Ghelli Simone

Il professore è mancato

Pubblicato il: 11 Aprile 2026

«Quello che ho provato a raccontare è insomma una sorta di sentire comune, senza nulla togliere ai docenti, alunni e genitori. La protagonista doveva essere la scuola, in tutte le sue sfaccettature. Spero proprio di esserci riuscito.»

Questo scrive Simone Ghelli in esergo al suo ultimo libro, “Il professore è mancato” (Augh! Edizioni, 2025) e secondo me ci è riuscito eccome.

È un libro che, con delicatezza, sottolinea il disincanto e la sensazione di impotenza alternata a brevi lampi di entusiasmo, di chi la scuola la vive da dietro la cattedra, e non solo. Eppure lascia intravedere una speranza, spesso rivelata da piccole cose, piccoli accadimenti, poche frasi leggere udite e qualche giovane sguardo che arriva lungo, dai banchi fino al cuore. E qui, a differenza dei tanti libri a tema scuola, si parla di banchi che accolgono dei bambini e lasciano degli adolescenti: quelli della scuola media inferiore.

Il protagonista è Lucio che, dopo aver svolto vari lavori, da operaio, turnista notturno, a operatore di call center, fa un patto con sua moglie: lavorerà solo lei per il periodo che servirà a Lucio per maturare la formazione necessaria a ottenere l’incarico fisso. Ce la fanno, e Lucio diventa professore di italiano, storia e geografia nella scuola media inferiore. Si trova dunque inserito, direi ampiamente inserito, in una piccola scuola di fronte al mare, in un luogo che durante la lettura tanto mi riportava con la memoria all’Isola d’Elba ma chi lo sa, visto che l’autore mai lo menziona.

Il professore alterna momenti di depressione a momenti di luce, cercando di inquadrare in un futuro sempre più incerto i possibili destini dei suoi alunni.

C’è Rachele, che non va quasi mai a scuola e vive sola con il padre, il quale sa poco, pochissimo, della figlia e certo non le dà la fiducia necessaria a coltivare la sua innata propensione per le materie umanistiche.

C’è Hamza, che viene dall’Egitto:

«Di lui so poco, se non che è arrivato qui l’anno scorso. Il padre è venuto di pomeriggio, precipitandosi dal lavoro pochi minuti prima dell’ultimo consiglio di classe. “Gli ho tolto tutto in arabo” mi ha detto “anche sul telefono e in televisione”.»

Ci sono le alunne tutte che, pensa Lucio, «io non lo so se questo faccia parte del loro corredo genetico, ma solitamente a questa età le femmine sembrano stare proprio su un altro pianeta. Al loro cospetto i maschi appaiono delle bestioline lasciate al pascolo […].»

Lucio ci parla, anche a noi che dentro la scuola non ci siamo, dall’interno del suo diario giornaliero di insegnante, sommerso dal “mostro” della burocrazia, dal cinismo dei colleghi, dalla mancanza di concentrazione dei ragazzi, sempre più dilagante da quando i social li fagocitano e CI fagocitano, anche noi adulti, genitori e non. 

Attraverso la forma diario infatti, l’autore porta fuori l’esperienza del protagonista e la plasma, come scrive appunto in esergo, come una riflessione collettiva su cosa stia diventando la scuola al tempo dell’intelligenza artificiale, di TikTok, del “tutto e subito”.

Lucio è un professore stanco, in affanno, con tanta confusione in testa. È un professore normale, tutto qui; spesso Don Chisciotte contro i mulini a vento, spesso con la pazienza sfilacciata dal dover sempre provare a comprendere i ragazzi, i genitori, i colleghi. Tra questi ultimi uno su tutti, forse in un certo qual modo il suo preferito: Renato, che sta scrivendo un libro enorme, che sembra non voler finire mai, pieno di una “filosofia della scuola” che al confronto Domenico Starnone (da loro due portato spesso a esempio), è una cicca. Un libro che, alla fine, arriverà e rimarrà accanto a Lucio nonostante le battaglie, e le persone, perdute. Un libro colossale che continuerà a vibrare accanto al protagonista, accompagnandolo e facendo da sfondo al suo diario della vita:

«[…] perché che cos’è in fondo la scuola, con quel perenne ronzare di sottofondo e lo sciamare continuo da un’aula all’altra?»

Edizione esaminata e brevi note

Simone Ghelli ha pubblicato due romanzi brevi (L’albero in catene, NonSoloParole, 2003; Voi, onesti farabutti, Caratterimobili, 2012) e delle raccolte di racconti, tra cui Non risponde mai nessuno e La vita moltiplicata (Miraggi, 2017 e 2019). Suoi racconti sono comparsi anche in varie raccolte e su alcune delle principali riviste letterarie italiane. Le ultime pubblicazioni dell’autore sono la novella Ronnie Banti ha perso la scommessa (Divergenze, 2022) e il romanzo Bianco su bianco (Castelvecchi, 2023).

Simone Ghelli, “Il professore è mancato” Augh! Edizioni (collana Frecce), pp. 84, novembre 2025

Libri di Simone Ghelli su Lankenauta: qui

Elena Marrassini. Lankenauta, aprile 2026