Categoria: jazz

Cusa Francesco

Racconti molesti

“La musica ha sette lettere, la scrittura venticinque note” è uno dei più celebri aforismi di Joseph Joubert, spesso utilizzato per raffigurare i rapporti tra musica e letteratura. Una citazione che probabilmente non avrebbe sfigurato neppure nella quarta di copertina di “Racconti molesti”, l’ultima opera di Francesco Cusa; e non perché i personaggi e le vicende presenti nel libro abbiamo un’esplicita attinenza con qualche argomento musicale. Chi semmai ha molto a che vedere con la musica è proprio l’autore, jazzista di fama, batterista, compositore, esponente di quello che è stato definito “free...CONTINUA...

Attanasio Manuel

Senza voce

Qui non siamo nell’ambito della musica. Questa è una recensione di un cd non musicale, non un prodotto, parto di una lunga gestazione compositiva: no. È un fotogramma sonoro di una progressiva crescita “artistica”. Il termine va certamente utilizzato con cautela e fuor di equivoco ora viene impiegato: Manuel Attanasio è uno sperimentatore, le sue qualità però vanno accostate – e vanno accostandosi – più all’ambito artistico, contemporaneo, accompagnando talvolta eventi dell’arte contemporanea sarda. Non è prodotto finito, ma è appunto: ricerca, nell’accezione più felice, impulso fisiologico...CONTINUA...

Quasthoff Thomas

A Romantic Songbook

"Morfologicamente si caratterizzano per essere molto alti, allampanati, spesso con fisico particolarmente prestante": questa a grandi linee la descrizione dei bassi e bassi-baritoni ad opera di un noto manuale di canto e fisiologia vocale. Caratteristiche per forza di cose ideali, che non sempre trovano rispondenza nella realtà. Sulla scorta del detto "l'eccezione che conferma la regola" il primo nome che viene in mente è proprio quello di Thomas Quastoff. Il cantante, tedesco, classe 1959, scampato per sua e nostra fortuna a pietose pratiche pre-parto, ci mostra i devastanti effetti della talidomide...CONTINUA...

Hartman Johnny

Waltz for Debby

Ci voleva il vecchio Callaghan Clint Eastwood, la cui competenza nel campo del jazz è nota e certificata, per dissotterrare dalle nebbie dell'anonimato Johnny Hartman: qualcuno di voi ricorderà "I Ponti di Madison Country", dove a fare da colonna sonora alle paturnie amorose dei due frollati, c'era proprio il nostro cantante di colore. Un omaggio postumo (Hartman era morto 12 anni prima l'uscita del film) che in parte ha compensato quella colpevole indifferenza dei media e delle case discografiche, tale da farne un artista apprezzato solo da un ristretto numero di cultori della musica black. ...CONTINUA...

Cortázar Julio

Il giro del giorno in ottanta mondi

Spuumeggiante! Direbbe così, credo, the Mask, per definire questo libro. Un libro da leggere prima di dormire (io ho fatto così) con l'eccezione (ce n'è sempre una) di “Per arrivare a Lezama Lima”, brano abbastanza lungo e che non si gusta a pieno in una lettura frammentata, anche se, d'altra parte, il tempo che passa tra una volta e l'altra in cui ti metti a leggerlo ti aiuta a riflettere su ciò che hai letto. Mi accorgo di non aver detto che questo libro raccoglie vari scritti, di vario tempo, di questo scrittore di cui avevo solo sentito parlare, ma mai letto prima d'ora. Libro che...CONTINUA...

Mehldau Brad, Fleming Renee

Love sublime

E' stato definito da autorevoli critici come un disco "importante". Affermazione sicuramente impegnativa ma a cui sentiamo di poterci associare, pur nella nostra modestia di ascoltatori non professionali: ci potranno pure sfuggire particolari raffinatezze poetiche e musicali, ma non tanto da non cogliere quando ci troviamo di fronte ad un'opera tutt'altro che ordinaria. Del resto non potrebbe essere altrimenti: un disco i cui unici protagonisti sono un famoso jazzista, compositore e pianista, Brad Mehldau, e uno dei più celebrati soprani oggi in attività, l'americana Reneè Fleming, per forza di...CONTINUA...