Categoria: letteratura russa

Tagliagambe Silvano

Dal caos al cosmo, introduzione al cosmismo russo

Può essere capitato a tutti (e c’è da augurarselo) di volgere gli occhi al cielo, magari in una notte stellata, magari essendo accompagnati da un indefinibile sentimento di qualcosa che assomiglia alla nostalgia, un senso di appartenenza a qualcosa di molto più grande di noi. Forse questo esprime al meglio il senso di questo affascinante volume saggistico dal titolo Dal Caos al Cosmo - introduzione al cosmismo russo (prefazione di Armando...CONTINUA...

Platonov Andrej

Takyr

“Takyr”, novella ambientata nel deserto del Turkmenistan, fu scritta da Andrej Platonov nel 1934 approfittando dell’occasione offertagli da Maksim Gorky: recarsi con una nutrita compagnia di scrittori fedeli al regime nella regione asiatica, celebrare con un’opera collettiva il decimo anniversario del Turkmenistan sovietico e così, dopo le censure subite, tornare a tutti gli effetti al suo ruolo di letterato. Ricordiamo infatti che Platonov ebbe il “torto”, col suo romanzo “Vprok” (A buon pro)...CONTINUA...

Puškin Aleksandr

Eugenio Onieghin nei versi italiani di Giovanni Giudici

È noto che voler parlare della vera poesia è come setacciare l’acqua: il meglio passa tra le maglie; stesso destino in un certo modo ha la traduzione poetica che non riuscirà mai a rendere a pieno i ritmi, le risonanze e i fonemi di un originale. Cosa tanto più vera per un’opera come l’Eugenio Onegin, il capolavoro di Aleksandr Sergeevič Puškin, definito dal suo autore un «romanzo in versi», un testo ricchissimo di soluzioni ritmiche raffinate e del tutto nuove, il quale ha segnato la...CONTINUA...

Abgarjan Narine

E dal cielo caddero tre mele

"Venerdì subito dopo mezzogiorno, con il sole che aveva passato lo zenit e scivolava composto verso l'estremità a ponente della vallata, Sevojants Anatolija si coricò per prepararsi a morire". Un incipit che incanta quello del romanzo della scrittrice armena (che scrive in russo) Narine Abgarjan. Un incipit che, va detto, è all'altezza del resto della storia che si dipana in tre parti: una per chi ha visto, una per chi ha raccontato, una per chi ha ascoltato. Fin da subito si ha la sensazione di ritrovarsi...CONTINUA...

Strugatskij Arcadij, Strugatskij Boris

La chiocciola sul pendio

“Si possono contare sulle dita di una mano coloro che hanno capito appieno l’intenzione degli autori. Eppure, in tutto il romanzo avevamo disseminato degli indizi che potessero aiutare a decodificare la nostra simbologia all’interno della storia” (pp.264). Ed ancora: “Immaginate che, su un certo pianeta, vivano due diverse specie intelligenti. E che queste specie abbiano ingaggiato una lotta per la sopravvivenza, una guerra […] ma è una guerra biologica che, a un osservatore esterno proveniente dalla Terra, può non sembrare affatto una guerra” (pp.254). Così scriveva Boris Strugatskij riguardo...CONTINUA...

Strugatskij Arcadij, Strugatskij Boris

Lunedì inizia sabato

Fabio Giovannini e Marco Minicangeli nella loro “Storia del romanzo di fantascienza” così raccontano le diverse fasi letterarie dei due fratelli Strugatskij: “inizialmente è una descrizione ottimistica delle meraviglie future, poi lentamente la speranza utopistica diminuisce, arrivando fino a oscure metafore della burocrazia con Piknik na Obochine [ndr: da cui il film “Stalker” diretto da Tarkovskij]”. Ancora Darko Suvin: “Nella loro carriera i fratelli si spostarono da una visione relativamente solare in cui l’utopia poteva essere raggiunta in un vicino futuro, alla sensazione che le tensioni...CONTINUA...

Orlov Vladimir

Danilov, Il Violista

Bisogna stare a tenti a leggere bene il titolo di questo libro, non è “Il Violinista”, come pure io ho pensato finché non l’ho iniziato, bensì il “Il Violista”. Non di violini, bensì di viole infatti si occupa il protagonista, Danilov, musicista di professione e demone a contratto basato sulla Terra. Madre umana, padre demone, il nostro appartiene ad entrambi i mondi e a nessuno di questi. Ecco perché la comunità demoniaca ha deciso di lasciarlo sulla...CONTINUA...

Gessen Masha

Perfect rigor

Leggendo il libro di Masha Gessen è possibile che, nonostante la distanza siderale tra la personalità di un celebre scrittore americano e quella di uno stupefacente matematico russo, possano venire alla mente le parole di Francis Scott Fitzgerald, pubblicate nel 1936 in “The Crack-Up”: “Il banco di prova di un’intelligenza di prim’ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare”. Parole spesso citate ma che nel caso di Grigori Perel’man forse si adattano poco e che mettono in luce come genialità e intelligenza non abbiano...CONTINUA...

Florenskij Pavel A.

Le porte regali. Saggio sull’icona

Il filosofo e teologo russo Pavel Nikolaevič Evdokimov scrisse che “l’icona, punto materiale di questo mondo apre una breccia. Il Trascendente vi fa irruzione e le ondate successive della sua presenza trascendono ogni limite e riempiono l'universo”. Parole impegnative, tanto più enigmatiche per un occidentale che si trova di fronte a quelle conversazioni che Elémire Zolla – autore della prefazione a “Le porte regali” – definisce così incantate “che rapiscono nel mondo degli archetipi, fanno d’ogni cosa tangibile un riflesso sull’acqua” (pp.8). E’ stato infatti il filosofo e storico italiano a curare...CONTINUA...

Jaroslavskaja-Markon Evgenija

La ribelle

La giovane donna ritratta di profilo nella foto di copertina è proprio Evgenija Jaroslavskaja-Markon: "figlia della borghesia intellettuale ebraica di Pietrogrado, moglie del poeta Aleksandr Jaroslavskij, anarchica, ladra, deportata sulle Solovki, condannata a morte, giustiziata a ventinove anni". Una vita brevissima quella di Evgenija ma vissuta con la passione di un'estremista, con la determinazione di una combattente, con la voracità di una ribelle. Il bel libro appena pubblicato da Guanda raccoglie l'autobiografia della Jaroslavskaja-Markon...CONTINUA...