Categoria: condizione femminile

Messina Maria

Ragazze siciliane

Maria Messina appartiene al nugolo delle scrittrici dimenticate o, quanto meno, scarsamente lette e conosciute. Vissuta tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, il ricordo di Maria Messina e dei suoi scritti è stato quasi del tutto perduto dopo la sua morte, avvenuta nel 1944. Leonardo Sciascia, siciliano come lei, negli anni '80, volle riportare alla luce le opere di Maria e, con esse, il suo talento. Maria Messina è autrice di molte novelle, di diversi romanzi e di testi per ragazzi. La caratteristica fondamentale dei suoi libri è lo spirito di ispirazione verista che ha indotto...CONTINUA...

Sgrena Giuliana

Dio odia le donne

A parte la splendida copertina, costituita da una suggestiva foto di Oleg Dou, di questo libro ho amato immediatamente il titolo: emblematico, estremo, cinico, controverso. Come potevo non esserne attratta? Dio odia le donne? Evidentemente sì. Meglio: ad odiare le donne sono prevalentemente gli uomini di Dio ma non solo. La Sgrena compie un lungo e complesso viaggio all'interno dei testi sacri delle tre grandi religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo, islam)...CONTINUA...

Ibsen Henrik

Casa di bambola

Al suo apparire sulla scena Nora è un personaggio effervescente e sembra incarnare l’archetipo della brava mogliettina borghese, madre amorosa, devota e fedele al marito, tutta presa dai regali natalizi, ignara dei problemi reali del mondo, occupata com’è nel suo ruolo domestico. Vezzeggiata e coccolata come una bambina dal consorte (“passerotto sventato”; “lodoletta”; scoiattolino”), pare vivere in una dimensione tutta sua costituita da un piccolo mondo, i cui orizzonti non vanno oltre le...CONTINUA...

Aleramo Sibilla

Una donna

“In verità, al di fuori della somma di energie ch’io spendevo attorno al bambino, era in me un’incapacità sempre maggiore di vedere, di volere, di vivere: come una stanchezza morale si sovrapponeva a quella fisica, lo scontento di me stessa, il rimprovero della parte migliore di me che avevo trascurata, di quel mio io profondo e sincero, così a lungo represso, mascherato. Non era un’infermità, era la deficienza fondamentale della mia vita che si faceva sentire. In me la madre non s’integrava con la donna: e le gioie e le pene purissime in essenza che mi venivano da quella cosa...CONTINUA...