Di Giuseppe Helga

Acheloo

Pubblicato il: 31 marzo 2015

Un personaggio mitologico importante – anche se poco noto – personificazione di un fiume, se ne sta tutto solo e sconsolato seduto in un angolo, con un corno rotto e la chioma incoronata di canne.

È Acheloo, il padre delle Sirene, che è stato pesantemente sconfitto e umiliato da Ercole e racconta la sua storia in prima persona, anzi, prima di presentarsi celebra le imprese di Ercole, poi invita il lettore in casa sua, una bella grotta di fronte al mare, ben arredata e rifornita di cibo e vivande e infine parla delle sue disavventure.

Acheloo è la personificazione di un fiume, l’Aspropotamo, il più importante dell’intera Grecia. Di solito è raffigurato come un toro dal volto umano, ma è un essere proteiforme perciò può assumere varie sembianze. In questo racconto sfida Ercole e viene sconfitto, nella lotta perde addirittura un corno, eppure non se ne rammarica molto, perché questa punizione è motivata. Acheloo è un fiume impetuoso e selvaggio, le cui acque vanno domate per impedire che facciano danni e per conquistare nuove terre all’agricoltura. Un’accorta opera di canalizzazione impedisce anche la formazione di paludi, in cui regna la terribile malaria e garantisce una vita migliore agli abitanti di quelle terre.

Ecco allora che il corno spezzato di Acheloo diventa la cornucopia, ossia il corno dell’abbondanza, pieno dei frutti della terra.

La vicenda di Acheloo, narrata da lui stesso con ironia, introduce al tema di un controllo oculato e rispettoso delle acque, un tema ancora molto attuale e ci fa anche capire che molte guerre sono scoppiate e scoppieranno proprio per il controllo delle acque.

Acheloo ha accettato la sua sconfitta, perché sa che ha uno scopo superiore, in compenso riceve molti onori dagli uomini, che gli dedicano giochi e lo raffigurano su monete e sculture.

Egli predilige i tornei di lotta libera in suo onore, perché si tratta di uno sport sano, senza trucchi e senza imbrogli, in cui la vittoria va al più forte in modo onesto.

Racconto prodromico a quello delle Sirene, figlie di Acheloo, e primo della collana Monstra, questo libro per ragazzi è ricchissimo di particolari, filologicamente preciso e ben illustrato e ci presenta un personaggio mitologico “perdente”, a suo modo un antieroe simpatico, cui gli antichi dedicavano molta gloria, perché temevano che la violenza fatta alle acque incanalandole o bonificandole anche a fin di bene doveva venire in qualche modo compensata e in ogni caso realizzata non oltrepassando certi limiti.

Un vero monito per l’attualità, che vede fiumi cementificati irrompere con rabbia e violenza.

Un messaggio educativo per le generazioni future, affinché non ripetano certi errori.

Articolo apparso su lankelot.eu nel marzo 2015

Edizione esaminata e brevi note

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Helga Di Giuseppe è archeologa, esperta di cultura materiale di periodo repubblicano, imperiale e tardoantico. I suoi interessi di ricerca riguardano l’archeologia della produzione ceramica e tessile, l’archeologia del rito, la storia dell’insediamento urbano e rurale nei territori antichi e l’economia delle ville romane. Ha scavato a Roma, in Italia e all’estero. Ha pubblicato molti articoli scientifici, scritto e curato varie monografie e collane, tra cui, l’ultima, Monstra, dedicata ai più giovani. Il suo incontro con Acheloo è avvenuto in occasione del ritrovamento di una fattoria/villa nell’area dell’attuale Auditorium Parco della Musica di Roma. Da qui si è sviluppato un ampio studio che ha coinvolto vari contesti dell’Italia antica e ora, abbandonati momentaneamente i panni scientifici, è qui per restituire con fantasia e conoscenza.

L’ILLUSTRATORE
Emanuele Carosi è grafico pubblicitario e illustratore. Da sempre coltiva la passione per il disegno. Collabora con la casa editrice Scienze e lettere per l’illustrazione e la progettazione grafica delle collane dedicate ai più giovani Terre incantate e Monstra, dove riversa tutto l’entusiasmo e la fantasia della sua giovane età. I suoi disegni, ispirati a fonti iconografiche antiche, sono realizzati e colorati a mano e, successivamente, ripresi al computer.

Di Giuseppe Helga, Acheloo, Roma, Scienze e lettere 2014, illustrazioni di Emanuele Carosi.