Nogaro Raffaele, Tanzarella Sergio

Francesco e i pentecostali

Pubblicato il: 10 settembre 2015

Il pastore Giovanni Traettino, in occasione dell’incontro con papa Bergoglio, ha citato S. Francesco: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile” (pp.153). La frase non è di semplice circostanza ma rivela una sensibilità – francescana appunto – che ha molto a che fare con il nuovo pontificato di Jorge Bergoglio: a  Caserta, il 28 luglio 2014, l’abbraccio tra il Papa e la locale comunità pentecostale ha in qualche modo rotto un tabù e mostrato cosa vuol dire teologia dell’accoglienza e “diversità riconciliata”. Raffaele Nogaro e Sergio Tanzarella, gli autori del libro edito dal “Pozzo di Giacobbe”, hanno inteso prendere spunto proprio dall’incontro tra il Papa e il pastore evangelico della Chiesa della Riconciliazione per raccontare il senso profondo di vicende antiche e moderne, che spesso hanno visto la persecuzione e la discriminazione dei pentecostali, anche nel primo decennio della Repubblica. Le parole di Nogaro, vescovo emerito di Caserta, soprattutto sono incentrate sulla rilettura dei testi sacri alla luce del pontificato di Francesco, certamente non negando le difficoltà e le palesi ostilità che l’attuale Papa ha scatenato all’interno dello stesso mondo cattolico. Da qui il breve accenno a Messori, classico convertito che fa il paio con i Socci della situazione e gli atei devoti. Un’ostilità nei confronti degli atteggiamenti di Bergoglio che si può comprendere perfettamente grazie a quanto scrive Nogaro: “L’incontro libero e privato di papa Francesco con il pastore Giovanni Traettino è il segno che il dialogo ecumenico, non è più dialogo politico di confronto dottrinale, ma un dialogo di amicizia, per la gioia di ritrovarsi col fratello” (pp.73). In questo contesto è stato possibile parlare dell’ecumenismo “del poliedro”: “Fra i cristiani non c’è l’unità della sfera, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, tutti uguali. Questa è uniformità e lo Spirito non fa uniformità. Si pensi al poliedro in cui tutte le parti sono diverse e ognuna ha la sua peculiarità, il suo carisma. Questa è unità nella diversità” (pp.79). Nogaro quindi parla di Bergoglio non più come “papa della politica e della dottrina” ma come “papa della Misericordia” (pp.53), coerentemente con quanto possiamo leggere nelle Sacre Scritture: “Gesù, peraltro, è al di sopra di ogni religione. Egli è la fede nell’uomo (cf Eb12,2)” (pp.44). Ed ancora, nella considerazione che bisogna vivere il Vangelo senza ridurlo ad una morale, a una precettistica o a una ideologia: “La sua religione [ndr: di Gesù] non è una legge esterna da osservare, ma una forza interiore da accogliere”; “Qui vi è uno più grande del tempio (Mt 12,6; cf Lc 21,5-6)” (pp.26).

Sergio Tanzarella ha inteso invece raccontare i pentecostali, e conseguentemente il significato dell’incontro di Caserta, nel duplice ruolo di storico e di testimone; ed ancora una volta tornando sull’immagine del poliedro: “dove le diversità vengono accolte come ricchezza, né negate né annullate. Lasciando poi allo Spirito il compito di ricomporle nell’unità” (pp.88). Secondo Tanzarella emerge che “per Francesco è bandita ogni forma di proselitismo, ogni conquista come conversione forzata al cattolicesimo” (pp.90), collegando questa posizione con quella assunta da Angelo Roncalli quasi cent’anni fa in merito al rapporto con gli ortodossi; e, in merito alle persecuzioni patite dai pentecostali, con la cosiddetta “purificazione della memoria” che avrebbe rappresentato “l’elemento più originale – più osteggiato, misconosciuto ed oggi dimenticato – del pontificato di Giovanni Paolo II” (pp. 95).

Una memoria fatta appunto di persecuzioni, o, nella migliore delle ipotesi, di autentici pregiudizi che Tanzarella, questa volta proprio nelle vesti di storico, ha inteso ricostruire a partire soprattutto da quanto accaduto nel XX secolo, in particolare dall’emanazione della famigerata circolare di Buffarini Guidi nei confronti dei pentecostali: direttive che per la prima volta facevano riferimento alla “razza”. L’atteggiamento ostile dei cattolici nei confronti del movimento pentecostale, peraltro ricambiato, e che si era nutrito per decenni di denunce grottesche, evidentemente condizionò la politica anche nei primi dieci anni della Repubblica. Si pensi a Scelba che nel 1953, nonostante la presenza in Costituzione dell’art. 19 C., affermò che “l’esercizio del cosiddetto culto pentecostale non è ammesso in Italia”. Ostilità presente anche negli ambienti accademici. Tanzarella ricorda l’opera di Piero Chiminelli che ancora nel 1955 catalogava i testimoni di Geova tra i componenti del protestantesimo e giudicava il pentecostalismo reo di infrangere il buon costume e l’ordine pubblico; per non parlare del noto biblista Francesco Spatafora che nel 1975 pubblicò un libro che accostava impropriamente i pentecostali ancora una volta ai testimoni di Geova. L’emerito professore così scriveva dei suoi contatti con i pentecostali: “ho constatato in questi poveri traviati un intorbidamento della pupilla” (pp.140).

Premesse che hanno reso per anni difficilissimo ogni tentativo di dialogo tra i cattolici e gli aderenti a questo movimento evangelico. Con papa Francesco sembra che il clima sia decisamente cambiato, tanto che il pastore Giovanni Traettino, nel discorso in apertura all’incontro di Caserta, ha voluto citare il cardinale Piovanelli di Firenze che, a chi gli chiedeva una previsione per il terzo millennio, preconizzava: “Sarà un epoca in cui si ritornerà ai principi fondamentali del cristianesimo” (pp.149).

Edizione esaminata e brevi note

Raffaele Nogaro, (Gradisca di Sedegliano, 1933) è vescovo emerito di Caserta. Ha pubblicato “Peppino Diana. Il martire di Terra di Lavoro” (Il Pozzo di Giacobbe, 2014) e “Non lasciateci rubare la speranza” (Il Pozzo di Giacobbe, 2015).

 

Sergio Tanzarella, è ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dove dirige l’Istituto di Storia del cristianesimo. E’ inoltre professore invitato presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Tra le sue pubblicazioni: “La purificazione della memoria. Il compito della storia tra oblio e revisionismi” (Edb, 2001), “Gli anni difficili. Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le Esperienze pastorali” (Il Pozzo di Giacobbe, 2008). Ha collaborato a “Cristiani di Italia. Chiese. Società. Stato 1861-2011” (Treccani, 2011).

Raffaele Nogaro, Sergio Tanzarella, “Francesco e i pentecostali. L’ecumenismo del poliedro”, Il Pozzo di Giacobbe (collana Oasi), Trapani 2015, pp. 160.

Luca Menichetti. Lankelot, settembre 2015