Alberti Vittorio V.

Il papa gesuita

Pubblicato il: 30 marzo 2016

Non è affatto un caso se sulla copertina del libro di Vittorio V. Alberti, “Il papa gesuita”, troviamo “L’incredulità di S. Tommaso” di Caravaggio e neanche una foto di Jorge Bergoglio Papa Francesco. Lo spiega l’autore in premessa: “La spiritualità e formazione gesuitica è, infatti, anti-idolatrica in radice. Si contrappone nettamente a ogni culto della personalità e, quindi, a ogni prospettiva individualistica” (pp.1). Se solo consideriamo il profluvio di parole in libertà che fin dalla sera di quel 13 marzo 2013 sono state rivolte a Jorge Bergoglio, il lettore potrà subito cogliere nel “Il papa gesuita” di Vittorio V. Alberti un libro in qualche modo “eretico” e controcorrente. E la parola “eresia” difatti assume un’importanza fondamentale nell’opera dedicata al pensiero di papa Francesco, tanto che potremo leggere qualcosa di apparentemente provocatorio: “Se la verità assoluta non la possiede nessuno, perché essa si cerca attraverso la relazione e si cerca continuamente, anche nella Bibbia, allora concepire l’eresia è un falso logico, ma è purtroppo un vero storico e politico” (pp. 96). Prendendo atto che la chiesa ha infiniti volti, con buona pace delle tante semplificazioni che ne vengono fatte, emerge un Jorge Bergoglio gesuita estremamente impegnativo sul piano intellettuale e ben lontano dalla superficiale immagine di simpatico “fratacchione” che pare aver conquistato alcuni settori della società altrimenti ostili alla chiesa cattolica. Nei confronti del nuovo papa difatti abbiamo subito rilevato consensi ed ostilità in qualche modo inedite ed apparentemente contraddittorie; e che in fondo trovano una corrispondenza con quanto scrive ancora Vittorio V. Alberti in merito al suo libro: “Qui non si vuole fare il panegirico di Bergoglio: piuttosto si vuole presentare, attraverso le parole di questo papa, la forza di libertà di pensiero che produce la spiritualità e cultura ignaziana alla quale si è formato e che viene fuori dalle sue affermazioni e dai suoi gesti. Essa, peraltro, risulta di “utilità” filosofica per il tempo attuale […] Perché? Per ritessere la tela di una società sfibrata e dequalificata sul piano innanzitutto dell’etica pubblica. E una società ridotta in questo stato è una società senza speranza” (pp. 161). Il pensiero del lettore allora potrà andare proprio ai personaggi più polemici nei confronti di papa Francesco: non soltanto agli irriducibili anticattolici di ogni latitudine e a coloro che hanno idea del “gesuita” come sinonimo di losco intrigante, ma soprattutto agli “atei devoti” e ai cattolici impegnati in iniziative tipo “In mutande ma vivi”, per lo più con un’idea molto disinvolta del settimo comandamento; e non ultimi coloro che, in nome di un fantomatico cambiamento, caldeggiano scambi di favori tra spregiudicati e pregiudicati.

Un pensiero quello di Jorge Bergoglio che viene definito “incompleto” perché è ricerca continua di senso e che, appunto perché retaggio del tratto intellettuale dei gesuiti e della loro “inculturazione” (intendendo il processo di “entrare nei panni”), non alza muri alla riflessione ed è caratterizzato da una ricerca inquieta e metodo dialogico. I gesuiti, secondo V. Alberti, più che altro sono educati a porre problemi piuttosto che risolverli, con metodo a dir poco eterodosso in un tempo inondato di risposte piuttosto che di domande: “la verità si cerca nella relazione, e d’altronde il cristianesimo è una religione personale e sociale nel contempo” (pp. 25). Insomma quello che, al di là delle semplificazioni giornalistiche, spiega frasi ormai famose e tutt’altro che estemporanee come “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”.

Vittorio V. Alberti, con “Il papa gesuita”, ha avuto la capacità di esprimere concetti  impegnativi con bello stile – e sappiamo che in Italia gli accademici spesso si distinguono per il loro linguaggio involuto – probabilmente anche in virtù di un taglio che l’autore ha definito “esistenzialista” (e quindi coerente con la spiritualità gesuitica), avendo voluto includere chiari riferimenti alla propria esperienza personale, segnata dal conflitto su molti di questi temi. Argomenti oltretutto numerosi e che hanno richiesto una grande capacità di sintesi per poterli sviscerare senza cedere alla verbosità. L’indice del libro dice già molto: 1.Premessa orizzontale; 2.Libertà nella giustizia e laicità; 3.Conosci te stesso e Sapere aude. Pensiero incompleto, pensiero in movimento; 4.In vesta di pastor, lupi rapaci. La rinuncia (gesuitica?) di Benedetto XVI al papato; 5.Ignazio di Loyola. Inquieta pace, battagliera liberazione, tormentosa ricerca; 6.Cercare e trovare: gli Esercizi spirituali; 7. I gesuiti; 8.Mi sento gesuita e la penso come gesuita; 9.Io a Santa Marta. L’anticlericalismo non antiecclesiastico; 10.Libertà va cercando, ch’è sì cara; Bibliografia essenziale.

Sostanzialmente l’itinerario di una tradizione di pensiero, la forma mentis, la filosofia, la spiritualità e la storia della Compagnia di Gesù che si conferma pienamente nelle affermazioni e comportamenti di papa Francesco: un pensiero volutamente “incompleto” quale espressione di un “umanesimo completo” che intende riunire empatia verso il prossimo con sofisticata elaborazione intellettuale. Inevitabile allora che il saggio di V. Alberti, memore della lezione del grande filosofo John Rawls, sia in gran parte incentrato sui temi della libertà e della laicità, questa volta però trattati in maniera eterodossa, intendendo superare antichi steccati quali quelli tra laici e cattolici, tra credenti e non credenti; e a maggior ragione tra clericalismo e il radicalismo laico, con la prospettiva di approdare ad una laicità nuova ed intenta ad allargare il campo degli interlocutori senza “minaccia di condanna” (pp.128). Anche la rinuncia al papato di Ratzinger viene letta come espressione di un pensiero ignaziano, ovvero un comportamento coerente con l’opposizione al “clericalismo” e lo “statalismo della chiesa”. Una delle conseguenze sarebbe stata proprio la scelta di Jorge Bergoglio come papa, smentendo così quanti hanno visto una netta contrapposizione tra i due pontefici. Espressioni come “anticlericalismo non antiecclesiastico” agli occhi dei tanti vaticanisti improvvisati potrebbero apparire contraddittorie e in questo senso risultano efficaci, per meglio comprendere il pensiero di Bergoglio i numerosi riferimenti a san Francesco, don Quijote de la Mancha, a Dante, Ignazio di Loyola, Socrate, Immanuel Kant, Caravaggio. Il clericalismo di cui parla papa Francesco è quindi un mancato approfondimento della fede, un atteggiamento autoreferenziale che diventa mondanità spirituale: in altri termini “un concentrarsi sul segno, trascurando la realtà: un concentrarsi solo su ciò che c’è qui in termini di segno visibile, cioè l’istituzione (e tutto ciò che, anche in termini di condotta, stile, linguaggio, c’è di secolare e istituzionale), rispetto a ciò a cui tale istituzione rinvia, la centralità di Cristo” (pp.132).

«Ecco, io mi trovo nel mezzo, tra una laicità come libertà del pensiero (illusione di libertà del pensiero), ricerca continua che guarda in modo critico ogni cosa, ideologie e religione in primo luogo, e apprezzamento o dialettica con la chiesa». Vittorio V. Alberti

Edizione esaminata e brevi note

Vittorio V. Alberti (Roma, 1978), filosofo e scrittore, direttore della rivista «Sintesi Dialettica» (www.sintesidialettica.it), già docente di Filosofia (P. Università Lateranense), è officiale del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Ha collaborato o collabora con il Cortile dei Gentili, l’Istituto L. Sturzo, l’Enciclopedia G. Treccani, Rai-Educational, la Fondazione A. Fanfani, il Consorzio Baicr, il Centro sperimentale di cinema, «l’Espresso», «Aggiornamenti Sociali», «La Civiltà Cattolica», «Nuova Storia Contemporanea», «Reset», «Liberal», «l’Unità», «Le Conquiste del Lavoro». È autore o curatore dei volumi Il mondo di Leone XIII (2006), La DC e il terrorismo nell’Italia degli anni di piombo (2008), Nuovo Umanesimo, Nuova Laicità (2012), Il concetto di pace (2013).

Vittorio V. Alberti, “Il papa gesuita. Pensiero incompleto, libertà, laicità in papa Francesco”, Mondadori Education, Milano 2014, pp.VIII-192, euro 14,00.

Luca Menichetti. Lankelot, luglio 2014