Categoria: Stephen King

Macioci Enrico

Lettera d’amore allo yeti

Lettera d’amore allo yeti di Enrico Macioci è un romanzo diverso dalla maggior parte delle opere che si trovano in circolazione. La scelta dell’autore è stata quella di comporre una storia che modulasse non solo tra diversi generi letterari, ma tra vari stati mentali ed emozionali. La struttura è, per così dire, a chiasmo, perché la prima parte, più in linea con la narrativa realistica, è dominata da una condizione psicologica media di shock/turbamento (un padre, Riccardo...CONTINUA...

Enriquez Mariana

Quando parlavamo con i morti

Tre racconti, cento pagine: Quando parlavamo con i morti. Una piccola raccolta, questa di Mariana Enriquez, scrittrice argentina, da leggere possibilmente tutta d'un fiato. Perché? Perché è scritta (tradotta da Simona Cosentino e Serena Magi per Caravan Edizioni) in una sorta di sospensione continua: c'è sempre qualcosa che sta per accadere, c'è sempre una tensione che non sai esattamente dove porta; perché...CONTINUA...

King Stephen

On writing

"Non avete bisogno di corsi o seminari di scrittura più di quanto non abbiate bisogno di questo o qualsiasi altro libro sulla scrittura. […] Si impara [a scrivere NdR] soprattutto leggendo molto e scrivendo molto e le lezioni più preziose sono quelle che vi impartite da soli". Ecco, almeno su un punto io e King siamo d'accordo: nessun manuale, nessun corso, nessun insegnante può trasformare uno scribacchino in uno scrittore di qualità. Ovviamente neanche il suo libro, "On writing", può farlo. Ciò non toglie che conoscere i suggerimenti offerti da uno che ha venduto più di 300 milioni...CONTINUA...

Reiner Rob

Stand by me. Ricordo di un’estate

Il cinema del riflusso, caratteristico degli anni Ottanta, a dispetto dell’appellativo che indica palesemente un’epoca di disimpegno rispetto al cinema politico-sociale delle decadi immediatamente precedenti, ha partorito opere tutt’altro che disprezzabili, andando spesso a indagare la fanciullezza e l’adolescenza in modo più libero e più attento alle dinamiche interiori, psicologiche, trovando anche diversi modi di rappresentazione e centrando quasi sempre l’attenzione sui percorsi formativi dei giovani protagonisti. Se certamente restano impresse nella memoria le opere...CONTINUA...

De Palma Brian

Carrie. Lo sguardo di Satana

Dopo avere ottenuto i primi importanti riconoscimenti dalla critica con Il fantasma del palcoscenico (1974), e successivamente al non del tutto convincente Complesso di colpa (1975), l’allora mediamente noto Brian De Palma incontrò la letteratura horror di Stephen King ispirandosi quasi fedelmente (salvo modifica al finale) all’inquietante Carrie, prima opera del maestro del brivido adattata per il grande schermo. Ne venne fuori quello che oggi è un vero e proprio cult movie, che ottenne un inatteso successo...CONTINUA...