Paris Renzo

Ragazzi a vita e altre storie di poeti

Pubblicato il: 12 marzo 2010

La generazione dei poeti, come Paris spiega brillantemente attraverso le tredici storie di questo libro, non ha tempo né età. E’ la generazione di chi resta ragazzo a vita. Un titolo, evidentemente, non casuale. Ma i poeti muoiono come tutti: “La natura è cattiva, fa morire anche i poeti, quelli che appartengono alla generazione della vita”.

Paris incontra e ci fa incontrare alcuni dei suoi amici poeti, anche raccontandone la morte. Tra le prime quella di Amelia Rosselli, la Sibilla di via del Corallo, suicidatasi lanciandosi dal terrazzino della sua casa. Paris la descrive e ne tratteggia la vita, i pensieri, i terrori. Era malata, Amelia, convinta che ci fosse qualcuno, dallo spazio, a spiarla e a controllare ogni suo movimento. Sibilla perché “Mi innamorai della sua voce. Ci sono voci che possono spingere al suicidio, uccidere. La voce di Amelia mi andava per le ossa come un farmaco esplosivo. Mi attraeva e mi respingeva all’unisono, provocandomi il ballo di San Vito”. Leggo una giovane poetessa che arriva a Roma dopo aver studiato e vissuto altrove, leggo delle sue battaglie, dei suoi versi intrisi di musica e della sua gioiosa follia. Una scomparsa incommensurabile.
Oltre alla Rosselli, Paris, poche settimane più tardi, perde anche Dario Bellezza. Uomo controverso e dissacrante. Volutamente beffardo ed anticonvenzionale. La malattia che da un decennio lo tormentava, alla fine, lo conduce oltre la vita. Un legame unisce Dario ad Amelia, una convivenza durata poco e terminata con una frattura insanabile. Omosessuale fiero e sofferente, disinteressato alla laurea e nemico degli schermi di vita dei borghesoni. Si era occupato della corrispondenza di Pasolini e l’aveva persino tradito. Dario ha mantenuto, fino allo stremo, la sua indipendenza dal mondo. Anche la cura al suo male l’aveva scelta da sé, provando a guarire senza stare troppo male. Paris confessa che, negli ultimi tempi, non aveva visto spesso Bellezza, ma tra di loro c’era un contatto costante rappresentato dal comune amico Antonio. Dopo la sua morte, Dario è tornato a trovare Renzo nella sua casa abruzzese, fermandosi per un unico momento, accanto allo stipite della porta, come suo solito.

E tra i “Ragazzi a vita” non poteva mancare Pasolini, richiamato da un racconto di un viaggio in India. Un legame controverso e particolare quello che Paris spiega di aver avuto con lui. “Pasolini certo mi piaceva, ma lo sentivo un “vecchio trombone” come scrissi a proposito della sua poesia contro gli studenti in piazza”. Ma con la sua morte e con il tempo, la visione cambia. E Paris mostra una certa antipatia nei confronti di chi continua a sfruttare la nostalgia per Pasolini per disparati consumi: “A forza di piangere su Pasolini ne abbiamo perso l’identità. Il poeta si è come frantumato in milioni di rivoli, in cerimonie che non hanno sempre l’aura poetica”.

Accanto a nomi noti ed altisonanti, Paris dà spazio per poeti e poesie ordinari e, forse proprio per questo, originalissimi. Perché, evidentemente, la poesia può scegliere di manifestarsi in maniere incredibili ed inaspettate. Si può ritrovare nel corpo, nei gesti e nella lingua di un gigante africano che vive, da barbone, in un vagone della Stazione Termini. Oppure nella disperazione di un bengalese approdato a Roma che decide di uccidere per salvare il suo amore dallo sfruttamento del solito pappone. O nella visione sconcertante di un imbalsamatore che confonde i contorni del reale con quelli del suo sogno aberrante ed improbabile.

L’ultima storia di poesia racconta di Fellini. Anche la sua morte ha portato via un “ragazzo a vita”. Uno della generazione che non ha età, di quelli che sopravvivono, grazie alla loro arte, anche dopo la morte. Perché la poesia, come tutti i poeti insegnano, sa concedere il lusso dell’eternità.

Edizione esaminata e brevi note

Renzo Paris nasce a Celano, provincia de L’Aquila, nel 1944. Trasferitosi a Roma molto giovane, ha intrattenuto rapporti di amicizia con alcuni tra i più importanti scrittori e poeti italiani: Dario Bellezza, Amelia Rosselli, Giorgio Manacorda, Alfonso Berardinelli, Franco Cordelli, Alberto Moravia. Docente di letteratura francese, romanziere, saggista, poeta, critico e traduttore di autori come Apollinaire, Corbière e Prévert. Tra i suoi scritti più significativi: “Cani sciolti” (1973), “Frecce avvelenate” (1974), “Cattivi soggetti” (1988), “Le luci di Roma” (1991), “Ultimi dispacci della notte” (1999), “La croce tatuata” (2002), “I ballatroni” (2005), “La vita personale” (2009). Collabora con “Pulp” e col “Corriere della Sera”.

Renzo Paris, “Ragazzi a vita e altre storie di poeti”, Marcos y Marcos, Milano, 1997.