Patterson James

Il segno del male

Pubblicato il: 13 gennaio 2013

Volendo scrivere del “Segno del male”, il romanzo di James Patterson, c’è una parola che rischia di essere ripetuta forse troppo di frequente. Serial. Innanzitutto perché c’è di mezzo un “serial” killer; e non potrebbe essere altrimenti in considerazione dell’autore e degli annunciati protagonisti dell’opera. Serial anche perché il romanzo è l’ultimo di una serie che vede protagonista l’ispettore Alex Cross; tanto per intenderci lo stesso interpretato sul grande schermo da Morgan Freeman e poi da Tyler Perry. Ed infine perché il romanzo, almeno per chi l’ha voluto leggere con occhio critico ma non prevenuto, non sembra poi così distante dai ritmi propri di un serial americano.

La vicenda, scandita da brevissimi capitoli, si apre in una foresta della Virginia dove una studentessa sta fuggendo, ferita, da due misteriosi figuri; e con un piccolo mafioso intento a far sparire un misterioso pacco, presumibilmente un cadavere. Poi l’attenzione si sposta dalle parti di Alex Cross, che sta festeggiando il compleanno con la sua famiglia: giunge la notizia della morte di sua nipote Caroline, ritrovata letteralmente spappolata in modo da rendere quasi impossibile il suo riconoscimento. La ragazza, figlia di un fratello di Cross morto per droga, era sparita da anni e si scoprirà essere stata invischiata in un giro di escort. Non ci vuole molto per cogliere a chi apparteneva quel cadavere trattato come un misterioso pacco. Cross, colpito negli affetti familiari, indaga e capisce che la nipote Caroline si prostituiva in un club, immerso nel verde di una foresta e frequentato da personaggi facoltosi, uomini e donne, pieni di soldi e perversioni. Tra questi “Zeus”, presunto responsabile delle sparizioni di giovani donne e uomini dediti presumibilmente al mestiere più antico del mondo, ma soprattutto legato, non si sa bene come, con la Casa Bianca. Quindi gli inevitabili tentativi di insabbiamento fino all’epilogo e relativo colpo di scena. L’idea dell’omicida serale legato alla Casa Bianca non è del tutto nuova e del resto non è nemmeno irrealistica se si pensa che negli anni duemila, per ben otto anni, è stata abitata da un vero e proprio serial killer; anche se non molto brillante e non dedito specificatamente ad omicidi a sfondo sessuale.

Tralasciando la recente cronaca internazionale e tornando al nostro romanzo, la lettura ci ha confermato pregi e difetti già rilevati nelle precedenti opere di Patterson; quello che in fondo spiega il successo internazionale dell’autore, estremamente prolifico e dedito ad un pubblico che cerca semmai un efficace intrattenimento piuttosto che la bella pagina di letteratura. Poche descrizioni, immediatezza, prevalenza della trama, tanti dialoghi, eliminazione di tutto quello che potrebbe apparire superfluo in previsione dell’epilogo a sorpresa. Sono gli elementi che hanno fatto scrivere, forse con qualche ragione, di somiglianze con la struttura dei cosiddetti serial. Oltretutto le vicende personali della famiglia Cross viaggiano in parallelo con le indagini sugli omicidi e rappresentano il filo di congiunzione con gli altri romanzi della serie, come un succedersi di puntate. Un parallelo che significa anche stile parzialmente diverso: quando la vicenda si svolge lontano dal protagonista l’autore usa la terza persona, mentre magari nel capitolo successivo, quando è il detective ad indagare e ad avere a che fare con la propria famiglia, come in una sorta di diario è Cross a raccontarsi in prima persona.

Il nostro detective peraltro non si spende come un novello Sherlock Holmes, ma riesce a raggiungere il suo scopo grazie alla propria tenacia ed alla capacità di resistere alle pressioni del potere: il colpo di scena finale non è frutto di chissà quali meccanismi deduttivi e rappresenta semmai l’epilogo di una vicenda dove i personaggi si muovono tra minacce, l’ombra di un trituratore atto a spappolare i cadaveri, misteriosi pervertiti, omicidi di testimoni scomodi. Patterson è stato definito uno dei migliori scrittori specializzati nel genere thriller e, al di là di tutte le considerazioni sul valore artistico di opere destinate in primo luogo all’intrattenimento, credo che anche con questo romanzo abbia raggiunto il suo scopo: i suoi affezionati lettori, immersi nelle vicende sanguinose di un facoltoso serial killer, questa volta tutt’altro che solitario ma circondato da complici privi di scrupoli ed insospettabili protezioni, potranno apprezzare, faranno molto presto ad arrivare all’ultima pagina e quindi a riconoscere chi si cela sotto il cappuccio di “Zeus”.

Edizione esaminata e brevi note

James Patterson (Newburg, 22 marzo 1947) è uno scrittore statunitense. Specializzato in opere di genere thriller e libri, in particolare è noto per il personaggio dello psicologo Alex Cross, interpretato sul grande schermo da Morgan Freeman. Ha scritto anche le serie de Le Donne del Club Omicidi, Micheal Bennet, Daniel X e Witch And Wizard.

James Patterson, Il segno del male, Longanesi, Milano 2013, pag 288.

Luca Menichetti. Lankelot, gennaio 2013