Sedaris David

Mi raccomando: tutti vestiti bene

Pubblicato il: 31 ottobre 2009

I proclami di copertina non mi hanno mai convinta molto. Leggere che Sedaris è “l’umorista migliore d’America” è stato, fin da subito, ai miei occhi, vagamente sospetto. Perché sapere che il libro che stai per leggere è stato scritto da “l’umorista migliore d’America” non può che generare immense aspettative. La parte difficile, però, è nel riuscire a rispondere alle suddette aspettative. Infatti Sedaris e il suo “Mi raccomando: tutti vestiti bene” non sono stati all’altezza di ciò che la copertina annunciava. Rischio calcolato per un lettore.

Sedaris scrive racconti. E’ il genere più adatto per chi, come lui, fotografa piccoli episodi di vita utilizzando il filtro dell’ironia e la voglia di dissacrare. Brillante, certo, anche leggero e molto disimpegnato. Un comico, a mio avviso, come ce ne sono tanti. La sua famiglia sembra essere una fonte inesauribile di ispirazione. Le paranoie di sua madre, le bufale di suo padre, la volgarità di suo fratello e le manie di ognuna delle sue sorelle. Ogni piccolo dettaglio di una vita, ogni tic, ogni abitudine o fisima diviene potenziale o effettivo oggetto di racconto.

Dove finisca la verità ed inizi la letteratura non è dato sapere. La mescolanza dei due elementi, amalgamata ad una buona dose di cinismo e a qualche goccia di corrosivo sarcasmo, compongono dei testi solitamente brevi e veloci da oltrepassare, forse alla ricerca di un reale spunto per ridere. Invece ci si limita a sorridere. Non molto di più.

L’infanzia di David è una sequela di piccole catastrofi. Un ragazzino snobbato dai compagni, preso in giro dalla madre, aggressivo con le sorelle e soggetto a numerosi disturbi ossessivo compulsivi (mantenuti in parte anche da adulto). La descrizione della famiglia Sedaris mi ha fatto pensare, in maniera spontanea, alla famiglia Simpson, la celebre serie animata creata da Matt Groening. In parecchi episodi, infatti, David e i suoi potevano rappresentare una versione poco più blanda di Burt, Homer, Marge, Lisa e Meggie. Almeno questo è il quadretto che, spesso, compare nelle pagine scritte.

David si rende conto ben presto di essere gay, un “particolare” che suo padre ha cercato di camuffare fino alla presa di coscienza definitiva, culminata nella cacciata di casa. Le avventure del giovane David procedono tra ambienti kitsch, incontri con persone piuttosto bizzarre, consumo di droghe e un lavoro per una ditta delle pulizie. Fino ad arrivare a Parigi, la città in cui Sedaris ha scelto di vivere insieme al suo compagno Hugh. Anche questo evento viene “sfruttato” per scrivere, soprattutto delle evidenti incongruenze tra due stili di vita molto diversi, quello americano e quello europeo, meglio francese, meglio ancora parigino. Rispettando pienamente lo stile divertito e sagace di ogni suo racconto.

Gli occhi di Sedaris vedono, la sua penna descrive, la sua ironia colora. Qualcuno potrebbe riconoscere o riconoscersi in certi “vizi” tipicamente umani. Credo sia prerogativa dei “comici” riuscire a fare delle pessime abitudini o degli errori o delle brutture del mondo materia di divertimento. Un modo per alleggerire l’esistenza e per esorcizzare qualche mancanza. Parlando di tutto come fosse un allegro fumetto o una grottesca caricatura, si riesce quanto meno a parlarne, provando ad evitare drammi e pesantezze. Non mi aspettavo particolare profondità da questo libro e, a ragione, non ne ho trovata.
Una lettura facile e senza pretese. Un’occasione per “distrarsi” e rallentare un po’.

Edizione esaminata e brevi note

David Raymond Sedaris, è nato a Binghamton, New York, il 26 dicembre 1956, ma è cresciuto nella cittadina di Raleigh, in North Carolina. La sua famiglia è di origini greche. I suoi studi universitari si interrompono nel 1977 e Sedaris, solo nel 1987, ottiene un diploma presso l’Istituto d’Arte di Chicago. La sua carriera letteraria ha avuto un’evoluzione piuttosto lenta. Ha iniziato a farsi notare pubblicando dei racconti su “The New Yorker” ma il successo arriva quando, in un programma radiofonico, viene letto uno dei suoi racconti. Da quel momento la sua carriera di narratore spicca il volo e Sedaris viene presto considerato uno dei talenti della letteratura comica americana. Collabora anche con sua sorella Amy, attrice e scrittrice, ed insieme si firmano con lo pseudonimo “The Family Talent”.

David Sedaris, “Mi raccomando: tutti vestiti bene”, Mondadori, Milano, 2006. Traduzione di Matteo Colombo.