Categoria: sardegna

Rossana Dedola

Grazia Deledda

I luoghi gli amori le opere "Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne; ho guardato per giorni, mesi, anni il lento svolgersi delle nubi, sul cielo sardo; ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l'acqua corrente; ho visto l'alba, il tramonto, il sorgere della luna nell'immensa solitudine delle montagne; ho ascoltato le musiche tradizionali, le fiabe e i discorsi del popolo e così si è formata la...CONTINUA...

Tetti Gianni

Grande nudo

“Un altro respiro. Paura. Quello che vede. Un cane che le ha chiesto il suo nome. E lei. Incontenibile prurito […] Non lo so, il mio nome. Non so il mio nome. Non” (pp.14). Il primo impatto con la pagine di “Grande nudo” può rivelarsi spiazzante: una costruzione paratattica che non lascia tregua e che soltanto dopo molte pagine inizia ad aprirsi a delle più consuete subordinate. Frasi forse meno spigolose che comunque non stemperano l’efficace martellamento dei tanti soliloqui; e soprattutto la ferocia presente nella Sardegna del “majarzu”. Un luogo solo in parte distopico. La catastrofi ambientali...CONTINUA...

piras Davide

Terra Bianca

Parigi 1970. Il dottor Saverio Dessì è un famoso cardiologo, primario del reparto di chirurgia dell'ospedale più antico di Parigi. È un uomo di successo, ha prestigio, denaro, una bella moglie e tre figli, è un uomo realizzato, che può guardare serenamente al futuro, il passato sembra lontanissimo e non ne parla mai. Improvvisamente gli arriva una lettera dalla Sardegna, sua terra natale, e precisamente da Terralba, un piccolo paese. A scrivergli è un suo antico amico, che gli dà notizie di suo fratello Giulio. Da vent'anni...CONTINUA...

Brentani Alfonso

Per oggi non mi tolgo la vita

“Penso a ciò che la vita ci chiede e ci dà, e mi vengono in mente gli obiettivi. L’amore, l’amicizia, l’ambizione, la riproduzione, la vita sociale e professionale, i sorrisi e le uscite notturne e diurne, gli interessi e l’arte, le passioni, le emozioni, i titoli e i profitti, gli affetti e gli abbracci e i dolori; e io di tutto ciò non voglio più nulla, voglio l’assoluta libertà di rifiutare tutto e di non combattere per ottenere tutto ciò, voglio l’onore delle armi per obiezione di coscienza alla vita. Voglio il diritto al patetismo: alla sconfitta e alla rinuncia, alla debolezza e al crollo”...CONTINUA...

Delogu Ignazio

Arde il mare

La Costa Smeralda d’estate è il luogo della Dolce vita catodica. Personaggi abbietti e spregiudicati la popolano ogni notte. Festini, sesso, cocaina e simili birbanterie però non sempre vengono sbandierate. Un mondo prevalentemente notturno e festaiolo, Lele Mora ne è l’emblema: vederlo in bandana, massaggiato da maschioni presi da Mediaset, o che esibisce la svastica del suo telefonino...CONTINUA...