Categoria: Altri Mondi

Bergman Ingmar

L’ora del lupo

Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male. Maschere, volti, allucinazioni, simbolismi, inconscio. Teatro, autobiografia. Cinema: finzione. L’ora del lupo è quel tempo interminabile, per chi teme il sopraggiungere del buio, compreso tra le due e le cinque del mattino, il frangente in cui si palesano i fantasmi...CONTINUA...

Allen Woody

Amore e guerra

“Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità… io spero che tu abbia preso appunti”. Dopo aver ottenuto la notorietà, all’inizio dei Settanta, con brillanti commedie dalle venature surreali (Il dittatore dello Stato Libero di Bananas, Tutto quello...CONTINUA...

Altman Robert

I protagonisti

Robert Altman, divenuto regista di fama internazionale con pellicole come M.A.S.H. (1970) e Nashville (1975), vide il suo cinema, comunque originale, trovare una serie di insuccessi lungo l’arco degli anni Ottanta, cui seguì un periodo di sostanziale silenzio artistico per lo più dovuto alla difficoltà di reperire produttori che ancora credessero nella sua arte. Nonostante queste difficoltà, e grazie al credito artistico maturato negli anni, all’inizio degli anni Novanta partorì un’opera di notevole spessore cui gratuitamente parteciparono...CONTINUA...

Loach Ken

Il vento che accarezza l’erba

Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, con sorpresa. Ma a ben addentrarsi nelle dinamiche del cinema che conta, proprio sorpresa non è. Ken Loach è un regista politico, marxista convinto, che ha sempre concepito il suo cinema come impulso per scuotere le coscienze, per sollecitare all’attenzione di quella che ritiene essere la borghesia britannica – e successivamente, con la notorietà, europea e mondiale – la condizione disagiata di disoccupati, operai sottosalariati ed emarginati sociali. Un cinema duro, lineare, affatto virtuosistico, attento ai dialoghi e ai volti più che agli effetti che...CONTINUA...

Rudolph Alan

La colazione dei campioni

La delirante vicenda si apre a Midland City, ben poco ridente cittadina della provincia americana, dove vive Dwayne Hoover (Bruce Willis), proprietario di un grande autosalone: è un uomo d’affari, ricchissimo, famosissimo per i numerosi spot televisivi di cui è protagonista; ma non tutto pare andare per il verso giusto. Al suo primo apparire, all’interno della sua lussuosa dimora, lo vediamo ficcarsi una pistola in gola in procinto di farsi un gargarismo di piombo se non lo interrompesse la cameriera nell’annunciare "la Colazione dei Campioni”, il “breakfast dei vincenti”. In preda ad allucinazioni...CONTINUA...

Eastwood Clint

Mezzanotte nel giardino del bene e del male

“La verità, come l’arte, è nell’occhio di chi guarda”. Prima di tornare, con Potere assoluto, alle atmosfere in cui è stato solitamente più semplice inquadrarlo fino a tre quarti di carriera, l’ormai quasi settantenne Clint Eastwood si cimentò, nella seconda metà dei Novanta, nella riduzione cinematografica d’un romanzo (in Italia edito da Rizzoli) che negli States fu un vero e proprio bestseller. Una storia apparentemente inconsueta per le attitudini del regista americano, che qui si misura con temi che agiscono sottotraccia e che diventano, nelle sue esperte mani, strumenti...CONTINUA...

Jacquot Benoit

Tosca

La Tosca ovvero la difficoltà di recensire un film opera, ibrido di incerta definizione: necessiterebbero più che mai solide competenze musicali, non solo cinematografiche, ed apertura mentale; cosa che quasi mai accade. L’estetica di un cinefilo, soprattutto se digiuno di musica, in genere ha poco a che spartire con la sensibilità propria di un melomane un niente niente tradizionalista (penso agli inverecondi articoli di un Carabba). Il metro di giudizio di chi ha familiarità col melodramma, incentrato sull’aspetto musicale, meno sulla credibilità fisica dei protagonisti, sulle rigidità forse...CONTINUA...

Allen Woody

Una commedia sexy in una notte di mezza estate

Dopo l’autoanalitico Stardust memories (1980) e prima del personalissimo Zelig (1983), Woody Allen dà vita a un'opera dai contorni fiabeschi, farseschi e sentimentali, dal titolo già di per sé assai emblematico. Commedia sexy in una notte di mezza estate si dipana attraverso immancabili citazioni e rimandi-omaggi letterari e cinematografici, dando modo al regista americano e ai suoi spettatori di interrogarsi sulle sfaccettate moltitudini dell’amore di coppia. Siamo in estate, all’inizio del Novecento, nella campagna incontaminata ai margini di New York...CONTINUA...

Allen Woody

Ombre e nebbia

Il cinema di Allen ha sempre vissuto di contaminazioni artistiche e, sopra ogni altra cosa, di interiorizzazioni che evocano rimandi, più o meno evidenti, proprio al cinema e ai suoi grandi maestri. Ombre e nebbia, uscito all’inizio degli anni novanta, è uno dei film del regista newyorchese in cui i rimandi letterari e soprattutto cinematografici sono più evidenti. A cominciare dalla cornice che ospita questa strana storia, assai evocativa. Anni Venti. In un imprecisato paesino delle Mitteleuropa, dove la nebbia notturna...CONTINUA...

De Palma Brian

Carrie. Lo sguardo di Satana

Dopo avere ottenuto i primi importanti riconoscimenti dalla critica con Il fantasma del palcoscenico (1974), e successivamente al non del tutto convincente Complesso di colpa (1975), l’allora mediamente noto Brian De Palma incontrò la letteratura horror di Stephen King ispirandosi quasi fedelmente (salvo modifica al finale) all’inquietante Carrie, prima opera del maestro del brivido adattata per il grande schermo. Ne venne fuori quello che oggi è un vero e proprio cult movie, che ottenne un inatteso successo...CONTINUA...