Rondini Paola

Crepapelle

Pubblicato il: 20 settembre 2017

Crepapelle, il nuovo romanzo di Paola Rondini, è una storia strutturata come a me piace scrivere: intrecciando due principali binari narrativi, ai quali si aggiunge un dialogo tra presente e passato. Protagonisti, Giacomo, un aitante chirurgo plastico, sicuro di sé e “sciupafemmine”, e Greta, una donna di cinquant’anni divorziata e desiderosa di restaurare il proprio corpo, nella speranza di cancellare i segni delle età che iniziano a farsi notare, e di rinascere così a nuova vita.

I loro piani esistenziali sembrano ormai delineati, quando avviene un incontro inaspettato – un anziano sconosciuto che, a un semaforo, consegna a Giacomo un foglio firmato “Crepapelle”. Dal quel momento, inspiegabilmente, un elemento d’insicurezza filtra nella sua vita, impedendogli di lavorare. Le conseguenze si ripercuotono in modo particolare su Greta, che avrebbe dovuto essere operata da lui il giorno seguente, mentre adesso si trova improvvisamente messa a nudo, faccia a faccia con la paura di invecchiare senza un nuovo scopo.

Non aggiungo altro sulla trama, se non che, via via che questa procede, emergono sprazzi di memoria di un lontano passato, in apparenza scollegati dalle storie principali, ma in realtà strettamente correlati ad esse.

Lo stile di Paola Rondini è leggero e brillante, e al tempo stesso permeato da una garbata musicalità. Si posa con leggerezza su personaggi e situazioni, invogliando il lettore con movenze accattivanti.

Suggestiva l’ambientazione fiorentina, con il capoluogo toscano ben restituito nella sua “armonica confusione” e nei suoi rituali sociali. Peraltro, parte della storia si svolge a Milano. Con la scelta di due città così legate alla tradizione storica e artistica italiana, ma anche – secondo le categorie oggi di moda – considerate cool, l’autrice ha a mio avviso individuato gli scenari ideali per fare da sfondo alle esperienze di personaggi legati alla superficialità dei nostri tempi, eppure agitati da un disagio figlio della memoria – o magari del desiderio – di qualcosa di più alto e profondo (possibilità imprevista aperta dall’incontro di Giacomo con il misterioso vecchietto). Dunque, a suo modo, è una fedele fotografia dei nostri tempi, a mio avviso molto adatta a un’eventuale trasposizione cinematografica.

Un romanzo interessante, che si fa leggere con curiosità fino in fondo, dove – come un oggetto nascosto tra le pieghe di una vecchia coperta – emerge il segreto che, simile a una brace ben nascosta, ha alimentato le vicende dei protagonisti.

Edizione esaminata e brevi note

Paola Rondini, nata a Città di Castello e autrice anche di racconti, esordisce come romanziera nel 2007 con Miniature (Fanucci), tradotto anche in Germania e Spagna. Nel 2010, sempre per Fanucci, pubblica il secondo romanzo I fiori di Hong Kong. Dopo queste prime esperienze di pubblicazione, Paola Rondini inizia una nuova fase della sua scrittura che la distanzia dal genere thriller e l’avvicina al romanzo di più ampio respiro, e nel 2014 pubblica con Fernandel Il salto della rana. Dal 2016 collabora con la rivista Wall Street International Magazine, dove ogni mese pubblica racconti. Sempre nel 2016 scrive la prefazione del libro fotografico “Going Slowly” del pluripremiato fotografo Stefano Giogli presentato al Maxxi di Roma. Quando non viaggia, vive in Umbria, dove spesso collabora con eventi culturali d’importanza internazionale. È stata inserita in Mondi&Esperienze, l’antologia italiana per la scuola secondaria superiore della casa editrice G.B. Palumbo: nel capitolo dedicato a ’Le diverse vie del romanzo contemporaneo’.

Paola RondiniCrepapelle, Edizioni Intrecci, 2017