Schwarzenbach Annemarie

Gli amici di Bernhard

Pubblicato il: 16 ottobre 2014

È il 1931. Annemarie Schwarzenbach ha 23 anni e decide di pubblicare a proprie spese il suo primo romanzo, “Freunde um Bernhard”. Molti apprezzano l’esordio di questa giovane scrittrice mentre sua madre Renée è piuttosto infastidita dalle velleità letterarie di Annemarie poiché non le ritiene appropriate al prestigio familiare e alla posizione sociale degli Schwarzenbach. Fino ad oggi “Freunde um Bernhard” è rimasto inedito in Italia. L’Orma Editore ha colmato questo vuoto pubblicandolo per la prima volta con il titolo di “Gli amici di Bernhard”.

Bernhard è uno dei giovani protagonisti del romanzo, ovviamente. Un ragazzo intelligente, sensibile, bellissimo e interessato allo studio della musica. Accanto a lui Ines e Gert, una coppia di affascinanti personaggi. Lei è femminile, protettiva e premurosa, lui è esuberante, spontaneo ma anche profondamente insicuro. Le raggianti gite dei tre amici, accompagnati dal candido cagnolino Flock, riempiono la prima parte del romanzo. Dopo di che perdiamo un po’ di vista Bernhard, lasciato a Parigi a studiare musica, e la storia si concentra su Gert e la sua fascinazione nei confronti di Leon, il fratello di Christina, altra travolgente figura femminile. Tra Gert e Leon nasce una storia d’amore molto inquieta che mescola l’ammirazione, la gelosia, l’adorazione e la sofferenza. Gert vorrebbe diventare un pittore autentico e di successo come Leon, ma Leon non è propriamente il maestro che Gert avrebbe desiderato.

La sensualità e l’ingenuità si combinano in tutte le vicende che coinvolgono i personaggi descritti dalla Schwarzenbach. L’innocenza della scrittrice, evidentemente, si riflette, assieme al desiderio ed alla passionalità, in ogni pagina de “Gli amici di Bernhard”. L’esplorazione della sessualità dei protagonisti del romanzo sembra somigliare a quella della stessa autrice che, comunque, mantiene un certo riserbo e un’estrema delicatezza nell’avvicinarsi a determinate tematiche. Preferisce lasciare spazio alla tenerezza, ad effusioni tenui o ad amorevoli attenzioni ma non incede mai oltre un determinato limite. D’altro canto dobbiamo immaginare che proporre un romanzo con evidenti sfumature o contenuti omosessuali non fosse così usuale negli anni ’30.

“Gli amici di Bernhard” è il ritratto di una gioventù che vuole trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo. Ragazzi che non sanno ancora con esattezza chi o cosa siano davvero, né dal punto di vista intellettivo ed artistico né dal punto di vista intimo e sessuale. Un processo di definizione di sé che passa attraverso incertezze, entusiasmi, errori, paure, desideri ed esitazioni. Alla fine, comunque, si ha la sensazione che i personaggi femminili tratteggiati da Annemarie Schwarzenbach si dimostrino molto più risoluti, determinati ed intraprendenti di quelli maschili.

La scrittura della Schwarzenbach, per quanto elegante e fluida, mostra le incertezze e le piccole debolezze di chi è agli esordi. Il carattere e la personalità delle figure che p16opolano il romanzo non sono portati alla profondità che servirebbe a svilupparne meglio l’incisività e la rilevanza letterarie. “Gli amici di Bernhard” rimane comunque una lettura interessante anche perché permette di inoltrarsi in quella fascia temporale che si inserisce fra le due Guerre Mondiali. Viene così spontaneo pensare al profondo contrasto tra le aspirazioni di una gioventù che si muove libera da una parte all’altra d’Europa e che desidera realizzare i propri sogni e il terribile destino di morte e devastazione che, da lì a qualche anno, colpirà il Vecchio Continente.

Edizione esaminata e brevi note

Annemarie Schwarzenbach è nata a Zurigo nel 1908 da una famiglia agiata e prestigiosa ed è morta a soli trentaquattro anni per le conseguenze di un incidente in bicicletta e un fatale errore nella diagnosi da parte dei medici (schizofrenia). È stata giornalista, fotografa, scrittrice e grande viaggiatrice. È una delle figure più affascinanti e controverse d’Europa nel periodo intercorso tra le due Grandi Guerre. Ha viaggiato attraverso i vari continenti e la sua vita è stata caratterizzata dall’abuso di alcol e dalla dipendenza dalla morfina. Spesso chiacchierata e criticata per le sue tempestose relazioni omosessuali e per l’ambigua amicizia con Erika e Klaus Mann, figli del famoso Thomas Mann. La Schwarzenbach è autrice di numerosi reportages, racconti, saggi e alcuni romanzi. In Italia sono stati pubblicati: “Sybille” (Casagrande), “La valle felice” (Tufani), “Morte in Persia” (e/o), “La gabbia dei falconi” (BUR), “Dalla parte dell’ombra”, “La via per Kabul”, “Oltre New York” e “Ogni cosa è da lei illuminata” (Il Saggiatore), “Gli amici di Bernhard” (L’Orma Editore).

Annemarie Schwarzenbach, “Gli amici di Bernhard“, L’Orma Editore, Roma, 2014. Traduzione di Vittoria Schweizer. Titolo originale “Freunde um Bernhard“, Amalthea Verlag, Zurigo, 1931.

Pagine Internet su Annemarie Schwarzenbach: Sito ufficiale / Wikipedia / Libreria delle Donne (Milano) / “Une suisse ribelle” (Trailer documentario)