Maldonato Franco

L’imbroglio

Pubblicato il: 21 Giugno 2023

“L’imbroglio” è un titolo fin troppo benevolo rispetto a quanto ci racconta Franco Maldonato in merito al progetto di ampliamento dell’alta velocità nel Sud Italia. Ennesima conferma come in Italia i progetti TAV, a cominciare dalla famigerata Torino-Lione, abbiano sempre scatenato gli appetiti di innumerevoli speculatori, supportati da media spesso molto servizievoli. Fortunatamente non tutti risultano appecoronati, com’è appunto il caso del pamphlet di Maldonato. Pamphlet peraltro ricco di dettagli tecnici, documenti che inequivocabilmente descrivono il rischio concreto che ci si ritrovi con l’ennesima grande opera non soltanto inutile ma proprio dannosa per le casse dello Stato, per l’ambiente, per quello che rimane della cultura del Sud Italia.

Le parole del prof. Ragazzi, che contesta il fatto sia stata scartata senza giustificazioni l’alternativa del potenziamento della linea esistente “già oggi più veloce di molte linee del centro-nord, benché assai meno costosa e invasiva”, ci dicono già molto: “sembra una scelta dettata da interessi locali e forse non insensibili a quelli delle imprese che si spartiscono i lavori, mentre a livello politico si approva tutto perché strategico o perché anche il Sud ha diritto all’alta velocità (ma la nuova linea non sarà comunque ad alta velocità” (pp.52). Progetto che viene descritto in tutte le sue contraddizioni, se non autentiche menzogne; a partire dal fatto che – malgrado il ritornello ce lo chiede l’Europa” divulgato da politici e media – le direttive della UE innanzitutto ci hanno chiesto la “connettività” dei territori e non semplicemente la “velocità”.

Per non parlare poi del macroscopico conflitto d’interessi di chi propone il progetto e nel contempo è stazione appaltante e commissario di governo e quindi dovrebbe gestire un tracciato di Alta Velocità che “attraverserà splendide dorsali appenniniche, parchi naturali e riserve faunistiche. Sventrerà montagne e valli aperte con centinaia di chilometri di gallerie, viadotti […] Taglierà boschi, uliveti, vene d’acqua, sorgenti, fiumi storici. Sposterà e scaverà milioni di metri cubi di terra, dissestando irrimediabilmente una regione già fragile dal punto di vista idrogeologico” (pp.13). Tutto in evidente contrasto con la dichiarata necessità di garantire la transizione ecologica. Progetto di Rfi che, al di là del fantasioso risparmio di ottanta minuti sull’intero sviluppo della linea Salerno-Reggio Calabria, comunque pregiudicherà gli ecosistemi dell’Oasi di Persano, delle aree comprese tra gli Albumi e il Vallo di Diano, ricadenti nelle zone contigue del Parco del Cilento e nel perimetro del Parco dell’Appennino Lucano e del Parco del Pollino. Oltretutto sotto il profilo sociale, proprio la concentrazione delle risorse disponibili nella costruzione di una nuova linea dell’Alta Velocità “concorrerà ad aggravare l’isolamento delle zone interne del Sud, che solo una rete ferroviaria di carattere regionale (efficiente, sicura e pervasiva) può riscattare il confinamento e raccordare alle altre parti del Mezzogiorno e, dunque, al Paese nella sua interezza” (pp.95).

Le osservazioni del prof. Beria – “Siamo sicuri che la soluzione ai problemi del Sud sia avere l’AV per Roma tra 20 anni?” – non sono state proprio contemplate da Draghi e dal suo “governo dei migliori”. Paradossi di un governo presieduto da un economista di fama che ha permesso la prosecuzione di un progetto che ha ignorato “il principio basilare secondo cui i servizi vanno dove c’è la domanda”.

In sostanza “L’imbroglio” racconta molto della nostra Italia, un Paese di “molli e conformisti”, come giustamente scrive Giuseppe Cederna, dove, col pretesto dello “sviluppo”, terrificanti truffe vengono propinate a cittadini non si sa quanto consapevoli, dove connettività, sostenibilità, salvaguardia dell’ambiente diventano sempre le parole più utilizzate per coprire interessi opachi – volendo usare un eufemismo – e così, senza alcuna analisi costi-benefici, senza alcuna verifica del rispetto del principio di sostenibilità, dare il via libera a grandi opere soltanto nel migliore dei casi inutili.

Edizione esaminata e brevi note

Franco Maldonato, avvocato, ha pubblicato “La rivolta di Sapri”. Con Rubettino ha pubblicato il romanzo storico “Teste mozze” per il quale gli è stato assegnato il Premio Francesco Saverio Nitti. E’ il direttore artistico di “Storie in piazza”, rassegna culturale di letteratura, e coordina il Polo Museale di San Giovanni a Piro. 

Franco Maldonato, “L’ imbroglio. Storia dell’Alta Velocità al Sud”, Licosia (collana “Memorie del Mediterraneo”), Ogliastro Cilento 2022, pp. 132. Presentazione di Giuseppe Cederna. Prefazione di Mario Tozzi. Postfazione di Andrea Satta

Luca Menichetti. Lankenauta, giugno 2023