Vecchi Davide

Matteo Renzi. Il prezzo del potere

Pubblicato il: 1 gennaio 2017

Esistono dei renziani sfegatati che fino a poco tempo fa si dicevano altrettanto accaniti antiberlusconiani. Cosa poi sia successo non è dato sapere: se in realtà il presunto antiberlusconismo fosse pura malafede, motivato non da etica e valori  ma dall’appartenenza di partito; se invece il virus dello “storytelling”, scambiato per realtà, abbia attecchito anche nei più insospettabili. Certo è che la lettura del libro-inchiesta di Davide Vecchi, “Matteo Renzi. Il prezzo del potere”, malgrado sia scritto bene e con riscontri rigorosi, potrebbe gravemente infastidire questi simpatizzanti dell’ex premier, proprio perché qui viene svelato in maniera impietosa cos’è il renzismo: un sistema fatto di manovre opache, di incredibile spregiudicatezza, cementato da un fiume ininterrotto di balle; tale da poterlo definire, senza alcuna esagerazione, l’evoluzione senile del berlusconismo, dove ancor di più cialtroneria, ignoranza e arroganza diventano tratti distintivi di una voglia sfrenata di potere.

Da questo punto di vista la quarta di copertina del libro sintetizza con efficacia i contenuti di un libro che – ripetiamolo – svela il vero volto di un premier “cinico, politicamente ricattato e ricattabile, chiuso in se stesso e nel suo bunker come i leader a fine carriera” (M.T.): “la fotografia di come funziona oggi il potere in Italia. Una storia in ombra. Dentro e dietro la cronaca, questo libro, supportato da documenti e testimonianze inediti, racconta tradimenti, retroscena, intrighi di palazzo che hanno segnato la scalata di Matteo Renzi. Dal gennaio del 2014 fino a oggi. Le trame finora mai rivelate che hanno portato alle dimissioni di Enrico Letta. Incarichi, poltrone, appalti distribuiti come un conto da pagare. Le manovre per difendere gli indifendibili. I segreti e le carte più scottanti dello scandalo Banca Etruria, che ha visto coinvolti il padre dell’attuale ministro per le Riforme istituzionali Maria Elena Boschi e l’intero governo. I rapporti tra Boschi senior e l’onnipresente “buon amico” Flavio Carboni. La longa manus di lobbisti come Gianmario Ferramonti. Le strategie per coprire e ammorbidire la vicenda del padre, Tiziano Renzi, che ancora oggi resta misteriosa. La storia mai rivelata di Marco Carrai, il Richelieu del governo, con un ventaglio di società all’estero che a lui fanno riferimento e soci che risultano avere importanti interessi da difendere in Italia. Ma il prezzo del potere non è pagato solo con favori e premi. Molti sono gli uomini eliminati. Amici diventati ingombranti o inutili e per questo messi da parte. Storie che sembrano la trama di una fiction ma sono tutte documentate. Sono il ritratto della politica italiana”.

Soprattutto ha ragione Marco Travaglio, l’autore della prefazione, quando scrive che è “impressionante notare, leggendo questo libro, l’abisso che separa le parole dai fatti, le promesse dalla realtà” (pp.XIV). Nessuna “rottamazione” di intrallazzi, anzi un loro rilancio, come possiamo cogliere dalle intercettazioni, una scalata al potere ancor più cinica e spietata che non conosce la parola lealtà; resa possibile in un paese gravemente confuso e, come sempre accade, molto indulgente con i ducetti e con i chiacchieroni. Una conquista del potere che, come già svelato nel precedente “L’intoccabile”, ha molto a che fare con Silvio Berlusconi; fin dai tempi della candidatura alla presidenza della Provincia di Firenze: qualche critica reciproca a beneficio di telecamera ma poi, con discrezione, scambi di favori (vedi il ruolo di Verdini) e, almeno per un certo periodo, l’idea di fare di Renzi premier di un centro-destra privo di figure carismatiche e capaci di perpetuare le televendite dell’ex cavaliere (vedi il documento “Rosa tricolore”).

Un esempio lampante è quello della punibilità della frode fiscale sotto il 3 per cento dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato. Quello che non fu possibile col governo Letta è diventato, premier Renzi, un codicillo infilato “all’ultimo minuto utile, alle diciotto del 24 dicembre 2014  – nel decreto attuativo della delega fiscale” (pp.20). Pochi mesi prima il “Patto del Nazareno”: “un accordo complessivo che garantisce l’equilibrio al futuro governo Renzi in cambio di nomine e provvedimenti legislativi che aiutano il Cavaliere, anche con la giustizia” (pp.21).

Lo “storytelling” renziano, come sappiamo, ci racconta di riformismo, sviluppo, trasparenza, lotta alla corruzione, e così via. Quello che avviene nel territorio sembra però smentire questa visione così ottimistica e  virtuosa. Possiamo leggere un brano tratto dal capitolo “Da Mafia Capitale alla fondazione Open” (e qui facile immaginare che alcuni lettori, soprattutto toscani, potranno ricordare l’accanimento del Pd nel sostenere opere come il tunnel tav di Firenze, l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, l’inceneritore di Sesto): “Altro esordio di rilievo tra i nuovi finanziatori della Open [ndr: la fondazione che “supporta le attività e le iniziative di Matteo Renzi”], è quello di Corporación América Italia, la holding argentina guidata da Eduardo Eunerkian. Il gigante internazionale con profitti annui da due miliardi di dollari scopre la fondazione di Renzi nell’estate del 2014 e stacca subito un assegno da venticinquemila euro. La holding gestisce tra l’altro cinquantatre aeroporti nel mondo e nell’estate del 2015 lancia un’opa totalitaria sugli scali di Pisa e Firenze. Vinta. Nel febbraio 2016 viene deliberata l’unione dei due poli, che danno vita a Toscana Aereoporti sotto la guida – auspicata proprio da Corporación América – di Marco Carrai, già presidente di Adf – Aeroporto di Firenze, e consigliere, come risaputo, di Open. Nell’estate del 2014, il 30 agosto, il governo stanzia per i due scali centocinquanta milioni di euro con il decreto Sblocca-Italia. Su questo ha notevoli interessi anche Alha Airlines, altro benefattore della fondazione renziana con venticinquemila euro” (pp.82).

L’inchiesta di Davide vecchi  prosegue analizzando vicende note e meno note, in capitoli con titoli molto eloquenti: “Letta non è capace”; Il matrimonio con Silvio”; “Ascesa e cadutadi  Graziano Cioni”; “Pistelli, il mentore tradito e poi ripagato”; “Manzione, la vigilessa a Palazzo Chigi; “#la buona scuola? All’assessore Bonaccorsi”; “Il controllo su Nardella”; “La cassaforte renziana”; “I numeri della Open”; “Il mutuo del padre pagato dal governo del figlio”; “Maria Elena d’Etruria”; “Il Salva-banche e Truffa-risparmiatori”; “Un premier al guinzaglio; “La banca del Pdl”; Da Calvi a papà Boschi: il faccendiere Carboni”; “Carrai ai servizi segreti”, La Cys4 e quella rete estera che arriva a Tel Aviv”; “Le amicizie pericolose di Marchino”; “Dal Cencelli al Renzelli”.

Intendiamoci, l’intento di un libro inchiesta come “Il prezzo del potere” è quello di informare, di approfondire quello che i cosiddetti “giornaloni” non fanno (e non potrebbe essere altrimenti quando gli inviati di punta sono le Maria Teresa Meli); non certo di riportare alla ragione un elettorato che ormai ha trovato il suo eroe, a prescindere da tutto. Quello che è stato detto di internet da Walter Quattrociocchi, coordinatore del Laboratorio di Computational Social Science dell’Imt di Lucca, ovvero che “l’individuo posto di fronte a un’idea diversa dalla sua non fa che radicalizzarsi e arroccarsi sulla propria opinione”, vale pure per la politica italiana; anche se in questo caso non si tratta soltanto di idee ma di fatti non archiviabili semplicemente come banali marachelle.

Edizione esaminata e brevi note

Davide Vecchi, (1974), giornalista, si occupa principalmente di cronaca giudiziaria e politica. Ha seguito, tra l’altro, la vicenda Monte dei Paschi di Siena, il caso Ruby che ha coinvolto Silvio Berlusconi, il fallimento del Credito cooperativo fiorentino di Denis Verdini e lo scandalo veneziano legato al Mose. Ha svolto inchieste su Renzi e il potere renziano, con articoli ripresi dai principali media italiani. E’ autore di “L’intoccabile. Matteo Renzi, la vera storia”. Ha lavorato per l’Adnkronos e «l’Espresso», dal 2010 è a «il Fatto Quotidiano».

Davide Vecchi,“ Matteo Renzi. Il prezzo del potere”, Chiarelettere (collana Principioattivo), Milano 2016, pag. 170. Prefazione di Marco Travaglio.

Luca Menichetti. Lankenauta, gennaio 2017