Categoria: NN editore

Ward Jesmyn

Salvare le ossa

Esch ha solo quindici anni ed è l'unica ragazza in un mondo fatto di soli uomini. Maschio suo padre, maschi i suoi tre fratelli, maschi i suoi amici. Ed è proprio Esch, in prima persona, a raccontarci la vita a Bois Sauvage, in Mississippi. Una storia che passa essenzialmente attraverso i sensi perché Esch trasmette in maniera nitida e precisa ogni percezione visiva, uditiva, tattile. Attraverso le sue parole, attraverso le descrizioni chirurgiche e minuziose ci arriva l'esatta impressione dell'afa tipica degli Stati Uniti del sud che bagna la pelle anche senza pioggia, ci arriva l'odore polveroso...CONTINUA...

Haruf Kent

Canto della pianura

"Canto della pianura" è il primo libro della "Trilogia della pianura". A seguire, in ordine, "Crepuscolo" e "Benedizione" che, se tanto di mi dà tanto, dovrò leggere, necessariamente. Perché Haruf sembra essere una penna degna di ogni interesse. Le ragioni sono semplici esattamente come la sua scrittura. Haruf non riempie le pagine di nebulosi circuiti di parolastre, non si bea dello scrivere per il puro gusto di scrivere, non decanta personaggi insulsi e non annoia nemmeno per un istante. L'occhio di chi legge non può che godere di una scrittura pulita, semplice e luminosa e non...CONTINUA...

Pincio Tommaso

Panorama

A dire il vero avevo scelto un altro libro. A poca distanza dalla cassa ho notato il nome di Pincio su una copertina grigiorossa nemmeno particolarmente attraente. Franchi e Consonni ne hanno parlato più che bene e, fosse solo per questo, mi sono detta, vale la pena leggere Tommaso Pincio. Infatti la pena è valsa tutta. Non conoscevo Pincio se non attraverso le recensioni lette e, come spesso mi capita, mi avvicino ad uno scrittore partendo dalla fine: non necessariamente un danno. "Questo libro è per chi, almeno una volta nella vita, si è innamorato di una donna [o di un uomo, ndr] senza...CONTINUA...

Laudadio Tony

L’uomo che non riusciva a morire

Alberto Sebastiani su "Repubblica", riguardo "L'uomo che non riusciva a morire" ha giustamente evocato Dino Buzzati. Di sicuro nessuna intenzione di innalzare il pur bravo Laudadio ai vertici della letteratura italiana, ma è indubbio che la vicenda paradossale e l'incipit del raffreddore, del naso malato, inizialmente potranno far pensare al racconto "Sette piani" e poi al film di Tognazzi. Soltanto un'impressione perché, a nostro avviso, Laudadio ha sviluppato il suo racconto in maniera personale nonostante i precedenti illustri. Il reportage dal confine, come lo ha definito lo stesso autore,...CONTINUA...