Categoria: iacobelli

Baroncelli Carla

Ombre di un processo per femminicidio. Dalla parte di Giulia

Ravenna, 2016. Giulia è stata uccisa. Il responsabile è un albanese. Un ladro, che in 20 minuti la uccide, massacrandone il volto, la spoglia, la trascina nel seminterrato, pulisce alla meglio e sparisce. Questo, almeno, è ciò che sostiene Matteo, il marito di Giulia. Lei è Giulia Ballestri, 38 anni, tre figli. Dieci anni di matrimonio apparentemente quieto. Poi la crisi. Giulia chiede la separazione. Matteo si oppone. La induce a prendere antidepressivi, a rivolgersi a uno psicologo, amico di lui, e in seguito a uno psicoterapeuta di coppia. Ma niente. Giulia è in uno stato germinale...CONTINUA...

Arnaldi Valeria

Donne Bersaglio. Mobbing e stalking dal lavoro al cuore

Copertina Il carico di lavoro gravoso, la retribuzione inferiore rispetto ai colleghi maschi, il mancato rispetto, le attenzioni sgradite e il malcontento da tenere sempre sotto controllo per non incorrere in frasi sessiste: “trovati un uomo - hai le tue cose? - sei in menopausa?”, fino ad arrivare a vere e proprie molestie fisiche. Il meccanismo culturale che alimenta la discriminazione di genere sul lavoro, porta spesso le donne ad abituarsi al non-riconoscimento dei diritti, anche in considerazione del fatto che il confine tra seduzione e molestia è talvolta sfuggente. “non è questione di ciò...CONTINUA...

Autrici Varie

Lady Frankenstein e l’orrenda progenie

Sono trascorsi esattamente duecento anni da quel 1818 che vide la prima pubblicazione di “Frankenstein, o il moderno Prometeo” e, nell’occasione, sei autrici che hanno interessi in comune con la rivista “Leggendaria” e con la Società italiana delle letterate (SIL) - Maria Crispino, Silvia Neonato, Sara De Simone, Giovanna Pezzuoli, Carla Sanguineti, Marina Vitale - hanno voluto celebrare la figura Mary Wollstonecraft Shelley, puntando lo sguardo su aspetti forse fino ad ora non troppo indagati dalla critica. Non soltanto pura e semplice biografia della scrittrice, per quanto sia sempre molto controversa...CONTINUA...

Martino Miranda

Caduta in un gorgo di torbide passioni

“Sei caduta in un gorgo di torbide passioni”: la frase di mamma Tecla, rinfacciata alla figlia prossima al successo come cantante, poi diventata il titolo dell’autobiografia di Miranda Martino non va interpretata soltanto come un espediente ironico e premessa a pagine leggere e disimpegnate. Come giustamente scrive Giancarlo Corsoni nella postfazione, il libro rappresenta soprattutto una “confessione a cuore aperto, scritta senza nascondere momenti che altri avrebbero taciuto, sventagliando cadute e inciampi senza mai assolverti, come se il tuo talento di cantante e poi anche di attrice abbia avuto...CONTINUA...

Cardarelli Francesco

Il triangolo rosso

Il triangolo rosso, nei campi di concentramento nazisti, identificava i prigionieri politici, politischer Vorbeugungshäftling, ovvero massoni, sacerdoti e tutti coloro che si potevano ipotizzare oppositori del regime. Un contrassegno attribuito anche a Mario, protagonista del romanzo di Francesco Cardarelli, nonostante presto si capisca che l’unica colpa del giovane soldato italiano di leva era stata quella di non essere rientrato per tempo in caserma, fuggito per qualche ora dalla fidanzata Velia. Poi la galera, l’8 settembre e il ritrovarsi alla mercé dei nazisti vollero dire il trasferimento...CONTINUA...

Reverberi Gian Franco

La testa nel secchio. Tenco, Paoli, Lauzi, Ciampi, Dalla

Il significato del titolo lo troviamo nella parte centrale del libro, quando Reverberi racconta cosa succedeva in un pionieristico studio di registrazione milanese: “Gino [n.d.r.: Paoli] le stava provando tutte: ad esempio, memore del fatto che Gilbert Bécaud cantava con una mano vicino all’orecchio per ascoltarsi meglio, tentò di imitarlo, ma si dimostrò insufficiente. Allora provammo con un secchio in testa: la voce restava concentrata e l’intonazione andava meglio, ma la voce….” (pp.96). Questo è solo uno degli innumerevoli aneddoti, spesso ancor più originali, contenuti nel libro edito dalla...CONTINUA...

Zarini Bruna

Tango al buio

Da poco più di dieci anni la cosiddetta “Danceability”, grazie ad una tecnica derivata dai principi della Contact Improvisation e grazie all’impegno del danzatore Alito Alessi, pare abbia permesso a molte persone afflitte da handicap fisici di collaborare insieme ai cosiddetti normodotati nella creazione di spettacoli di danza. Il tutto lasciando spazio all’improvvisazione e senza dare luogo a particolari coreografie. Se quindi la “danceability” ha ricevuto un certo riscontro mediatico, situazione ben diversa è quella raccontata dall’insegnante e ballerina Bruna Zarini nel suo “Tango al buio”....CONTINUA...

Zanardi Carla

Donne a Milano

“… arrivarono a piedi in Via Scaldasole, che partiva dal corso di Porta Ticinese per arrivare, dopo una svolta a gomito, fino alla via Arena, davanti alle chiuse del naviglio, quelle firmate da Leonardo da Vinci. Una viuzza stretta stretta dove si affacciavano fitti i portoni delle case di ringhiera.” (p. 14) Sono le case di ringhiera a costituire lo sfondo dei primi racconti, ciascuno intitolato a una donna che in qualche modo ne è l’indiscussa protagonista, in questo piccolo ma delicato e curato libro di Carla Zanardi. Nelle case “popolari” arriva gente da fuori, dal Varesotto, dal...CONTINUA...

Autrici varie

Quella febbre sotto le parole

“Quella febbre sotto le parole” è un piccolo libro che non è opportuno definire “corale”, visto che le tante voci presenti, quelle di dodici importanti autrici, dimostrano un approccio molto diversificato al mestiere di scrivere e alle modalità del processo creativo: ovvero luoghi, tempi, idiosincrasie, piccoli e grandi riti giornalieri. In ogni caso, come ci ricorda la curatrice Maria Rosa Cutrufelli, tutte scrittrici - Alice Ceresa, Luce d’Eramo, Francesca Duranti, Elena Gianini Belotti, Gina Lagorio, Lia Levi, Grazia Livi, Rosetta Loy, Romana Petri, Clara Sereni, Francesca Sanvitale...CONTINUA...

Beneforti Barbara

La disertora

Nei primi articoli e recensioni che sono seguiti alla pubblicazione del libro di Barbara Beneforti viene citata giustamente una frase significativa, presente a pagina diciassette: “A volte le cose fatte per rimedio riescono meglio di quelle fatte per volontà”. Espressione di quel buon senso popolare che, negli anni tra il moribondo Granducato di Toscana e il nuovo Regno d’Italia, appariva soffocato da autorità statali lontane e sopratutto disinteressate alla vita di un popolo di subalterni, quelli privi del diritto di voto. Una distanza e un’incomprensione che viene...CONTINUA...