Categoria: Letteratura

Magris Claudio

Lei dunque capirà

Un testo breve, un monologo al femminile struggente e impietoso, disperato e spietato, intenso e profondo. Magris rivisita il mito di Orfeo ed Euridice in chiave moderna, muovendosi tra esperienza personale e modello universale, con uno stile semplice, colloquiale, ma mai banale. L’io narrante è stata la Musa ispiratrice di un poeta, del quale non manca di evidenziare...CONTINUA...

Stella Giannantonio

Il maestro magro

Il viaggio che Osto, diminutivo di Ariosto, il maestro magro, compie dalla natia Sicilia all’Italia settentrionale, dapprima in Polesine e succcessivamente a Torino, è un viaggio attraverso l’Italia dal Dopoguerra ai primi anni Sessanta, l’Italia della ricostruzione, del boom economico, del mito del benessere simboleggiato dai primi elettrodomestici, dalla Seicento Fiat, dalla televisione. CONTINUA...

Magris Claudio

Alla cieca

Un romanzo sfaccettato, dai mille aspetti e nel quale i piani spazio-temporali s’alternano, si mescolano in una continua altalena che crea un senso di disorientamento, tanto che ci si chiede da quali abissi di tenebra abbia attinto l’Autore per creare un’opera così vasta, proteiforme e onnicomprensiva. Un grande libro per una grande mente capace di inabissarsi nei gorghi della Storia e di descriverli attraverso il potere della parola e di una prosa perfetta, senza una sbavatura, mai banale...CONTINUA...

Levi Primo

I sommersi e i salvati

Molti anni dopo “Se questo è un uomo” – uscito per la prima volta nel 1947 – Levi riaffronta il tema del lager con un saggio, non un libro di memorie, ma un’analisi spietatamente lucida e precisa dell’universo concentrazionario. Più si prosegue nella lettura e più si scende nelle tenebre e nel dolore, che vengono sezionati pur essendo ormai decantati dallo scorrere del tempo, che non ha tolto chiarezza all’Autore. La grande consapevolezza acquisita tanti anni dopo l’esperienza della deportazione ad Auschwitz è che i veri testimoni del lager non sono i sopravvissuti...CONTINUA...

Roth Joseph

La marcia di Radetzky

È difficile, di fronte ad un’opera come "La Marcia di Radetzky", evitare di pensare all’uomo Joseph Roth, prima che allo scrittore: una biografia di sradicato - mi si conceda il termine abusato e poco felice - che pare l’identikit più coerente per colui che, a ragione, è stato considerato il più grande cantore della dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico; o meglio, per parlare forbito, della "finis Austriae". Roth, di famiglia ebraica, era nato in Volinia, nella parte orientale della Polonia: la periferia di una Monarchia, che, pur alle soglie del XX secolo, fondava le sue radici nel Sacro...CONTINUA...

Kubin Alfred

L’altra parte

Questo straordinario romanzo, l’unico concepito dal grande disegnatore fantastico Alfred Kubin, vide la luce in un momento profondamente inquieto della sua esistenza. Nel 1908, appena trentunenne, rimase terribilmente scosso dalla morte del padre, evento che generò in lui una forte crisi psichica accompagnata da visioni oniriche persecutorie. I mostri che ne scaturirono trovarono certamente dimora ne L’altra parte, esperienza letteraria e risoluzione catartica dei fantasmi alberganti nell’inconscio del disegnatore. Proprio l’inconscio e le sue deformi manifestazioni saranno i protagonisti...CONTINUA...

Degrelle Léon

Militia

Agire puro non significa agire cieco. E la norma di non guardare alle conseguenze concerne i moventi affettivi individualistici, non già la necessaria conoscenza di quelle condizioni oggettive di cui l’azione deve tener conto per essere, per quanto è possibile, un’azione perfetta, anzi per non essere un’azione destinata già in partenza a fallire”. Julius Evola, “Cavalcare la tigre”. ETSI MORTUUS URIT “Possano queste pagine, ultimo fuoco di quel che io fui, ardere ancora un momento, riscaldare ancora un istante le anime possedute...CONTINUA...

Fini Massimo

Sudditi. Manifesto contro la democrazia

La democrazia è il sistema di autoregolazione del mondo migliore possibile? É senza dubbio questo il quesito di partenza che Massimo Fini ci invita a porre e a porci, come suo costume, in modo provocatorio e dissacrante, certo di scuotere la coscienza dei suoi lettori. Il saggio comincia parlandoci della democrazia universale e dei suoi amici; l’America per prima, naturalmente, ma anche un’Europa ossequiosa e uguale nei suoi sistemi, che siano liberali o social-democratici. Tra i grandi “amici della democrazia” cita...CONTINUA...