Scaringi Emanuele

La Profezia Dell’Armadillo

Pubblicato il: 7 settembre 2018

Trarre un film da storie a fumetti, in generale non è una brutta idea, basti pensare ai miliardi che ha guadagnato la Marvel, tuttavia basare una pellicola su un libro di Zerocalcare è una cosa completamente diversa e il rischio di allontanarsi irrimediabilmente dalla pagina scritta è parecchio alto, fortunatamente così non è stato.

Il film è stato presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione “Orizzonti” e in quei giorni ho assistito ad una delle prime proiezioni nella grande Sala Darsena, vicino al Palazzo del Cinema. Ad assistere alla proiezione c’erano anche il regista Emanuele Scaringi e buona parte del cast, che sono entrati accompagnati da una piccola banda con tanto di trombe, trombone.

L’omonimo libro, pubblicato per la prima volta nel 2011, racconta la vita di un ventisettenne di Rebibbia, Zero, personaggio decisamente auotbiografico alle prese con i problemi della sua generazione e della vita nella periferia di una grande città. Una serie di storie brevi unite da un filo conduttore che riguarda la scomparsa di Camille, amica d’infanzia di Zero e sua prima vera cotta. In questo scenario, l’armadillo è la coscienza del protagonista, la rappresentazione delle sue paure e delle sue paranoie.

La pellicola segue abbastanza fedelmente il libro e molte scene sono l’esatta trasposizione di alcune pagine, ci sono però anche delle aggiunte, come la disputa con gli spazzini o la comparsata di un soprendentemente bravo Adriano Panatta, che però s’inseriscono bene nello stile narrativo e che sono chiaramente il frutto di un’oculata scelta.

Azzardata, ma anche per questo molto apprezzabile, è la scelta di utilizzare un semplice costume per l’armadillo. Viviamo in tempi dove la CGI (Computer Generated Imagery) viene utilizzata perfino per riprodurre attori ormai deceduti oppure per ringiovanirli (vedi Rogue One), poter quindi apprezzare un attore in carne ed ossa che indossa un costume, che per quanto ben fatto, resta comunque tale, è un qualcosa di particolare, quasi alternativo e che in questo caso risulta molto efficace.

Dal punto di vista della recitazione, nota di merito per Pietro Castellitto, figlio d’arte di Sergio Castellitto, che interpreta Secco, l’amico d’infanzia di Zero e che lo segue nelle sue disavventure. Riesce benissimo a caratterizzare il personaggio seguendo quelle che sono le linee guida del libro. Ad interpretare Zero è Simone Liberati, ottimo nella recitazione ma forse un po’ inadatto per questo physique du rôle.

Il personaggio di Camille viene reso in modo molto efficace, servendosi anche di lunghi momenti con dialoghi brevi o anche assenti. Solo alla fine si capirà qual è il male che l’ha afflitta, pur avendo intuito che ci fosse qualcosa che non andava durante tutto il film.

Molto interessanti anche le scelte musicali, con pezzi di gruppi meno conosciuti al grande pubblico e che ben rispecchiano l’ambiente alternativo e di protesta sociale in cui si muovono i protagonisti.

All’inizio e alla fine sono stati aggiunti due brevi cartoni animati tratti proprio dalle tavole di Zerocalcare, il quale in uno dei suoi ultimi libri ha rivelato di aver cominciato ad interessarsene di recente.

Durante la rapida intervista dopo la proiezione, il regista e il cast hanno rivelato che Zerocalcare ha lasciato loro molta libertà durante la produzione e che per esempio non è mai venuto sul set per assistere alle riprese. Una fiducia che sembra essere stata ben riposta.

Nonostanta un personale scetticismo sulle possibilità di un’adattamento cinematografico dell’opera di Zerocalcare, mi sono dovuto ricredere e se questi sono i risultati allora mi sento quasi di sperare che in futuro ci siano ulteriori film tratti dagli altri suoi libri. Consiglio questa pellicola a tutti gli appassionati del fumettista di Rebibbia ma soprattutto a chi non l’ha mai letto e non ha mai pensato di volerlo fare.

Edizione esaminata e brevi note

Regia: Emanuele Scaringi
Soggetto: Zerocalcare
Sceneggiatura: Michele “Zerocalcare” Rech, Oscar Giloti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba
Produttore: Domenico Procacci
Casa di Produzione: Fandango, Rai Cinema
Distribuzione (Italia): Fandango, 2018
Fotografia: Gherardo Gossi
Montaggio: Roberto di Tanna
Musiche: Giorgio Gianpà, Nic Cester