Venezia Shlomo

Sonderkommando Auschwitz

"Mi chiamo Shlomo Venezia. Sono nato a Salonicco, in Grecia, il 29 dicembre 1923. La mia famiglia dovette abbandonare la Spagna al momento dell'espulsione degli ebrei nel XV secolo ma, prima di stabilirsi in Grecia, i miei antenati si fermarono in Italia, per questo mi chiamo Venezia". "Sonderkommando Auschwitz" nasce, in verità, da un'intervista a Shlomo Venezia che Béatrice Prasquier raccolse nel 2006 e che venne pubblicata, per la prima volta, nel 2007 in Francia. Il libro, nella versione italiana, ha tralasciato le domande assumendo l'aspetto di un discorso continuo e rappresenta, senza dubbio, una delle testimonianze più toccanti e, per certi versi, più spietate e crude sull'inferno...CONTINUA...

Byatt Antonia S.

Gradazioni di vitalità

"C'è un momento significativo - una sorta di rito di passaggio - nella vita di ogni scrittore, ed è quando lui o lei si rende conto che i personaggi sono fatti di parole". Una premessa senza dubbio eccitante per un excursus altrettanto allettante. La Byatt, che di romanzi ne ha scritti diversi e anche piuttosto interessanti, parla di come nasca quello che lei definisce arazzo: "I singoli personaggi sono parte di un tessuto di parole, simile ad un arazzo, e le parole che creano le diverse persone sono connesse alla trama di tutte le altre parole". Una meccanica che, negli ultimi due secoli di romanzo occidentale, è venuta via via trasformandosi rispetto al baluardo millenario...CONTINUA...

Farjeon Clanash

I Vampiri dell’11 settembre

Michael Davemport, il reporter della rivista Enigma, è nuovamente protagonista nel secondo capitolo della trilogia vampiresca di Clanash Farejon (anagramma di Alan John Scarfe), dopo “I vampiri di Ciudad Juarez”. Abbandonato quel Messico che per i suoi orrori continuerà ad essere ricordato anche durante la nuova ed inquietante avventura, ci troviamo adesso nella New York devastata all’indomani dell’attentato dell’11 settembre 2001. Ancora una volta la vicenda prende spunto da fenomeni “sovraumani”, ovvero da inspiegabili visioni, improvvise apparizioni in ogni dove di tanti Dick Cheney in versione vampiresca e sanguinolenta. Michael Davemport incontrerà l’ex cognato David Giudice, destinato ad...CONTINUA...

Amado Jorge

Gabriella garofano e cannella

Lussureggiante, profumato, assolato e pieno di vitalità. E' questo il mondo che ho trovato in "Gabriella garofano e cannella", il mio primo Amado. Un libro ricco di sogni, poesia e passioni. E' l'anno 1925 e nelle cittadine brasiliane di Ilhéus e di Itabuna (le stesse in cui Amado è nato ed ha trascorso la sua giovinezza) si verificano profondi mutamenti. Il progresso è la chiave di volta. Un circuito di novità e trasformazioni inarrestabili che travolge anche chi si ostina a non volerne nemmeno sentir parlare. Ma i tempi sono maturi, la forza del denaro si sostituisce a quella dei morti ammazzati mentre la tecnologia impone prepotentemente la sua legge non scritta. Di Gabriella, in verità...CONTINUA...

de Belloy Félix

Il sole è una donna

Félix de Belloy è un avvocato. Ma è anche il fondatore di "Proxité", un'associazione che si occupa di giovani in difficoltà e delle loro famiglie. Un po' per via del suo lavoro, un po' per via di "Proxité", de Belloy viene costantemente in contatto con ragazzi problematici che vivono nelle periferie parigine e che, con grande facilità, si avvicinano al mondo della delinquenza e del crimine. "Il sole è una donna" arriva esattamente da questo universo. Al centro della vicenda, al contrario di quanto si potrebbe immaginare, non c'è un giovane beur ma sua madre. Assiah è una marocchina fuggita dal Paese natale nel momento in cui ha scoperto di essere incinta: una ragazza madre rinnegata dalla...CONTINUA...

Dürrenmatt Friedrich

La Promessa

Un romanzo giallo perfetto è quello in cui, alla fine, il colpevole viene individuato, catturato e costretto a pagare per un crimine commesso. E' quello in cui il bene e la giustizia trionfano e il mistero, qualunque natura esso abbia, viene districato sotto gli occhi di chi legge, con relativo senso di appagamento. Ma in un libro che ha un sottotitolo piuttosto intrigante come "Un requiem per il romanzo giallo" deve esserci qualcosa di diverso. Siamo in Svizzera. L'io narrante è quello di un letterato che ha appena tenuto un intervento nel corso di una noiosa conferenza sull'arte di scrivere romanzi polizieschi. Durante una notte insonne, davanti al bancone di un bar, lo studioso...CONTINUA...

Abrams J.J.

Super 8

Tornano le suggestioni della fantascienza d’annata, quella a misura d’uomo se è consentito usare un’immagine che cozza a prima impressione con alieno, automa futuribile o qualsiasi altra creatura, al di là della sua sostanza, che susciti mistero, inconoscibilità, terrore, paura, diversità. Diversità, forse questo è il termine che facilita la lettura più idonea a decifrare la fantascienza degli anni Settanta-Ottanta fino ai primi Novanta, quella tipicamente spielberghiana o anche - perché no – di Ridley Scott (i replicanti di Blade Runner) o James Cameron (non era, in fondo, un diverso in via d’umana accettazione il T-800 interpretato da Schwarzy dello...CONTINUA...

Ogawa Yoko

La formula del professore

Non credo di essere particolarmente originale creando un parallelismo tra "La formula del professore" della scrittrice giapponese Yoko Ogawa del 2003 e il film "Memento" di Christopher Nolan del 2000. I protagonisti di entrambe le storie subiscono un brutto incidente e tutti e due appuntano sul corpo i dati fondamentali della propria esistenza. Il professore del romanzo della Ogawa utilizzando biglietti di carta e spillette da attaccare al suo abito liso e fuori moda; Leonard, il protagonista di "Memento", ricorrendo ai tatuaggi che, ogni volta, gli rammentano gli episodi salienti della sua vita. Il professore è un uomo di 64 anni dalla memoria a scadenza limitata: mantiene ricordi per soli...CONTINUA...

Moscovich Cintìa

Due uguali

Clara e Ana sono due sedicenni che scoprono di amarsi non semplicemente come due amiche, scoprono di esser fatte l’una per l’altra e traggono reciprocamente piacere dai loro corpi giovani e freschi, all’insegna dell’allegria e della leggerezza. Siamo nel Brasile sottoposto alla dittatura militare, che esercita un rigido controllo...CONTINUA...

Saramago José

Memoriale del convento

Il convento del titolo è quello di Mafra, un edificio mastodontico che i portoghesi oggi chiamano Palácio Nacional. A gettare le fondamenta del gigantesco convento fu, nel 1713, re Giovanni V per tenere fede ad un voto, quello che gli permise di ingravidare, dopo diversi tentativi inutili, la regina Donna Maria Giuseppa, sua consorte. Un'impresa edificatoria che fa da cornice e sfondo ad un romanzo che è storico ma è anche sociale ed immaginifico. Il Settecento portoghese è impresso in ogni pagina, negli elenchi di Santi, confraternite, processioni ed ordini religiosi, nelle descrizioni minuziose di città, genti, contrade, fiumi, navi e viaggi. Saramago si trasforma in una sorta di cantore...CONTINUA...