“Papa Francesco è un papa che non ricusa il parlare franco rivolto a tutti o l’agire imprevedibile: atteggiamenti che gli hanno attirato consensi, dissensi e dissapori nella stessa gerarchia ecclesiastica” (p.46). Angelo Angeloni nel suo “Il giubileo di Francesco” ripercorre il pensiero e gli scritti di Jorge Mario Bergoglio, soprattutto mettendone in luce gli aspetti anche “inusuali, sorprendenti per come la gente è abituata a vedere il papa” (p.7). Atteggiamenti, convinzioni che, se gli hanno procurato ammirazione e consensi, allo stesso tempo lo hanno reso bersaglio di un odio spesso ben dissimulato. A parte quello consueto dei fanatici, odio dei cosiddetti “clericali” – ne scrivevo tempo fa sul “Il papa gesuita” di Vittorio V. Alberti riguardo la sua ferma opposizione al clericalismo interpretato come “mancato approfondimento della fede, un atteggiamento autoreferenziale che diventa mondanità spirituale” – ma anche da parte di coloro che sono abituati all’apparire o al cosiddetto “politicamente corretto”.
In sostanza Angeloni, nel voler dare rilievo agli aspetti più rilevanti del pontificato di Bergoglio, ha creato un’antologia fatta di affermazioni che fino a quel momento non è che fossero ignote gli alti prelati della Chiesa, ma sicuramente mai espresse con una tale perseveranza e convinzione. Leggendo “Il giubileo di Francesco” ci possiamo rendere conto come probabilmente le parole chiave per meglio descrivere l’operato di Bergoglio siano “ecumenismo nello spirito della carità e della fratellanza”. Quindi su tutto attività missionaria, “camminare uniti nelle differenze”, e dialogo ad oltranza: “dialogare con tutti”, senza preconcetti.
Dialogo che, in tutta evidenza, di questi tempi, pur con papa Francesco sul soglio di Pietro, è sembrato evaporarsi di fronte ai rinnovati fanatismi tipici degli esseri umani. Se poi “martellante” è la condanna senza se e senza ma della “terza guerra mondiale a pezzi”, anche in questo caso il fanatismo è stato il vero avversario del papato. Basti pensare alla frase riportata da Angeloni: “E’ più forte chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare. Hai vergogna, ma con quante morti finirà? Non abbiate vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggiore […] Il negoziato non è mai una resa. E’ il coraggio per non portare il paese al suicidio” (p.41).
In un contesto in cui i media e la politica sono in mano a impavidi combattenti nel salottino di casa, non possiamo non ricordarci dello scandalo suscitato da queste parole. Va detto che Angeloni evita rigorosamente di accanirsi sulle polemiche originate dal credo di Bergoglio. Semmai, pur col pretesto degli scritti sul giubileo, delinea soprattutto il suo impegno civile, contrastando un “opinionismo diffuso e spettacolare” (p.97), mentre – ovviamente – di fronte alle tragedie che noi occidentali viviamo da semplici spettatori, occorrerebbe ben “altra profonda conoscenza e pacata riflessione”.
Profonda conoscenza che viene regolarmente infranta da un’altra categoria di odiatori di Bergoglio: i negazionisti della crisi climatica. Difatti nel libro troviamo anche dei brani tratti dai numerosi appelli in cui papa Francesco, a partire dalla Lettera apostolica “Laudate Deum”, denuncia lo sfrenato sfruttamento della natura da parte delle grandi potenze economiche, che così abbandonano quella cultura del limite che dovrebbe essere propria di ogni essere umano responsabile. Insomma, in un contesto come quello attuale, tra bellicisti da salotto, fanatici di ogni risma, menefreghisti iperliberisti, senza ombra di dubbio gran parte del cordoglio dispensato al momento della sua morte ha rappresentato una colossale ipocrisia.
La lettura delle parole di papa Francesco – e quindi anche del libro di Angeloni – ci potrà mostrare, grazie alle abissali distanze tra gli appelli di Bergoglio e quanto sta accadendo, il livello di fariseismo in cui tutti noi siamo immersi.
Edizione esaminata e brevi note
Angelo S. Angeloni, ha insegnato Letterature classiche e italiana nei licei. È stato autore di programmi radiofonici. Ha collaborato alle pa-gine culturali di numerosi giornali e riviste. Nelle edizioni Armando ha pubblicato: F. Ferrarotti, Conversazioni sulla sociologia (2011); G. Ferroni, Conversazioni sulla letteratura (2019); R. Shmuel Di Segni – V. Paglia S. – Ramadan, Conversazioni con le religioni abramitiche (2019); con F. Mastrofini, Etica Ecologia Responsabilità (2021); Conversazione sulla storia (2023); Dante e il primo Giubileo (2025).
Angelo S. Angeloni, “Il giubileo di Francesco. L’addio a un Papa diverso”, Armando editore (collana Scaffale aperto), Roma 2025, pp. 119
Luca Menichetti. Lankenauta, giugno 2025
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