Carbone Rocco

Libera i miei nemici

Pubblicato il: 9 maggio 2010

Non conoscevo Rocco Carbone. Ho sentito il suo nome in un programma radiofonico. Ho scelto un libro a caso e penso che ciò che io possa fare da qui in poi è continuare a leggere quanto ha scritto. Rocco Carbone è morto in un incidente nel 2008. Aveva solo 46 anni. “Libera i miei nemici” è uscito nel 2005.

Il protagonista del romanzo si chiama Lorenzo e, proprio come ha fatto Carbone per sei anni, insegna come volontario presso un carcere femminile. Lorenzo è un uomo introverso, metodico, ordinato e solitario. L’unico legame che ha, o che tenta di mantenere in vita, è quello con suo fratello Carlo. Lorenzo ha abbandonato la carriera universitaria e lavora presso la casa editrice di un dizionario enciclopedico.

Nelle ore libere si reca in carcere dalle sue “studentesse”. Tra di loro ci sono donne con storie complicate e violente, ragazze che vengono da altri Paesi alle quali Lorenzo cerca di insegnare i rudimenti della lingua italiana. Carbone ci racconta le vicende delle detenute Michela, Marina, Laura. Piccole finestre su un universo particolare e difficile. Perché la vita in prigione non è mai semplice e perché, in generale, quelle donne sembrano aver commesso reati per ragioni troppo più grandi di loro e difficili da giudicare dal punto di vista meramente umano. Ma la Legge non sempre funziona in maniera umana, la Legge deve garantire imparzialità ed applicazione.

Nel carcere, nella sezione di massima sicurezza, è ospitata una brigatista: Lucia. Lorenzo ottiene il permesso di avere un colloquio con lei ed inizia così a fondare le basi di un lento processo che porterà la donna prima a frequentare le lezioni di Lorenzo e, poi, passo dopo passo, a prendere coscienza dei suoi diritti e delle piccole concessioni che un regime carcerario come il suo, comunque, può consentirle.
Il presente di Lorenzo si alterna al racconto del suo passato. L’adolescenza, il liceo, le assemblee, le occupazioni, l’impegno politico e gli scontri durante quelli che chiamiamo gli “anni di piombo”. In questa fase della sua vita, Lorenzo conosce Francesca. I due ragazzi si innamorano e vivono con coinvolgimento gli eventi del tempo. I fronti opposti sono due e sono ben delineati. Le azioni di forza sono sempre più frequenti e in molti credono che la soluzione violenta ed armata sia l’unica possibile. Lorenzo e Francesca non sono di questo parere ma, come sappiamo, la storia è andata diversamente.

Il contatto con Carlo, intanto, sembra sfaldarsi sempre più rapidamente. Lorenzo lo cerca come può, ma il fratello minore sfugge di continuo e non sembra accettare la vicinanza di quel fratello che è sempre stato troppo perfetto ed impeccabile. Eppure Carlo ha dei problemi molto seri di cui Lorenzo viene brutalmente messo a conoscenza quando viene chiamato presso il commissariato: suo fratello è sparito e nessuno sembra sapere che fine abbia fatto. Carlo ha contratto debiti piuttosto ingenti con personaggi poco raccomandabili e potrebbe essere stato portato via da loro.

Carbone costruisce con intelligenza e stile un intreccio di vicende che, solo nell’ultimo capitolo, troveranno modo di intersecarsi e spiegarsi appieno. Un romanzo appassionato ed appassionante in cui si sente una forte vicinanza spirituale tra Lorenzo e lo scrittore. Le lacerazioni, le morti, le sofferenze, gli errori compiuti durante gli anni del terrorismo non possono essere cancellati né dal tempo né dalle pene inflitte. Ci sono mutilazioni che nessuno è in grado di guarire o di sanare. Quelle pagine di storia sono descritte da Carbone grazie a piccole vicende private che, forse, non hanno generato clamore ma che, probabilmente, proprio per questo rimangono ancora più radicate ed inconsolabili.

La prosa di Rocco Carbone è lucida, lineare, pulita. Un esempio molto convincente di narrativa italiana allo stato puro.

Edizione esaminata e brevi note

Rocco Carbone nasce a Reggio Calabria nel 1962. Dopo essersi laureato il Lettere a La Sapienza di Roma, vince un dottorato di ricerca presso la Sorbonne di Parigi. Dopo qualche tempo decide di abbandonare la carriera universitaria e si dedica alla critica letteraria: scrive per le pagine culturali de “Il Messaggero” e de “L’Unità”, oltre che per diverse riviste letterarie come “Nuovi argomenti”, “Paragone”, “L’Indice”, “Linea d’ombra”. Nel 1993 pubblica, per Theoria, “Agosto”, il suo primo romanzo. A cui fanno seguito “Il comando” (Feltrinelli, 1996), “L’assedio” (Feltrinelli, 1998), “L’apparizione” (Mondadori, 2002) e “Libera i miei nemici” (Mondadori, 2005). Nel 1998, e per i successivi sei anni, lo scrittore insegna storia e letteratura italiana nel braccio femminile di Rebibbia. Rocco Carbone muore a Roma nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2008 a causa di un incidente motociclistico. Il suo ultimo romanzo, “Per il tuo bene”, esce postumo nel 2009 per Mondadori.

Rocco Carbone, “Libera i miei nemici”, Mondadori, Milano, 2006.