“Insomma volete fa la rivoluzione?” L’amico lo guardò in tralice: “tu no?”. “Io so’ un poveraccio – disse – vengo dar paese e probabilmente al paese tornerò se non me do da fa”. Alfredo rise sotto i baffi. “No? Non sei convinto?”, fece lui, dando una bella sorsata. “Tu sei quello che vuoi esse’, il punto adesso è che sei quello che loro vogliono che tu sei”. “Loro chi?”. “Come chi? I padroni”. “E ‘ndo stanno ‘sti padroni?”. “Sono bravi a non fasse vede’, infatti quelli come te, che sono la maggioranza, giustamente se chiedono: ‘ndo stanno?” (p.124).
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La ballata di Berenice
“Insomma volete fa la rivoluzione?” L’amico lo guardò in tralice: “tu no?”. “Io so’ un poveraccio – disse – vengo dar paese e probabilmente al paese tornerò se non me do da fa”. Alfredo rise sotto i baffi. “No? Non sei convinto?”, fece lui, dando una bella sorsata. “Tu sei quello che vuoi esse’, il punto adesso è che sei quello che loro vogliono che tu sei”. “Loro chi?”. “Come chi? I padroni”. “E ‘ndo stanno ‘sti padroni?”. “Sono bravi a non fasse vede’, infatti quelli come te, che sono la maggioranza, giustamente se chiedono: ‘ndo stanno?” (p.124).
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