maniera anche piuttosto brillante, da un lato si è adeguato alla moda di trasformare personaggi storici o comunque famosi in detective, e dall’altro ha riproposto l’enigma della camera chiusa, escamotage narrativo che mi sembra le nuove generazioni di scrittori abbiano da tempo archiviato. Se il primo aspetto, dopo aver visto Socrate, Shakespeare, Dante e chissà quanti altri alle prese con misteri e delitti, sta diventando piuttosto stucchevole ed abusato, bisogna dare atto a Gori di un certo coraggio nel proporre un racconto dove c’è di mezzo un delitto nella camera chiusa, un sottogenere narrativo che espone ad inevitabili confronti; soprattutto se pensiamo a pezzi da novanta come John Dickson Carr e al suo “Le tre bare” (da molti considerato il miglior romanzo giallo di sempre). “Danza macabra” ha permesso a Gori di mostrare la sua profonda cultura cinematografica, pur senza farla pesare al lettore, e, con uno svolgimento che evita eccessive descrizioni, tali magari da far perdere il filo della vicenda, giunge ad un epilogo, forse non del tutto a sorpresa, ma che ci lascia con una sensazione di ambiguità e di non detto. Un finale che, in relazione ad un racconto poliziesco un po’ibrido come “Danza macabra” (ricordiamo la sintesi piuttosto riuscita tra due diversi sottogeneri), ci sta tutto e non rappresenta affatto un difetto.

Edizione esaminata e brevi note

Leonardo Gori è nato nel 1957 a Firenze. Ha pubblicato la serie di romanzi con protagonisti Bruno Arcieri e Niccolò Machiavelli e numerosi racconti. Per molti anni si è interessato al fumetto e al disegno animato sia come studioso che come collezionista. Tra le sue opere: Nero di maggio (2000), L’angelo del fango (2005), Musica Nera (2008).

Leonardo Gori, “Danza macabra”, Felici Editore (collana Smart), Pisa 2012, pag. 80

Luca Menichetti. Lankelot, gennaio 2013