Categoria: letteratura americana contemporanea

Attenberg Jami

Da grande

Un'amica, certo. Anche una figlia, una sorella e una zia. Un'identità apparentemente definita solo rispetto a qualche altro vivente. Ma dentro di sé Andrea, la protagonista del bel romanzo della Attenberg, si racconta una verità silenziosa e suprema: "Sono sola. Sono un'ex artista. Sono un'urlatrice a letto. Sono il capitano di una nave che affonda che è la mia carne". L'analista che ha di fronte l'osserva e pare accontentarsi della superficie che Andrea va esponendo. In effetti Andrea, la quarantenne che, in prima persona, ci parla di sé per mezzo di un ininterrotto flusso...CONTINUA...

Ward Jesmyn

Salvare le ossa

Esch ha solo quindici anni ed è l'unica ragazza in un mondo fatto di soli uomini. Maschio suo padre, maschi i suoi tre fratelli, maschi i suoi amici. Ed è proprio Esch, in prima persona, a raccontarci la vita a Bois Sauvage, in Mississippi. Una storia che passa essenzialmente attraverso i sensi perché Esch trasmette in maniera nitida e precisa ogni percezione visiva, uditiva, tattile. Attraverso le sue parole, attraverso le descrizioni chirurgiche e minuziose ci arriva l'esatta impressione dell'afa tipica degli Stati Uniti del sud che bagna la pelle anche senza pioggia, ci arriva l'odore polveroso...CONTINUA...

Haruf Kent

Le nostre anime di notte

"Our Souls at Night". Se ne è parlato parecchio di recente per via del film presentato nel corso della 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ed interpretato da Jane Fonda e Robert Redford. Tanti apprezzamenti, tanto clamore certo, ma non mi sembra di aver letto o sentito alcun riferimento a Kent Haruf. E' lui l'autore di "Our Souls at Night", "Le nostre...CONTINUA...

Haruf Kent

Canto della pianura

"Canto della pianura" è il primo libro della "Trilogia della pianura". A seguire, in ordine, "Crepuscolo" e "Benedizione" che, se tanto di mi dà tanto, dovrò leggere, necessariamente. Perché Haruf sembra essere una penna degna di ogni interesse. Le ragioni sono semplici esattamente come la sua scrittura. Haruf non riempie le pagine di nebulosi circuiti di parolastre, non si bea dello scrivere per il puro gusto di scrivere, non decanta personaggi insulsi e non annoia nemmeno per un istante. L'occhio di chi legge non può che godere di una scrittura pulita, semplice e luminosa e non...CONTINUA...