Paolacci Antonio

Piano americano – Il romanzo che non scriverò

Pubblicato il: 6 aprile 2018

Antonio Paolacci pubblica libri e insegna scrittura creativa. Il suo ultimo libro si chiama “Piano Americano”, titolo che richiama all’attenzione il linguaggio cinematografico, in particolar modo quello di provenienza statunitense, e nella fattispecie quel tipo di inquadratura che tende a inserire la figura umana su uno sfondo lasciandone fuori  le gambe – attenzione: gambe, non cosce. O, per essere più precisi, resta fuori l’articolazione del ginocchio e buona parte del tratto distale della coscia.  Il libro, edito da Morellini, casa editrice che stampa fiction, libri di cucina e guide turistiche, è narrato interamente in prima persona dal protagonista che, incupito dalla crisi del suo tempo e da un ritorno al fascismo che la massa sembra non riuscire a interpretare e tantomeno a debellare, decide di mettere da parte il mestiere e non scrivere più una riga.

“Allo stesso modo tu, caro lettore o cara lettrice, stai interpretando il ruolo del lettore o della lettrice e non so come lo interpreti, ma hai di certo scelto una maschera precisa al solo scopo di relazionarti a quanto stai leggendo: forse hai gli occhiali sul naso, la poltrona sotto, l’aria da intellettuale e l’occhio arricciato da critico letterario, oppure increspi le labbra nella posa di chi è più scrittore di me e potrebbe battermi a una gara di scrittura, oppure sorridi calato nel ruolo del mio amico compiaciuto in grado di riconoscere il suo amico Paolacci in queste righe. Di sicuro, nel gioco dei ruoli, nessuno di noi due ha un atteggiamento puro, cristallino, eppure nessuno dei due mente: siamo in relazione ma siamo anche soli, ognuno con se stesso, e dunque a chi mai dovremmo mentire? Ma ugualmente interpretiamo un ruolo, perché senza ruolo non sapremmo affrontare lo scambio comunicativo” (pag. 25)

Sua moglie lo incoraggia a fare il contrario, vale a dire a proseguire la scrittura raccontando però di come non voglia più scrivere il romanzo che aveva in mente – una sorta di personale Petrolio pasoliniano che sicuramente non sarebbe stato compreso dai suoi contemporanei.

“Per scrivere Piano Americano – il romanzo che non scriverò più – avevo riempito cartelle e taccuini di annotazioni, registrando buffi (quando non assurdi) fenomeni comunicativi del giornalismo contemporaneo, della politica, dei social network, ma anche una serie di riflessioni sui libri che diventavano successi in libreria e film che incassavano cifre incredibili al botteghino. Nei miei taccuini ponevo questi fenomeni della comunicazione e della cultura in cui viviamo a fronte di nomi come Orson Welles e Kubrick, Charlie Chaplin e Don DeLillo, Quentin Tarantino, David Foster Wallace, Sciascia, Walter Benjamin, Hitchcock, Pasolini” (pag. 28)

Il libro che non ha più intenzione di scrivere avrebbe un alter ego per protagonista, intento a girare un video shock su Berlusconi – nel libro anziché Berlusconi leggiamo il Merda – rigorosamente in super8, quello di una volta, ma il personaggio non sarebbe stato un personaggio normale, avrebbe avuto delle peculiarità riguardo la presenza-assenza sulla pellicola. Su una linea parallela, quella della realtà, la moglie è in procinto di dare alla luce l’altro pargolo dell’autore – stavolta di carne e ossa e non di pixel – andando a ispessire ulteriormente la trama già stratificata del metanarratore.

“Il parto indotto non è un evento naturale: non è il bambino a decidere di uscire. Dal suo punto di vista tutto accadrà senza preavviso: il suo mondo, l’utero, sarà scosso da scariche violente, bestiali e inattese, per lui misteriose. Sarà come una catastrofe incomprensibile, come un terremoto che squassa il mondo di chi nemmeno sa cosa sia un terremoto, e lui sentirà lo spostamento dell’universo, e si vedrà spinto fuori, verso qualcosa di cui non conosce l’esistenza né sente ancora la necessità. Avrà più che paura: sarà terrorizzato e indifeso. La nascita è un evento agghiacciante” (pag. 213)

Un libro scritto da un amante del cinema e della meta narrazione.

Edizione esaminata e brevi note

Antonio Paolacci, scrittore ed editor italiano (1974). Ha pubblicato “Flemma” (Perdisa Pop, 2007), Salto d’ottava (Perdisa Pop, 2010), Accelerazione di gravità (Senza Patria, 2010), Tanatosi (Perdisa Pop, 2010)Flemma (nuova versione – Morellini Editore, 2015), Piano Americano (Morellini Editore, in libreria da ottobre 2017).

Antonio Paolacci, “Piano americano – Il romanzo che non scriverò”, Morellini, Milano 2017.