Schneider Helga

Heike riprende a respirare

Pubblicato il: 10 ottobre 2011

Spiegare la guerra ai bambini non è semplice. Così come non è semplice far comprendere loro l’orrore della morte e della distruzione che ogni guerra porta con sé. Eppure è fondamentale che anche i più piccoli, giunti ad un’età adeguata, vengano messi a confronto con gli episodi più tristi della nostra storia.

Con “Heike riprende a respirare” Helga Schneider torna di nuovo a parlare con i bambini e lo fa ricorrendo ad una protagonista bambina, Heike per l’appunto.

Siamo a Berlino, anno 1945. La guerra è appena finita, Hitler è stato sconfitto e i soldati russi ed americani si sono spartiti la città. Berlino fatica a riprendersi perché manca tutto: l’acqua, il cibo, le abitazioni, l’elettricità, la sicurezza.

Heike e sua madre vivono in uno scantinato con quel poco che sono riuscite a salvare dalla loro casa bombardata. La bambina spera che suo padre, partito per la guerra, possa tornare presto. Ogni giorno chiede al melo in giardino quando ciò avverrà ma l’albero, che spesso la consola e la consiglia, non è in grado di dirglielo. Il melo è un amico saggio e rassicurante e, proprio come il personaggio magico di una fiaba, risponde con dolcezza alle domande di Heike. A parte questa fantasiosa presenza, la vita della bimba è costellata di difficoltà e paure. Il suo mondo, già complicato dalla guerra e dalla penuria, viene ad essere definitivamente travolto quando sua madre, rimasta sola e con un trauma interiore mai sanato, sceglie di suicidarsi. Di fronte alla sua morte Heike scappa. Non ha altra difesa se non quella di fuggire da un evento tanto insopportabile. Neanche il ritorno improvviso di suo padre riesce a darle la serenità che tanto sperava. L’uomo è stato trasformato dalla prigionia, dal dolore e dalle brutture della guerra e non riesce a dare alla bambina il sostegno e l’amore che lei si sarebbe aspettata.
Nonostante le premesse possano sembrare tanto negative, la Schneider prepara per Heike e il suo papà un lieto fine. Proprio come si conviene ad una storia adatta a lettori molto giovani.

Con “Heike riprende a respirare” la scrittrice tocca tematiche forti e, nel contempo, delicatissime. Argomenti come la guerra, la devastazione, la morte, il suicidio, la malattia vengono collocate accanto ad un personaggio ancora troppo gracile ed impreparato verso il quale si prova affetto e un pizzico di compassione. La ricostruzione, evidentemente, non è solo quella che deve coinvolgere Berlino, ridotta ad un gigantesco ammasso di macerie, ma è anche quella, ancora più ardua, che deve riguardare le coscienze e le vite di chi è sopravvissuto alla guerra. Un processo lunghissimo e laborioso che passa attraverso esperienze spesso strazianti che non sempre danno i risultati attesi. Misurarsi con le proprie speranze e con le frequenti disillusioni diviene una prova quotidiana per Heike la quale, come spesso fanno i bambini, ha imparato a guardare i grandi con una lucidità invidiabile.

Considerando che ci troviamo di fronte ad un libro per ragazzi, la scrittura mantiene registri adatti ad una comunicazione semplice, diretta e chiara.

Edizione esaminata e brevi note

Helga Schneider è nata nel 1937 in Polonia. Poco più tardi i suoi genitori si trasferiscono a Berlino. Nel 1941, mentre suo padre era impegnato al fronte, la madre di Helga abbandona lei e suo fratello Peter per divenire membro delle SS, guardiana nel campo di Ravensbruck prima ed Auschwitz-Birkenau poi. Suo padre si risposa l’anno successivo ed Helga viene spedita dalla matrigna in istituti di rieducazione perché considerata una bambina problematica. Sua zia, nel 1944, porta Helga e Peter a visitare Hitler nel suo bunker. Più tardi la famiglia torna a vivere in Austria. L’esordio letterario di Helga Schneider avviene nel 1995 con “Il rogo di Berlino”. La scrittrice, cittadina italiana, vive a Bologna dal 1963. 

Helga Schneider, “Heike riprende a respirare”, TEA, Milano, 2011.