Lapierre Alexandra

Artemisia

Pubblicato il: 18 marzo 2013

Amo molto le storie al femminile. E amo soprattutto quelle storie al femminile che consentono di scoprire, o riscoprire, figure che il tempo ha un po’ sgranato fino quasi a rendere invisibili. Alexandra Lapierre ha scritto un libro importante e ben strutturato che racconta la vita di una delle pittrici più importanti della storia dell’arte italiana: Artemisia Gentileschi. Un libro che sa essere, contemporaneamente e seguendo un equilibrio impeccabile, romanzo, saggio e biografia. L’abilità della Lapierre sta nell’essere riuscita a raccontare la vita, le opere, il pensiero e le inquietudini di Artemisia ricostruendo attentamente l’epoca in cui la bella pittrice è vissuta. La dovizia di dettagli storici, politici e istituzionali che, solitamente, introducono la narrazione pura e semplice è ragguardevole. Infatti Alexandra Lapierre spiega che “Artemisia” è nato dopo cinque anni di studio, ricerche e viaggi. Alla fine del libro l’autrice elenca la corposa mole di documenti che ha consultato per potersi avvicinare ad Artemisia e a suo padre Orazio.

Tra Artemisia ed Orazio, suo padre e maestro, esiste un legame potentissimo, quasi morboso. Artemisia è nata a Roma, in via di Ripetta, l’8 luglio del 1593. Fin da piccola suo padre la porta con sé: vuole che veda e conosca le opere più belle ed importanti che in quegli anni si vanno dipingendo a Roma. Vuole che conosca i segreti della fusione dei colori, che sappia mescere a dovere le tinte, che riesca a preparare le tele in maniera impeccabile. E Artemisia diviene l’ombra di suo padre. Ha il talento giusto per diventare un’artista autentica anche se, nel ‘600, entrare a far parte dell’Olimpo dei pittori, per una donna, non è affare da poco.

Orazio ottiene commesse importanti ma, a Roma come altrove, la concorrenza di altri pittori è spietatissima. Entrare nelle grazie di qualche importante personaggio è indispensabile. Orazio è protetto da Pietro Aldobrandini, uno dei prelati più potenti dell’Urbe. In città lavorano artisti del calibro di Caravaggio, del Cavalier d’Arpino, Giovanni Baglione e, tra gli altri, anche Agostino Tassi, considerato tra i geni della prospettiva e del disegno. Le dispute tra i pittori sono all’ordine del giorno, così come le accuse, le calunnie, gli arresti e il carcere. Anche Orazio è dentro questi meccanismi: viene accusato di aver scritto versi diffamatori ai danni del Baglione, suo acerrimo “nemico”. Da questa storia, però, il pittore viene fuori pulito: probabilmente per intercessione del sottofuriere del papa Cosimo Quorli, suo amico.

E’ un’epoca piena di insidie. L’ambiente degli artisti è spesso dilaniato da invidie, ripicche e violente vendette. La Lapierre sa ricostruire meravigliosamente il contesto umano, religioso e sociale in cui Artemisia è nata e vissuta. Alla morte di sua madre, lei ha solo dodici anni. Da lì a poco Orazio dimostra di avere per sua figlia un attaccamento maniacale. Lei vorrebbe solo sposarsi, ma lui non sembra intenzionato a trovarle alcun marito. E forse anche per questo, Artemisia si trova coinvolta in uno degli scandali più imbarazzanti del tempo: viene violentata dal pittore Agostino Tassi. La vicenda, secondo la ricostruzione dell’autrice, non è così lineare come potrebbe apparire perché dietro allo stupro di Artemisia vi sono circostanze, chiacchiere e promesse di matrimonio che perdurano per mesi. Poi arriva l’arresto di Tassi, il processo, il carcere. La stessa Artemisia viene interrogata e torturata.

Ovviamente il nome di Artemisia e quello di Orazio sono compromessi. Bisogna ovviare in qualche modo e salvare il salvabile. Artemisia va in sposa a Pierantonio Stiattesi e si trasferisce a Firenze. Le sue doti pittoriche sono già note. Al tempo Artemisia aveva già dipinto, anche con l’apporto di Orazio, opere magistrali come “Susanna e i vecchioni” o “Giuditta che decapita Oloferne” o “Danae“. Una volta a Firenze, l’artista inizia a frequentare gli ambienti più importanti. Diviene amica del nipote di Michelangelo e comincia a perfezionare la sua pittura e le sue maniere: impara a scrivere decentemente e a comportarsi come si deve nel bel mondo. Suo padre è lontano, non le ha perdonato nulla e lei deve andare avanti da sola.

Il suo estro diviene ben presto noto in tutta Italia. Artemisia, a soli 23 anni, è la prima donna ad entrare a far parte dell’Accademia del Disegno di Firenze, un privilegio che le viene elargito solo dietro la garanzia di suo padre Orazio. Artemisia dipinge per i potenti del tempo. Viaggia per l’Italia assieme a sua figlia ed è una donna che tutti descrivono come bellissima e piena di fascino. Ha vari amanti e una seconda figlia. Una vita pienissima e, dentro di sé, la perenne sfida a suo padre Orazio. Il conflitto tra i due pittori caratterizza l’esistenza di entrambi, fino al giorno della morte. In questo libro, che è tra le letture più intense che abbia fatto di recente, viene racchiuso tutto il tormento e la grandezza di un’artista di straordinaria importanza. Una donna, per una volta. Una figura che, al tempo, ha pagato a caro prezzo lo scotto di essere “solo” una donna, costretta ad espiare uno stato di subordinazione dal quale è riuscita a liberarsi grazie al suo talento artistico e alla sua determinazione. La sua essenza è conservata nei dipinti che l’hanno resa immortale, il suo passaggio nel mondo è racchiuso nelle rappresentazioni di sé disseminate sulle sue tele, le complicate vicissitudini che l’hanno coinvolta sono serbate tra i documenti di archivi e biblioteche. Ad Alexandra Lapierre tutto il merito di aver voluto recuperare la memoria di Artemisia, di averla tradotta in un testo avvincente e stimolante attenendosi sia ai documenti storici ed alle testimonianze autentiche, sia ricorrendo con abilità all’invenzione letteraria, indispensabile per mettere a punto un libro tanto complesso e affascinante come “Artemisia”.

Edizione esaminata e brevi note

Alexandra Lapierre è figlia del noto scrittore Domenique. A lei si devono numerose biografie storiche che l’hanno resa celebre in Italia e in altri Paesi del mondo. Nel 1995 pubblica, infatti, la biografia sulla compagna di Robert Luis Stevenson: “Fanny Stevenson”. Qualche anno più tardi, nel 1999, arriva “Artemisia”, dedicato alla grande pittrice italiana del XVII secolo. Nel 2001 è uscito “Le Angeliche”, un libro dedicato a cinque donne italiane dimenticate. Negli anni a seguire arrivano, nell’ordine: “Vita straordinaria di William Petty: avventuriero, erudito e conquistatore” (2004), “La dissoluta” (2011) e “Tutto per l’onore” (2012).

Alexandra Lapierre, “Artemisia“, Mondadori, Milano, 2000. Traduzione di Doriana Comerlati.

Pagine Internet su Alexandra Lapierre: Sito ufficiale / Scheda Mondadori

Pagine Internet su Artemisia Gentileschi: Wikipedia / Mostra a Milano(2012) / Sito dedicato