Categoria: Carmelo Bene

Bene Carmelo

Ho sognato di vivere! Poesie giovanili

Carmelo Bene. Un nome che vale un secolo, un secolo di nomi: e non è solo il Novecento, la vera classicità è extratemporale, perennemente inattuale, perché sfugge alle regole di quel chiacchiericcio informato dei fatti che chiamiamo attualità. E sono cose che Carmelo ha sempre detto, predicando (da deserto) al deserto. Esiste un’opera; letteraria prima ancora che teatrale, cinematografica oltre che radiofonica e televisiva, da consegnare ai posteri, da custodire nella memoria, se ancora osiamo averne, o millantarne, una. Certo per pubblicarla o ripubblicarla quest’opera letteraria pare davvero...CONTINUA...

Viglietti Luisa

Cominciò che era finita. L’ultima vita di Carmelo Bene

La cosa più interessante di “Cominciò che era finita” è probabilmente questa: ci offre un Carmelo Bene visto da una persona assennata e razionale che non si lascia corrompere dal suo torrente di parole che, in buona o cattiva fede, influenza chiunque ne analizzi l’opera. È il punto di vista di una persona estremamente vicina all’attore, la compagna di vita degli ultimi otto anni, una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo non facile e, dopo la sua morte, si è trovata a combattere battaglie legali che mai avrebbe immaginato – terribili, sconvolgenti, assurde. Luisa Viglietti conosce Carmelo...CONTINUA...

Giardina Carmen, Palmese Massimiliano

Il caso Braibanti

L'altro '68: "il caso Braibanti" Lo sappiamo da più fonti autorevoli: l’Italia è un paese senza memoria, tenuto nella sua narcosi televisiva e digitale da forze che rischiano di sfuggire alla comprensione. Per questo un film documentario come “Il caso Braibanti” di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, che è stato presentato il 27 agosto alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, è qualcosa di prezioso per rompere le fila di questa orchestrazione quasi magica a danno della memoria e mostrare il vero volto, fascista e reazionario, di questo “brutto/poter che, ascoso...CONTINUA...

Arbasino Alberto

Super-Eliogabalo

Nell’anno fatale del 1968, mentre la società sembra esplodere nell’urto con nuovi linguaggi e nuove espressioni di un disagio crescente e illusoriamente creduto impossibile, all’incipit dell’era del consumo beato, Alberto Arbasino scrive questo romanzo - che uscirà l’anno dopo per Feltrinelli - che io leggo nell’ edizione Adelphi del 2001 - e che è già, tra le moltissime cose, l’arguta satira, la caricatura gioiosa, l’impietosa critica, l’elaborato sfottò, raffinato e super finto goliardico, di quegli anni violentemente inconsapevoli e per qualcuno formidabili. Crocevia di tutte le metamorfosi...CONTINUA...

Donalisio Fabio

Ambienti saturi

In questa raccolta di poesie “Ambienti saturi” di Fabio Donalisio la prima cosa che spicca è la concisione, come se ci fossero molte cose da dire ma poco spazio per dirle. O forse le molte cose aleggiano intorno al poeta come mosche che vanno scacciate, per esperire una sintesi diversa. Ciò conferisce a questi versi una stralunata eleganza, una freddezza un po’ “acida”, come si legge in una nota di presentazione della casa editrice Amos edizioni. È un’atmosfera rarefatta, con...CONTINUA...

Bene Carmelo

Contro il cinema

Che cosa significa essere un uomo di spettacolo, che però aborre lo spettacolo? O un artista totale in mezzo al suo disfarsi di se stesso? Che cosa significa essere un pensatore acuto, un brillante affabulatore e al tempo stesso disprezzare il pensiero, quando si fa racconto e spiegazione? Che cosa significa fare film, e disprezzare il cinema? Troviamo la risposta a queste domande in questo libro d’interviste a Carmelo Bene,  uscito per Minimum fax nel 2011, Contro il cinema, e curato da Emiliano Morreale,  libro che ci dà un’ulteriore prova dell’estrema consapevolezza dell’artista...CONTINUA...