Si tratta di un romanzo che decide di affrontare un tema delicato ma sempreverde, visto che è parte dell’esperienza umana: la morte. In particolare il libro si focalizza sul suicidio, che nel macro argomento della morte, è forse uno degli aspetti più complicati.
Il romanzo è ambientato a Ladispoli, il protagonista si chiama Riccardo, 33 anni, laureato e parecchio disilluso dalla società e dalle poche possibilità che offre. Negli anni però Riccardo ha scoperto di avere un talento particolare: riesce a riconoscere il dolore altrui e aiuta chi ha deciso di congedarsi dalla vita a trovare il modo migliore per farlo.
Leggendo una premessa così, a molti passerebbe subito la voglia di leggere questo libro, la morte appunto, non è un tema a cui vorremmo pensare troppo spesso. Se si riesce però ad andare oltre questo primo ostacolo e si apre il libro, si capisce da subito che abbiamo davanti un’interessante riflessione sulla fragilità umana e sulla necessità di comprendere il dolore degli altri.
L’autore, Valerio Valentini, ha uno stile preciso e asciuto, evita lunghe descrizioni e mantiene un tono razionale e diretto. Il protagonista, inizialmente percepito come un facilitatore di suicidi, si rivela invece una persona profondamente umana, sofferente e bisognosa di aiuto. La scrittura è cruda e diretta e Riccardo affronta il tema della morte con una razionalità spietata, ma anche con una profonda consapevolezza della fragilità umana: “Ma un uomo che cerca clemenza in un cappio, senza dover più rispondere a inutili domande e baci a Natale e Pasqua, lo capisco. E ora che posso, se ha bisogno di me per stringere il nodo, lo aiuto.” Come vediamo, una riflessione brutale e senza filtri sulla disperazione e sulla ricerca di una via d’uscita, che Valentini racconta con una prosa incisiva e senza compromessi.
Il romanzo è coraggioso nel suo approccio e riesce a suscitare emozioni forti nel lettore, spingendolo a riflettere su quanto spesso si trascurino i sentimenti altrui. La costruzione della narrazione è intensa, alterna presente e flashback, delineando così un vero e proprio percorso per Riccardo nell’esplorazione del suo rapporto con la morte.
Si tratta di un libro che non lascia indifferenti, capace di scuotere e far emergere domande profonde sulla vita e sulla sua conclusione, una lettura certamente intensa e provocatoria, non lo consiglio a chi ha mai avuto pensieri suicidi, ma lo consiglio a chi ha voglia di farsi qualche domanda sul suo rapporto con la morte.
Edizione esaminata e brevi note
Valerio Valentini, “Ci Sono Molti Modi”, Edizioni Reader for Blind, 2024, Ladispoli.
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