Zweig Stefan

Mendel dei libri

Pubblicato il: 27 dicembre 2017

Uomini che vivono di e per i libri. Jakov Mendel, il protagonista della novella di Zweig, è uno di loro. Mendel è un ebreo galiziano ed occupa da anni un tavolo presso il Caffè Gluck di Vienna. È divenuto, soprattutto tra gli accademici della città austriaca e tra gli amanti dei libri, una leggenda. Perché Mendel conosce tutti i libri: titolo, autore, edizione, luogo di pubblicazione, prezzi nuovo e usato. Dal suo tavolo al Caffè Gluck, l’uomo studia quantità infinite di cataloghi librari e così impara quanto bisogna sapere. Mendel non legge i libri, Mendel ne conosce l’esistenza. Egli non dimentica nulla, è aggiornato e precisissimo, la sua memoria è prodigiosa e assolutamente non comune. Tanti i professionisti, gli esperti, i docenti, i collezionisti che ricorrono alla sua competenza e al suo sapere.

Nell’atto di studiare, la concentrazione di Mendel è totale e perfetta come una preghiera, infatti apprende i suoi cataloghi dondolandosi nel tipico movimento degli ebrei oranti e niente e nessuno sa distoglierlo da questo stato quasi estatico. Il suo è un autentico rituale che si ripete, giorno dopo giorno, nel completo rispetto della sacralità della conoscenza e del mondo immenso ed irripetibile rappresentato dai testi stampati: “Al di là dei libri quell’uomo straordinario non sapeva nulla del mondo, perché per lui tutti i fenomeni dell’esistenza acquistavano realtà solo dopo la loro fusione in caratteri da stampa, dopo essersi raccolti e per così dire sterilizzati in un libro“.

Mendel, quindi, non si interessa a null’altro che ai libri. Sono la sua vita, sono il suo piccolo commercio, a loro ha consacrato il proprio impegno e il proprio amore. Tutto il resto non lo sfiora. Almeno fino al momento in cui, nel 1915, in piena Guerra Mondiale, un gendarme e un agente della polizia segreta lo prelevano dal suo tavolo al Caffè Gluck. Lo interrogano: Jakov Mendel, anzi, per l’esattezza, Jainkeff Mendel, è un russo che non ha mai ottenuto la cittadinanza austriaca e che vive a Vienna ormai da più di trent’anni. Perché non lo ha mai dichiarato a nessuno? Perché non si è mai presentato alle autorità? Non ha mai letto un proclama? Non ha mai letto un giornale? No. Mendel non ha fatto nulla di tutto questo. E la legge degli uomini, le regole della Storia con i suoi burocrati inopportuni ed alacri lo puniscono severamente a causa della sua ingenua noncuranza, del suo vivere distaccato e diverso.

Jakov Mendel è simile a Stefan Zweig. “Mendel dei libri” viene pubblicato nel 1929, Stefan Zweig è già uno scrittore famoso. È un ebreo ma, come egli stesso scrive nella sua autobiografia, prima che il nazismo gli ricordasse le sue origini, era stato solo un laico non praticante. Come Mendel, Zweig è un bibliofilo appassionato, un collezionista di testi introvabili e rari, un amante di oggetti antichi e molto belli. Come Mendel, Zweig è cittadino del mondo, ha una visione aperta dell’Europa e non dà peso ai confini internazionali o ai campanilismi tanto violenti che caratterizzano il momento storico che accompagna la nascita o la fine delle nazioni. Come Mendel, Zweig viene “punito” dal regime perché viene scoperto ebreo e, proprio per questo, nel 1933 le sue opere vengono mandate al rogo.

“Mendel dei libri” è una novella di poco più di cinquanta pagine. Ciò non toglie nulla all’intensità della vicenda né al fascino del suo stravagante protagonista. La figura di Jakov Mendel non può non ricordare gli uomini-libro che, qualche decennio più tardi, Ray Bradbury rese celebri con il suo “Fahrenheit 451” e che in seguito Truffaut raccontò anche al cinema. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a persone che vogliono tenere salda e intatta una serie di conoscenze e lo fanno attraverso la testimonianza rappresentata dai libri, Mendel acquisendo informazioni su tutto quanto è stato pubblicato, gli uomini-libro di Bradbury imparando a memoria intere opere letterarie.

Edizione esaminata e brevi note

Stefan Zweig nasce a Vienna nel 1881 da una ricca famiglia ebraica. Si laurea in Filosofia nel 1904. Appassionato viaggiatore, ha modo di conoscere numerosi luoghi del mondo e di incontrare alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del tempo: Auguste Rodin, Hermann Hesse, James Joyce, Ferruccio Busoni. Zweig diviene famoso come romanziere, traduttore, biografo e librettista. La sua produzione letteraria è ricca e molto varia, anche se in Italia non tutti i suoi libri sono stati tradotti. Nel 1934 Zweig lascia l’Austria per spostarsi in Inghilterra e nel 1940 si trasferisce definitivamente negli USA al pari di tanti altri esuli ebrei. Il 22 febbraio del 1942, a Petrópolis, cittadina a nord di Rio de Janeiro, Stefan Zweig muore suicida assieme alla seconda moglie Lotte Altmann.

Stefan Zweig, “Mendel dei libri”, Adelphi, Milano, 2008. Traduzione di Ada Vigliani. Titolo originale “Buchmendel“.