Pincio Tommaso

Panorama

Pubblicato il: 17 novembre 2015

A dire il vero avevo scelto un altro libro. A poca distanza dalla cassa ho notato il nome di Pincio su una copertina grigiorossa nemmeno particolarmente attraente. Franchi e Consonni ne hanno parlato più che bene e, fosse solo per questo, mi sono detta, vale la pena leggere Tommaso Pincio. Infatti la pena è valsa tutta. Non conoscevo Pincio se non attraverso le recensioni lette e, come spesso mi capita, mi avvicino ad uno scrittore partendo dalla fine: non necessariamente un danno. “Questo libro è per chi, almeno una volta nella vita, si è innamorato di una donna [o di un uomo, ndr] senza averla mai incontrata, per chi parla coi personaggi dei libri e prima di uscire di casa se ne infila uno in tasca e inizia a camminare senza meta“. Perfetto. Corrispondo all’ideale: mi è capitato d’innamorarmi di chi non ho mai visto, parlo e non solo coi personaggi dei libri e non esco senza portarmi dietro qualcosa da leggere.

“Panorama” è un libro pieno di libri. Ma è anche l’apoteosi dell’arte della lettura perché, come mi è capitato di scrivere altrove, leggere è un’arte sottile e necessaria almeno quanto lo scrivere. Ottavio Tondi, il singolare protagonista del romanzo di Pincio, non nutre alcuna velleità scrittoria ed, infatti, non scrive nulla. Ottavio legge e riesce a fare della lettura la sua vita e il suo mestiere. Diviene persino un “lettore famoso” che si esibisce in pubblico seduto sul suo divano a leggere in silenzio. La lettura è tutto quello che lo interessa e lo fa esistere. Almeno fino all’incidente di ponte Sisto. Fino a quella tragica notte durante la quale, di ritorno da uno dei suoi incontri di sesso e letteratura con la bella Maddalena, Ottavio Tondi viene aggredito da un gruppetto di balordi in cui si imbatte mentre cammina leggendo “Bruges la morta“. L’incidente lo devasta e lo trasfigura. Ottavio non riesce più a leggere. Nel momento in cui riprende tra le mani il libro della notte di ponte Sisto sta male: “Fu assalito da un senso di nausea tale da obbligarlo a correre in bagno, dove vomitò l’anima. Ripresosi, ripeté il tentativo con risultato identico, se non peggiore. Al quarto tentativo, esausto, smise. Riprovò il giorno successivo, cambiò il libro ma gli esiti rimasero gli stessi. Dopo una settimana trascorsa a quel modo, Tondi capì che non avrebbe letto per il resto della sua vita“.

Mario Esquilino, un poeta che Ottavio ha stroncato molti anni prima, lo introduce in un universo nuovo e rivoluzionario che si chiama “Panorama”. Una piattaforma virtuale che sembra riprodurre la logica della prigione cilindrica ideata da Jeremy Bentham nel 1787. Un luogo in cui ci si sente sorvegliati anche se non se ne può avere mai la certezza. Iscriversi a Panorama implica l’obbligo di rendere costantemente visibile, attraverso una webcam, un angolo della propria casa. Ottavio punta l’obiettivo su una parete rivestita di libri ed entra a far parte di un mondo che non conosce. Con l’ingresso in Panorama, Tondi, ormai orfano delle sue letture, deve ricorrere alla scrittura ed impara a comprendere una dimensione comunicativa e relazionale a lui del tutto sconosciuta di cui all’inizio è vittima e poi solo osservatore: “Ogni pretesto era buono per aggredire, insultare, sbeffeggiare; un innocente commento sulle condizioni meteorologiche valeva quanto un attentato terroristico all’altro capo del mondo. Nulla era troppo innocente o troppo distante per scatenare una guerra di opinioni. Tondi trovava affascinante osservare le persone annientarsi a vicenda, le alleanze tramutarsi in odio viscerale e gli odi viscerali tornare ad essere momentaneamente alleanze perché un nuovo e più viscerale odio era apparso all’orizzonte“.

All’interno di Panorama Ottavio trova soprattutto Ligeia Tissot, una ragazza di una ventina d’anni più giovane di lui con la quale intrattiene un’intensa corrispondenza virtuale per quattro lunghi anni. Ottavio è attratto dal fascino e dal mistero che circondano Ligeia ed osserva con morbosa devozione il letto disfatto che la ragazza ha deciso di mostrare attraverso Panorama. Una contemplazione che l’uomo riversa nei Quaderni del letto, “un elen­co giornaliero degli oggetti che la Tissot abban­donava tra lenzuola e coperte”. Il coinvolgimento di Ottavio è totale ed assoluto. “C’erano giorni in cui non soltanto Panorama ma l’intero internet gli sembrava un tutt’uno con la ragazza dei suoi pensieri. Scriveva soprattutto per le risposte di lei, perché Ligeia gli scrivesse a sua volta e lui potesse seguitare a leggerne le parole, immaginando il suono della sua voce“. Un “amore inespresso” nato nel virtuale e mai tramutato in realtà: Ottavio e Ligeia non si sono mai incontrati per una sorta di inerzia che conduce l’amore al dovuto appassimento.

I libri si disfanno per diventare quaderni. I quaderni si liquefanno per diventare parole di pixel. Le parole di pixel si perdono nella pancia senza fine del web. Qual è il destino di chi scrive? E quale quello di chi legge? Tommaso Pincio, con la vicenda d’amore e libri di Ottavio Tondi, fa riflettere anche su quel che è o quel che sta per diventare il mondo editoriale e letterario. La riflessione su quanto senso abbia continuare a pubblicare libri che nessuno vuole leggere si insinua tra le pagine di “Panorama” e fa pensare. Pincio scrive bene, anzi benissimo. Poter scavare dentro un romanzo e rintracciare strati diversi di contenuti e di richiami è un privilegio che pochi scrittori sanno offrire. Posso affermare che, almeno stavolta, sono felice di aver cambiato idea all’ultimo istante: questo libro vale molto più di quanto lo abbia pagato.17

Edizione esaminata e brevi note

Tommaso Pincio (vero nome Marco Colapietro) è nato a Roma nel 1963. Pincio ha esordito come fumettista ed è arrivato alla scrittura solo più tardi. Il suo primo romanzo “M.” è stato pubblicato nel 1999 da Cronopio. L’anno successivo è arrivato “Lo spazio sfinito” (Fanucci) e nel 2002 “Un amore dell’altro mondo” (Einaudi) in cui viene raccontata la vita di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Negli anni successivi, Tommaso Pincio ha pubblicato “La ragazza che non era lei” (Einaudi), “Gli alieni. Dove si racconta come e perché gli extraterrestri sono giunti fra noi” (Fazi), “Cinacittà. Memorie del mio delitto efferato” (Einaudi), “Hotel a zero stelle. Inferni e paradisi di uno scrittore senza fissa dimora” (Laterza), “Pulp Roma” (Il Saggiatore), “Acque Chete” (Mirror) e “Panorama” (NN Editore). Tommaso Pincio collabora anche con riviste e quotidiani.

Tommaso Pincio, “Panorama“, Enne Enne Editore, Milano, 2015.

Pagine Internet su Tommaso Pincio: Tommaso Pincio (sito uff.) / Rai Letteratura / Wikipedia / Tommaso Pincio (Facebook)