Marchegiani Pep

Circo Itaglia

Pubblicato il: 9 marzo 2013

Prima di mettermi qui a scrivere del primo libro a firma di Pep Marchegiani ho voluto leggere alcune critiche e recensioni dedicate a “Circo Itaglia”, quanto meno per vedere se le mie prime impressioni potevano essere state condivise. In linea generale mi pare che di fronte ad un’opera di così immediato impatto le interpretazioni siano state concordi; ed oltretutto con uno sguardo divertito altrimenti non sempre presente quando si parla di arte contemporanea. Ma proprio perché di arte si tratta l’unica stonatura che mi è balzata agli occhi è un’espressione, se non ricordo male, che ha definito le tavole presenti in “Circo Itaglia” come “vignette”, forse equivocando e confondendo i piani in virtù di un comune intento satirico. Vignette potranno semmai essere quelle di Giannelli. Il “Circo Itaglia” è invece un esempio di pop art, anche se alla maniera di Pep Marchegiani, dove, se è lampante l’incontro tra espressione artistica e cultura dei mass-media, emerge una sostanza politica, concretamente provocatoria, in contrasto col linguaggio astratto e concettuale altrimenti maggioritario sul mercato internazionale. Sono 112 tavole (ecco l’espressione adatta) “a metà tra il manifesto elettorale, l’etichetta e la pubblicità, ironicamente serie, che denunciano e ridicolizzano situazioni, personaggi e istituzioni”. Un tag “letteratura” per “Circo Itaglia” ha un senso anche per le frasi dei politici messe in calce di tavole dove i ritratti di questi signori sono trasformati in coloratissimi clown. Ovviamente parliamo di letteratura horror oppure comica, secondo gli umori di chi legge. Così vediamo (e leggiamo) un Mastella rigorosamente clown con una delle sue uscite più suggestive: “’sta miseria. Non ci sto dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano”. Povero Clemente. Ma mai come Renato Brunetta: “Sono meglio di Padre Pio”.

E poi un manifesto simil cinematografico, produzione anale cinque, di “Pelati ai carabi” con “Io sono l’unto del Signore. C’è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente”. L’interprete è lo stesso della tavola vampiresca di “le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse” e “sconfiggerò il cancro nel giro di tre anni”. Va detto peraltro che in Circo Itaglia la par condicio dello sputtanamento è totale. Il Prodi prete-clown c’è eccome: “Io faccio, io duro perché faccio, non è che faccio perché duro”. Come il Monti banchiere Bildeberg-clown di “in Italia non stiamo così male. In Grecia di sono stati 1725 suicidi, in Italia soltanto 364”. Non poteva mancare un Grillo santone-clown col suo comico (in linea con una professione forse mai abbandonata): “Sei di sinistra? – mi chiedono – Non lo so. Io sono stato fermo- Si sono spostati tutti gli altri”. Tra l’altro c’è da pensare che una seconda edizione di “Circo Itaglia” possa essere integrata abbondantemente con altre tavole grillesche, in virtù di un bel po’ di affermazioni temerarie, sia del capo supremo “uno vale uno”, sia di alcuni grilli cospirazionisti tipo chip sotto pelle e “sulla Luna non c’è andato nessuno”.

Un giocherellone perfido questo Pep Marchegiani, forse anche col lettore e non soltanto con qualche prestigioso collega. Un esempio? Nella tavola Geriatric Park, con a lato un coloratissimo Napolitano, leggiamo un elenco di “attrazioni”. Politici sostanzialmente, con relativo anno di nascita. Ma – e qui pazienza per lo spoiler – troviamo anche un Mario Schifano, che qualche lettore meno attento potrebbe scambiare per il quasi omonimo Renato Schifani, il micidiale presidente del Senato. Ed invece….Una pop art che, raccontata così, potrebbe sembrare esercizio facile facile di satira politica ma che credo invece riesca a produrre un certo straniamento nel lettore; e non soltanto un riso amaro, al quale ormai siamo abbondantemente vaccinati. Chiude il libro una postfazione di Martina Peca, la quale, nel descrivere l’operazione di Pep Marchegiani, e quindi l’efficacia di sintesi affidata ad un’immagine ricostruita in senso clownesco, cita Jean Paul Sartre: “Le persone della stessa epoca e di una stessa collettività, che hanno vissuto gli stessi avvenimenti, che pongono o eludono le stesse domande, hanno lo stesso sapore in bocca, hanno alcune complicità in comune, e tra di loro stanno gli stessi morti. Perciò non è necessario scrivere molto: si usano parole-chiave”.

Edizione esaminata e brevi note

Pep Marchegiani (1971) vive e lavora a Montesilvano (Pescara). Ha esordito giovanissimo come stilista nel campo della moda. Protagonista di mostre personali nei maggiori centri culturali ora è considerato uno dei maggiori rappresentanti della Pop Art internazionale. Ospite del Padiglione Italia alla Biennale D’Arte di Venezia 2012, ha fatto scalpore la sua personale Fu(ck)shion System durante la Settimana della Moda di Milano. Circo Italia è il primo libro che reca la sua firma.

Pep Marchegiani, “Circo Itaglia”, Neo edizioni, Castel di Sangro 2013, pag. 132

Luca Menichetti. Lankelot, marzo 2013