Categoria: dopoguerra

Rinaldi Giovanni

I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie

Nel mese di novembre ho recensito "Il treno dei bambini" di Viola Ardone, pubblicato per Einaudi. Dopo qualche giorno ho ricevuto una e-mail da Giovanni Rinaldi il quale mi invitava a leggere un suo libro, uscito nel 2009, in cui, molto prima che la Ardone scrivesse il suo romanzo, lui aveva raccolto le storie vere e le dirette testimonianze dei bambini del Meridione condotti, dopo la Seconda Guerra Mondiale, con quelli che successivamente vennero chiamati i "treni della felicità", verso l'Emilia-Romagna, le Marche e altre...CONTINUA...

Whiteley Aliya

L’Arrivo Delle Missive

Si tratta senza dubbio di un bel libro, senza tante pretese, semplicemente una storia interessante, scritta bene e di facile lettura, con personaggi ben costruiti e situazioni intriganti. Ci troviamo nella campagna inglese del primo Dopoguerra, Westerbridge è un sonnacchioso villaggio abitato soprattutto da contadini dove il pettegolezzo è lo sport principale e la vita prosegue immutata stagione dopo stagione. Protagonista è la diciassettenne Shriley Fern, che narra in prima persona la vicenda. Shirley sta per finire la scuola, è una delle allieve più brillanti della sua classe e vorrebbe...CONTINUA...

Giacobbe Maria

Diario di una maestrina

"Diario di una maestrina" è stato pubblicato per la prima volta nel 1957 da Laterza e ha rappresentato l'esordio letterario di Maria Giacobbe. Un libro in cui sono incappata per caso e che ritengo possa essere considerato un'autentica perla. Il "Diario" racconta uno spaccato di vita sarda e italiana degli anni quaranta e cinquanta, una lucida e mai patetica cronaca della quotidianità di un'insegnante elementare che, nata e cresciuta in una "buona famiglia" nuorese, è divenuta maestra quasi per darsi uno scopo e un'identità: "In seconda liceo mi ammalai e con sollievo lasciai la scuola. Due...CONTINUA...

Cardarelli Francesco

Il triangolo rosso

Il triangolo rosso, nei campi di concentramento nazisti, identificava i prigionieri politici, politischer Vorbeugungshäftling, ovvero massoni, sacerdoti e tutti coloro che si potevano ipotizzare oppositori del regime. Un contrassegno attribuito anche a Mario, protagonista del romanzo di Francesco Cardarelli, nonostante presto si capisca che l’unica colpa del giovane soldato italiano di leva era stata quella di non essere rientrato per tempo in caserma, fuggito per qualche ora dalla fidanzata Velia. Poi la galera, l’8 settembre e il ritrovarsi alla mercé dei nazisti vollero dire il trasferimento...CONTINUA...

Meneghello Luigi

Bau-sète!

“…’Pascua di Resurressione’, una cosa così andrebbe bene anche a me, mi piacerebbe risorgere, spuntare all’improvviso da un cassone di pietra, bandiera alla mano, e fare bau-sète!” (p.200) Questa prova narrativa di Meneghello si colloca dopo “I fiori italiani”, tra i due testi esce la raccolta di saggi “Jura...CONTINUA...