Ricapito Francesco

Reportage dall’Azerbaigian: la Metropolitana di Baku

Pubblicato il: 23 settembre 2014

Azerbaigian mappa

Questo è il primo di una serie di miei reportage da Baku, capitale dell’Azerbaigian, nella quale ho trascorso nove mesi da studente universitario, grazie a un Erasmus. Si tratta di un paese del Caucaso ancora poco conosciuto in Italia e che spero possa incuriosire più di qualcuno.

La metropolitana di Baku non ha né l’estensione né la complessità delle metropolitane di grandi città come Parigi o Londra. Pur trattandosi della più grande città del Caucaso, Baku ha comunque poco più di due milioni di abitanti. Se avete già sentito nominare la sua metropolitana forse è a causa dell’incidente che nel 1995 ha causato ben 337 vittime e 270 feriti, non certo un motivo di vanto. Oggi si può dire che non è meno sicura di molti treni regionali italiani, presenta tuttavia delle caratteristiche che, agli occhi di uno straniero, la rendono interessante. La sua costruzione risale al 1967 e quindi al periodo in cui l’Azerbaigian apparteneva all’Unione Sovietica. Anche se dagli anni Sessanta la situazione è decisamente cambiata e oggi l’Azerbaigian è un paese indipendente che bussa alle porte dell’Unione Europea, ben poco è variato nella metropolitana, che assomiglia sempre più ad una cartolina del passato. Alcuni elementi sono stati aggiunti negli ultimi anni, come i tornelli automatici o gli schermi che segnalano la direzione dei treni, ma per il resto è presumibile pensare che quello che si vede oggi sotto la superficie di Baku non è poi così differente da ciò che avremmo visto una trentina di anni fa. Il sistema si compone di due linee, la rossa e la verde, le quali permettono di arrivare abbastanza rapidamente in tutti i punti importanti della città.

Recentemente sono stati avviati alcuni lavori per l’ampliamento delle linee esistenti, la linea verde per esempio, alla fine avrà un percorso circolare che correrà tutto intorno al centro. È prevista anche la creazione di nuove linee, che permetteranno di arrivare in altri punti della città attualmente non serviti da questo mezzo. Chi ha visto solo metropolitane “occidentali” , potrà rimanere stupito da quella di Baku, prima di tutto per le stazioni: lo stile sovietico salta agli occhi immediatamente, anche a chi non ha mai visto costruzioni sovietiche prima. I costruttori hanno voluto dare una certa eleganza al luogo, cercando tuttavia di mantenere un tono di solennità e austerità, che si può ritrovare anche in molti vecchi edifici sovietici sparsi per Baku. Dal punto di vista estetico non si può certo dire che sia lo stile più piacevole da guardare, ma attira comunque l’attenzione se non altro per la sua particolarità e diversità rispetto a quello a cui siamo abituati. Spesso sulle pareti delle stazioni si possono ammirare mosaici dai colori ormai spenti e di difficile interpretazione per uno straniero, in alternativa le piastrelle sui muri formano dei motivi floreali, pure questi dai colori piuttosto spenti.

Normalmente una stazione si compone di una passerella centrale ai cui lati passano i treni. Sugli altri due lati ci sono le scale che portano i passeggeri sulla passerella. Il soffitto è sorretto da due file di maestose colonne che spesso presentano inserti verticali in metallo dorato, che contribuiscono ad accentuare la sensazione di trovarsi in una sorta di tempio greco. Forse perché appunto costruita in tempi meno tecnologici, sui muri laterali che si trovano oltre i binari, sono infisse targhe colorate in cui viene indicata la direzione del treno che viaggia su quel binario. La targa rosso scuro o verde scuro (a seconda della linea in cui ci si trova) indica la stazione ed è la prima della fila, le altre invece sono di un rosso o di un verde più acceso ed indicano quali sono le stazioni successive. Un sistema molto semplice e chiaro che si rivela indispensabile le prime volte che si usa la metropolitana. Alcuni schermi sono posizionati sopra le imboccature dei tunnel e confermano la direzione del treno che passa su quel binario. I treni in sé, quando non sono coperti da cartelloni pubblicitari, hanno un colore che va dal blu scuro al verde scuro e sono decorati esternamente con rifiniture argentate lungo i lati: questo dona un tocco vintage al convoglio, ma lo fa pure assomigliare ad una giostra piuttosto che ad un mezzo pubblico. L’interno delle carrozze ha un generale colore beige e mostra chiaramente i segni del tempo, ciononostante risulta comunque più che accettabile. La pulizia è buona, finestrini e sedili sono intatti. Una nota negativa va ai tubi di sostegno per i passeggeri: sono fastidiosamente scivolosi e non permettono una presa salda in caso di frenate o accelerate improvvise. Una regola non scritta di tutti i passeggeri e che s’impara subito è che nelle carrozze di Baku, così come in tutti gli altri mezzi pubblici e in parecchie altre occasioni di vita quotidiana, vige un solido codice cavalleresco. Gli uomini possono sedersi se c’è posto, ma nel momento in cui una donna (di qualsiasi età, aspetto, condizione fisica o religione), un bambino, o un uomo di una certa età, varcano la soglia del vagone, qualunque uomo dalla pubertà fino alla vecchiaia, si alza immediatamente per cedere il posto senza sbuffare e senza dare il minimo segno di fastidio o di rabbia. Un sistema ben diverso dal nostro, dove di solito il posto si cede solo alle vecchiette con girello e quattro viti nell’anca e un punto a sfavore di quelli che credono che tutti i musulmani trattino le donne come nel Medioevo.

Il fatto più curioso e allo stesso tempo divertente avviene all’arrivo in ogni stazione: qualche secondo prima che il treno si fermi, dagli altoparlanti una pacata voce femminile annuncia la stazione in cui si sta arrivando, ma tale annuncio è sempre preceduto da un motivetto musicale di qualche secondo, che cambia a seconda della stazione. Si può andare da una rapida serie di note su un pianoforte ad un’allegra marcetta. Al limite del comico è la pomposa marcia trionfale che si sente all’arrivo nella stazione di Koroglu. Un’altra caratteristica saliente della metropolitana di Baku è la mancanza di aria condizionata, sia nelle stazioni che nelle carrozze. Fortunatamente Baku è una città ventosa e spesso nelle stazioni c’è un po’ di brezza, tuttavia è consigliabile non correre per prendere un treno altrimenti si rischia di pagarne le conseguenze passando tutto il viaggio ad asciugarsi il sudore dalla fronte. La situazione non è così disastrosa finché la carrozza non è affollata ed è in movimento, ma quando ci si trova in orario di punta presso una delle stazioni del centro città, la temperatura nelle carrozze diventa effettivamente difficile da sopportare. Data la mancanza di aria condizionata, i treni viaggiano con i finestrini aperti e questo rende praticamente impossibile ogni tipo di conversazione mentre il treno è in movimento, ciò dà però modo di apprezzare e di sperimentare sulla propria pelle il fenomeno della propagazione e amplificazione dei rumori in uno spazio chiuso quale un tunnel sotterraneo. Come spesso accade in tutte le metropolitane del mondo, si possono trovare persone che cercano di vendere la loro merce tra una stazione e l’altra. Nella metropolitana di Baku potete avere la possibilità di trovare qualcuno che cerca di vendervi delle penne all’eccezionale prezzo di 4 penne per 20 centesimi. Mentre Baku, nella sua componente esteriore, sta rapidamente cambiando e cerca sempre più di “occidentalizzarsi”, ben riuscendovi nel centro città, dove sta tentando di cancellare la sua storia recente, dall’altro lato, quello sotterraneo, non può nascondere le sue origini e la sua storia, che in questo caso, corrono poco sotto i grattacieli, i fast-food e le macchine di lusso.

P.s. Nella metropolitana non è possibile fare foto, così come a strutture governative, edifici pubblici e basi o veicoli militari e pertanto le immagini qui allegate sono state prese da siti autorizzati dal governo locale.

Per approfondire:

http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitana_di_Baku

http://www.mapametro.com/it/mapa-metro-de-baku/—

Francesco Ricapito, settembre 2014